venerdì 27 agosto 2010

Umberto Ciucciarelli, Federazione Provinciale La Destra, chiarisce la posizione del partito

Con riferimento all'articolo "Lui,il popolo e la libertà", pubblicato il 21 agosto su Ffwebmagazine.it a firma di Filippo Rossi, ci piace affidare il nostro pensiero alla nota che segue.

Lungi da noi l'intenzione di prendere le difese del "lui" in questione (Silvio Berlusconi), non essendo, per storia politico-culturale e per intima convinzione, strenui seguaci del liberal-capitalismo fine a se' stesso, vorremmo altresì che si smettesse di prendere per i fondelli la "diasporata" comunità di Destra ed il popolo italiano tutto.

Avere la pretesa oggi di fare le vittime non ha senso.

Sin da quando si paventò la nascita del PDL, noi avanzammo forti dubbi sul mostro che si stava partorendo: la logica politica vorrebbe infatti che un grande partito di Destra possa ALLEARSI CON PARI DIGNITA' ad un partito popolare, su un programma chiaro e di reciproca soddisfazione e su un piano di reciproco riconoscimento delle istanze, ma non fondersi in esso- l'olio e l'acqua non possono dare origine ad un liquido omogeneo. Quei dubbi sfociarono, come è noto, nella nascita de "La Destra" ad opera di Francesco Storace ed altri, progetto che, tra l'altro, ricevette la sua benedizione proprio dall'attuale premier.

Si raggiunse il culmine della miopia politica (dando per buona la fede con la quale si agì) accettando il rapporto di forza di 30 a 70 all'interno del partito (30 per AN, 70 per FI): se il buongiorno si vedeva dal mattino......

Non è dato immaginare, a queste condizioni, come si sarebbe potuta esercitare una proficua pressione di carattere sociale, se mai questo fosse stato il compito da assumersi all'interno della nuova compagine. Politicamente, ciò che conta è il seguente dato di fatto: nel 1994 c'era un grande partito ed un signore con tanti soldi, oggi c'è un signore con tanti soldi ED un grande partito.

Ed il merito di questo capolavoro è da attribuirsi soltanto a Gianfranco Fini ed alla sua pattuglia di pagnottisti.

Sorvolando, con un senso di profonda delusione, sui contenuti sinistrorsi delle peraltro scarse proposte avanzate dai finiani in questi due anni di legislatura, con riferimento all' "affaire Montecarlo" ci chiediamo se davvero è possibile credere alla storiella del complotto politico-giornalistico di testate vicine a Silvio Berlusconi, e, soprattutto, se sia moralmente lecito cavarsela con questa scusa.

Invero, reputiamo quantomeno doveroso, da parte di chi ha amministrato i beni di AN, dare delle risposte subitanee e convincenti a generazioni intere di militanti e parlamentari del M.S.I., che con il loro sangue hanno creato il considerevole patrimonio della nostra comunità, oggi nelle disponibilità (pare) di gente che con noi non c'entra nulla.

E' stato detto spesso in questi giorni che quanto emerso non costituirebbe reato.

C'è un reato quasi impunito nei codici odierni, che colpisce intimamente chi ne è vittima forse più di una coltellata: il tradimento.


Umberto Ciucciarelli- responsabile Politiche Sociali della Federazione Provinciale de "La Destra" di Viterbo

Pubblicato anche da NewTuscia:

http://www.newtuscia.it/interna.asp?idPag=18186

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