Da: www.storace.it
Auguri. Auguri di cuore a tutti quelli che hanno sofferto con noi dal 2007 ad oggi. A tutti quelli che ci hanno creduto con pazienza e militanza, con sacrificio e passione.
Salutiamo l’arrivo del 2010 con la speranza che sia l’anno della Destra, quella vera, quella nostra, che torna ad essere protagonista della battaglia politica.
Gli anni che ci lasciamo alle spalle ci hanno dato una grande soddisfazione, quella di trovare una comunità che sa di essere tale. Ma dopo la fondazione nel 2007, l’espulsione dal Parlamento nel 2008 e le sbarre alzate all’ingresso di Strasburgo nel 2009, il 2010 può coincidere con la svolta rappresentata dalla presenza nelle istituzioni.
Con Silvio Berlusconi, assieme a Teodoro Buontempo, nelle settimane scorse ho raggiunto l’intesa per un’alleanza generale alle Regionali con l’apparentamento formale con le liste de La Destra nel territorio. L’8 gennaio riunirò l’esecutivo del partito per verificare il punto della situazione in ognuna delle Regioni dove si vota.
Con particolare riguardo al Nord, dove l’accordo con il partito di maggioranza relativa stenta a decollare, stando a quanto mi riferiscono alcuni segretari regionali. Ma credo che tutto dipenda dalle difficoltà finora registrate nella scelta dei candidati presidenti e dalle feste natalizie.
Il buon anno lo vogliamo rivolgere comunque alle strutture di tutta Italia, incluse quelle che si trovano ad operare in realtà dove vigono sbarramenti regionali elevati – 4 per cento in Toscana, Puglia e Calabria – a cui occorrerà sopperire con soluzioni idonee a garantirci rappresentanza. Le Regioni, oggi, sono il luogo dove si decide di più – più che in Parlamento – e sarebbe insensato rinunciare ad una presenza.
Buon anno, permettetemelo, anche ai militanti della mia Regione, il Lazio, a cui dedicherò un post subito dopo Capodanno per la manifestazione che svolgeremo a Roma il 23 gennaio con Renata Polverini.
Ma buon anno soprattutto a questa nostra amata Patria, a cui abbiamo dedicato la nostra esistenza politica. La Patria della Nazione e del Lavoro si farà sentire nelle urne di marzo, con i consensi che sapremo raccogliere. E tutti saremo orgogliosi che valeva proprio la pena di fare qualche sacrificio per tornare a sorridere per aver vinto da soli, senza regali.
Francesco Storace
giovedì 31 dicembre 2009
lunedì 28 dicembre 2009
Lutto.
Un grave lutto ha colpito la nostra comunità, questa mattina a causa di un infarto è morto il camerata Fabrizio Quondam;
I funerali si svolgeranno domani, 29 c.m., alle ore 10,30 presso la chiesa di Orte Scalo. Chiunque avesse disponibilità può presenziare al rito funebre.
La Destra Viterbo, addolorata, esprime le più sentite condoglianze alla famiglia di Fabrizio.
I funerali si svolgeranno domani, 29 c.m., alle ore 10,30 presso la chiesa di Orte Scalo. Chiunque avesse disponibilità può presenziare al rito funebre.
La Destra Viterbo, addolorata, esprime le più sentite condoglianze alla famiglia di Fabrizio.
mercoledì 23 dicembre 2009
AUGURI da “La DESTRA “
Siamo giunti alle festività Natalizie e di fine Anno, un momento di riflessioni pacate e di auguri.
Auguri di cuore a tutti i viterbesi, della provincia e del capoluogo, da parte della federazione prov.le de “La Destra”; auguri soprattutto, sentiti e doppi, li inviamo a Renata Polverini, candidata per il centrodestra alla Regione Lazio, donna che conosciamo bene e apprezziamo per i tanti anni di impegno sindacale.
Con la Polverini sarà importante per noi e per tutti gli alleati creare un clima di appassionato entusiasmo, le condizioni per entrare vittoriosi alla Pisana ci sono tutte,
e poco importa chi sarà il candidato dell’altra parte e che farà l’UDC. La candidatura di Renata rappresenta un’autentica novità, pertanto attorno ad essa servirà una vasta mobilitazione popolare per determinare la vittoria alle regionali.
“La Destra” farà la sua parte, con il proprio simbolo e la propria lista di candidati.
Il primo impegno per ciascuno di noi sarà quello di ribattere colpo su colpo alle infamie della sinistra. Leggendo una nota del presidente della Provincia e segr. Regionale del PD Mazzoli, continuano a cianciare di debito e dicendo che l’amministrazione Storace ne ha accumulato dieci miliardi; tutte balle!
Un comunicato della Corte dei Conti, quando smonta le loro favole non viene mai presa in considerazione, afferma che il debito della sanità laziale c’era già ben prima, Storace lo ha ereditato da Badaloni che, a sua volta, se lo è ritrovato dalle giunte precedenti, tutte di sinistra o centrosinistra. Un debito che hanno fatto crescere e senza offrire servizi, con Storace sono stati aperti ospedali e loro in questo quinquennio li hanno solo chiusi.
Non osino poi parlare di morale, dimenticano forse che razza di esempio ha rappresentato il presidente che hanno voluto e sostenuto e di cui non ritengono più fare alcun accenno; un presidente che per l’uso dichiarato di coca ha svergognato una intera regione ( per il sesso pensiamo che ognuno sia libero delle proprie scelte e affetti, pur rilevando che a Marrazzo costava e costava caro). Da questa considerazione una certezza, di un presidente come Renata Polverini gli elettori del Lazio non si dovranno vergognare!
Nel dispensare auguri, non possono mancare anche quelli rivolti all’on. Marini e al coordinamento prov.le del PDL; che riescano a trovare sotto l’albero il regalo giusto per i cittadini, senza impantanarsi in contrasti interni e facciano in fretta ad indicare il candidato presidente per la Provincia.
Anche con esso saremo pronti, come per la Polverini alla regione, ad offrire un contributo di idee innovative, di programmi da sviluppare e soprattutto dal punto di vista sociale.
Pesciaroli Filiberto – dirig. Naz.le – segr. Prov.le de “La DESTRA”
Auguri di cuore a tutti i viterbesi, della provincia e del capoluogo, da parte della federazione prov.le de “La Destra”; auguri soprattutto, sentiti e doppi, li inviamo a Renata Polverini, candidata per il centrodestra alla Regione Lazio, donna che conosciamo bene e apprezziamo per i tanti anni di impegno sindacale.
Con la Polverini sarà importante per noi e per tutti gli alleati creare un clima di appassionato entusiasmo, le condizioni per entrare vittoriosi alla Pisana ci sono tutte,
e poco importa chi sarà il candidato dell’altra parte e che farà l’UDC. La candidatura di Renata rappresenta un’autentica novità, pertanto attorno ad essa servirà una vasta mobilitazione popolare per determinare la vittoria alle regionali.
“La Destra” farà la sua parte, con il proprio simbolo e la propria lista di candidati.
Il primo impegno per ciascuno di noi sarà quello di ribattere colpo su colpo alle infamie della sinistra. Leggendo una nota del presidente della Provincia e segr. Regionale del PD Mazzoli, continuano a cianciare di debito e dicendo che l’amministrazione Storace ne ha accumulato dieci miliardi; tutte balle!
Un comunicato della Corte dei Conti, quando smonta le loro favole non viene mai presa in considerazione, afferma che il debito della sanità laziale c’era già ben prima, Storace lo ha ereditato da Badaloni che, a sua volta, se lo è ritrovato dalle giunte precedenti, tutte di sinistra o centrosinistra. Un debito che hanno fatto crescere e senza offrire servizi, con Storace sono stati aperti ospedali e loro in questo quinquennio li hanno solo chiusi.
Non osino poi parlare di morale, dimenticano forse che razza di esempio ha rappresentato il presidente che hanno voluto e sostenuto e di cui non ritengono più fare alcun accenno; un presidente che per l’uso dichiarato di coca ha svergognato una intera regione ( per il sesso pensiamo che ognuno sia libero delle proprie scelte e affetti, pur rilevando che a Marrazzo costava e costava caro). Da questa considerazione una certezza, di un presidente come Renata Polverini gli elettori del Lazio non si dovranno vergognare!
Nel dispensare auguri, non possono mancare anche quelli rivolti all’on. Marini e al coordinamento prov.le del PDL; che riescano a trovare sotto l’albero il regalo giusto per i cittadini, senza impantanarsi in contrasti interni e facciano in fretta ad indicare il candidato presidente per la Provincia.
Anche con esso saremo pronti, come per la Polverini alla regione, ad offrire un contributo di idee innovative, di programmi da sviluppare e soprattutto dal punto di vista sociale.
Pesciaroli Filiberto – dirig. Naz.le – segr. Prov.le de “La DESTRA”
domenica 20 dicembre 2009
Prof. Scarpellino: “Presente”
Un ricordo del Prof. Scarpellino, scomparso ieri, da parte del nostro segretario provinciale;
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E’ sempre difficile, direi anche triste, parlare di una persona appena scomparsa, soprattutto se si tratta di un uomo al quale si è stati legati e lo si è rispettato per tantissimi anni.
Il Professor Pasquale Scarpellino ci ha lasciati; la notizia della sua morte ci addolora, e con profondo cordoglio rivolgo le più sentite condoglianze alla moglie, alle figlie e ai nipoti, a nome personale, della mia famiglia e dell’intera comunità della Destra viterbese.
Pasquale Scarpellino lascia un vuoto dentro tanti di noi e a quanti hanno avuto la fortuna di frequentarlo, un vuoto che difficilmente si può riempire; una persona speciale, per la grande professionalità dimostrata come chirurgo e primario, per la coerenza dimostrata nelle scelte politiche sin da quanto giovanissimo aderì volontario alla RSI, dove tra l’altro perse il fratello.
E` nota la sua capacità nell’espletare la professione; basta recarsi a Civita Castellana dove, nonostante negli anni settanta era considerata la cittadina più rossa della provincia e lui missino, non esiste un civitonico dai 40/50 anni in su che non lo abbia apprezzato e non sappia testimoniare della sua bravura nell’operare e nello gestire l’ospedale.
Dal punto di vista di impegno politico è stato solo da una parte, nel MSI. Nella sua lunga militanza missina coerentemente ha scelto di stare sempre affianco e sostenere un grande italiano che appartiene alla storia del MSI, l’on.le Giulio Caradonna, parlamentare dal 1953 per tante legislature, uomo di indubbia fede, di qualità e che ha ovunque dimostrato intelligenza e intuizione.
Il destino ha voluto che, dopo essersi trovati per decenni concordi nelle attività politiche e vicini in innumerevoli campagne elettorali, siano entrambi morti ad appena un mese di distanza.
Anche per questo ritengo giusto ricordarli e salutarli insieme, orgoglioso di averli ben conosciuti e frequentati, come solo chi ancora crede e sa essere fedele agli ideali e valori della Destra,
“Ciao Giulio”, “Ciao Pasquale”, sempre Presenti.
Pesciaroli Filiberto – Dir. Naz.le – Segr. Prov.le de “la Destra”
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E’ sempre difficile, direi anche triste, parlare di una persona appena scomparsa, soprattutto se si tratta di un uomo al quale si è stati legati e lo si è rispettato per tantissimi anni.
Il Professor Pasquale Scarpellino ci ha lasciati; la notizia della sua morte ci addolora, e con profondo cordoglio rivolgo le più sentite condoglianze alla moglie, alle figlie e ai nipoti, a nome personale, della mia famiglia e dell’intera comunità della Destra viterbese.
Pasquale Scarpellino lascia un vuoto dentro tanti di noi e a quanti hanno avuto la fortuna di frequentarlo, un vuoto che difficilmente si può riempire; una persona speciale, per la grande professionalità dimostrata come chirurgo e primario, per la coerenza dimostrata nelle scelte politiche sin da quanto giovanissimo aderì volontario alla RSI, dove tra l’altro perse il fratello.
E` nota la sua capacità nell’espletare la professione; basta recarsi a Civita Castellana dove, nonostante negli anni settanta era considerata la cittadina più rossa della provincia e lui missino, non esiste un civitonico dai 40/50 anni in su che non lo abbia apprezzato e non sappia testimoniare della sua bravura nell’operare e nello gestire l’ospedale.
Dal punto di vista di impegno politico è stato solo da una parte, nel MSI. Nella sua lunga militanza missina coerentemente ha scelto di stare sempre affianco e sostenere un grande italiano che appartiene alla storia del MSI, l’on.le Giulio Caradonna, parlamentare dal 1953 per tante legislature, uomo di indubbia fede, di qualità e che ha ovunque dimostrato intelligenza e intuizione.
Il destino ha voluto che, dopo essersi trovati per decenni concordi nelle attività politiche e vicini in innumerevoli campagne elettorali, siano entrambi morti ad appena un mese di distanza.
Anche per questo ritengo giusto ricordarli e salutarli insieme, orgoglioso di averli ben conosciuti e frequentati, come solo chi ancora crede e sa essere fedele agli ideali e valori della Destra,
“Ciao Giulio”, “Ciao Pasquale”, sempre Presenti.
Pesciaroli Filiberto – Dir. Naz.le – Segr. Prov.le de “la Destra”
lunedì 14 dicembre 2009
Solidarietà al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
La Destra Viterbo, in seguito alla vile aggressione subita dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, condanna fermamente il gesto di uno sconsiderato che ha preferito la violenza al dialogo civile, democratico e costruttivo ed esprime piena solidarietà al Presidente;
La Destra - Federazione provinciale di Viterbo
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di seguito il comunicato della nostra sezione provinciale di Gioventù Italiana che + stato anche pubblicato su www.tusciaweb.it :
Il movimento provinciale giovanile della destra Gioventù Italiana in seguito all’aggressione subita dal presidente del consiglio esprime la più profonda solidarietà politica e umana allo stesso e manifesta sgomento e preoccupazione per il vile gesto.
Esso frutto dell’imbarbarimento della dialettica politica e soprattutto di certi politicanti perbenisti da quattro soldi è una ferita al cuore della nazione e della nostra consolidata democrazia, che perde con tale aggressione il suo spirito primario e fondante.
Al tempo stesso dispiace constatare come ormai nel nostro paese, rispetto per le istituzioni e per chi le rappresenta sono ormai cosa lontana dalla nostra quotidianità con queste disdicevoli conseguenze.
Il libero dissenso non deve mai sfociare nella violenza più becera per evitare che la nostra nazione torni a pagine buie della sua storia come quelli che furono chiamati gli anni di piombo.
Gioventù italiana Viterbo nel rinnovare solidarietà a Silvio Berlusconi si augura che da parte di tutte le forza politiche arrivi l’impegno per far tornare la politica su toni più consoni alla nostra democrazia.
Matteucci Maurizio
Responsabile provinciale Gioventù Italiana
La Destra - Federazione provinciale di Viterbo
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di seguito il comunicato della nostra sezione provinciale di Gioventù Italiana che + stato anche pubblicato su www.tusciaweb.it :
Il movimento provinciale giovanile della destra Gioventù Italiana in seguito all’aggressione subita dal presidente del consiglio esprime la più profonda solidarietà politica e umana allo stesso e manifesta sgomento e preoccupazione per il vile gesto.
Esso frutto dell’imbarbarimento della dialettica politica e soprattutto di certi politicanti perbenisti da quattro soldi è una ferita al cuore della nazione e della nostra consolidata democrazia, che perde con tale aggressione il suo spirito primario e fondante.
Al tempo stesso dispiace constatare come ormai nel nostro paese, rispetto per le istituzioni e per chi le rappresenta sono ormai cosa lontana dalla nostra quotidianità con queste disdicevoli conseguenze.
Il libero dissenso non deve mai sfociare nella violenza più becera per evitare che la nostra nazione torni a pagine buie della sua storia come quelli che furono chiamati gli anni di piombo.
Gioventù italiana Viterbo nel rinnovare solidarietà a Silvio Berlusconi si augura che da parte di tutte le forza politiche arrivi l’impegno per far tornare la politica su toni più consoni alla nostra democrazia.
Matteucci Maurizio
Responsabile provinciale Gioventù Italiana
venerdì 11 dicembre 2009
Casta della cittadella della salute

Il risparmio “forzoso” sulla salute dei cittadini e lo sperpero “indecoroso” della “CASTA DELLA CITTADELLA DELLA SALUTE”. Altro titolo non si può dare alla ulteriore azione proditoria commessa alle spalle dei malati e degli utenti dell’SSN da parte degli amministratori della Regione Lazio in solido con le AUSL. Difatti la nostra Regione con Decreto Commissariale n°: U6076 del 23.11.2009 “ha disposto a partire dal 1.12.2009 la sospensione della fornitura gratuita da parte dell’SSN dei prodotti aproteici per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica”.
Ne viene addebitata la responsabilità alla “imposizione” del Governo, al fine di trasferire i fondi risparmiati nelle casse regionali “per il pagamento dei creditori nell’ambito sanitario”.
Come se l’indebitamento di tre miliardi di euro accumulatosi nel tempo, fosse colpa dei Governi o degli assistiti. Per la Regione Lazio il Governo ha già provveduto e sta provvedendo (fuori bilancio) al completamento del trasferimento dei fondi concordati: per il saldo restante ne rimane responsabile la Regione per non aver soddisfatto i piani di rientro dal debito previsto, con i relativi Piani Strutturali.
Già da vari mesi erano in atto forme di risparmio forzoso sugli utenti del Sistema Sanitario Nazionale con la sospensione dei servizi con le strutture private accreditate. Con il conseguente formarsi di lunghe liste di attesa dato che le strutture pubbliche da sole non sono in grado di soddisfarle con la tempestività che le esigenze cliniche richiedono. Anche la partecipazione alla spesa per i ricoverati nelle strutture per gli anziani cronici (RSA) da parte degli stessi o dei famigliari, è andata lievitando. Sono anche accaduti episodi di dover portare i medicinali ai pazienti ricoverati. La immoralità della favola è che il cittadino paga con le sue tasse ed in anticipo il suo diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Quando poi è costretto a usufruirne, troppo spesso subisce il disagio di servizi caotici inadeguati e disumanizzanti nonostante la buona volontà di gran parte degli operatori sanitari.
Il malato non si consola dicendogli che sono finiti i soldi, per cui viene anche chiamato al risanamento della spesa sanitaria sottoposta a sperperi ad abusi di ogni genere sacrificando così la sua salute ed i suoi mezzi economici se ce li ha.
Il ricorso a questo tipo di risparmi è illecito e discriminatorio per le categorie più deboli.
Facciamo pubblica denuncia di una assistenza sanitaria esosa ed a rischio per la salute come dimostra anche il caso della sospensione della fornitura dei prodotti aproteici che rappresentano una componente essenziale del trattamento terapeutico per i malati di insufficienza renale cronica.: se non hai duecento euro al mese da spendere sei destinato ad un rapido aggravamento. Nel frattempo la Casta politica insediata nella cittadella della salute di Viterbo, non ha mancato di aver contribuito al dissesto finanziario della sanità come da vari mesi denunciano gli organi di informazione e confermerebbero le indagini da parte della Magistratura ordinaria e contabile.
On. Ferdinando Signorelli: Operatore Sanitario
venerdì 4 dicembre 2009
A PROPOSITO DEL …… NUOVO ASSESSORE ……
Niente di personale e lungi da noi anche l’idea di mettere le dita nelle piaghe e vicende che stanno coinvolgendo direttamente ed indirettamente l’amministrazione comunale; ci sentiamo però nel dovere di intervenire sulla nomina di Guerriero Vito ad Assessore comunale riflettendo su alcune interrogazioni con destinatario il Sindaco di Viterbo, on.le Marini. Pertanto più che un commento ci preme rivolgere delle domande:
1. Se, come espresso più volte, il Sindaco si augura che il dimissionario Purchiaroni Fabrizio torni presto al suo posto nella giunta del capoluogo, che senso ha la nomina di un nuovo Assessore dal momento che lo si ritiene a tempo?
2. Se ciò non fosse vero, e pertanto Guerriero Vito restasse al posto assegnatogli fino alla durata della legislatura amministrativa, o sono false le stime e gli auguri a Purchiaroni ritenendolo sin da ora scaricato dal Sindaco e dalla sua maggioranza, o, qualora egli uscisse indenne e pulito dalla vicenda in cui si trova coinvolto, per integrarlo sarà necessario allargare la giunta con l’inevitabile ulteriore esborso dalle casse comunali?
3. Alla luce di quanto accaduto a Purchiaroni, non sarebbe stato più giusto, risparmiando tra l’altro anche se piccole cifre, i rimborsi ed emolumenti spettanti ad un Assessore, che il Sindaco avesse preso in carico le deleghe rimaste vaganti oppure distribuirle tra gli Assessori in carica? Oltretutto da nove la giunta di Viterbo sarebbe diventata di otto Assessori come dichiarato e spesso comunicato dallo stesso Marini in campagna elettorale!
4. Ammettiamo che era necessario, anche se a tempo, nominare un’altra persona al posto di Purchiaroni, è sicuro il Sindaco che la sua scelta, visti i trascorsi politici di Guerriero, sia condivisa dagli elettori, e tra questi anche noi per il ballottaggio, che lo hanno sostenuto? O avrebbero meglio preferito che la scelta fosse ricaduta su amministratori verso i quali si erano già espressi, scelti e selezionati con le preferenze indicate?
5. Per ultimo, ma non meno importante, indipendentemente dalla valutazione sulla preparazione e capacità di Guerriero Vito che è e resta soggettiva, poiché tra le deleghe assegnate c’è anche il turismo, il Sindaco è a conoscenza che parenti stretti del neo Assessore sono titolari proprio di una agenzia turistica?
I nostri più sentiti e cordiali saluti.
“La Destra” di Viterbo
1. Se, come espresso più volte, il Sindaco si augura che il dimissionario Purchiaroni Fabrizio torni presto al suo posto nella giunta del capoluogo, che senso ha la nomina di un nuovo Assessore dal momento che lo si ritiene a tempo?
2. Se ciò non fosse vero, e pertanto Guerriero Vito restasse al posto assegnatogli fino alla durata della legislatura amministrativa, o sono false le stime e gli auguri a Purchiaroni ritenendolo sin da ora scaricato dal Sindaco e dalla sua maggioranza, o, qualora egli uscisse indenne e pulito dalla vicenda in cui si trova coinvolto, per integrarlo sarà necessario allargare la giunta con l’inevitabile ulteriore esborso dalle casse comunali?
3. Alla luce di quanto accaduto a Purchiaroni, non sarebbe stato più giusto, risparmiando tra l’altro anche se piccole cifre, i rimborsi ed emolumenti spettanti ad un Assessore, che il Sindaco avesse preso in carico le deleghe rimaste vaganti oppure distribuirle tra gli Assessori in carica? Oltretutto da nove la giunta di Viterbo sarebbe diventata di otto Assessori come dichiarato e spesso comunicato dallo stesso Marini in campagna elettorale!
4. Ammettiamo che era necessario, anche se a tempo, nominare un’altra persona al posto di Purchiaroni, è sicuro il Sindaco che la sua scelta, visti i trascorsi politici di Guerriero, sia condivisa dagli elettori, e tra questi anche noi per il ballottaggio, che lo hanno sostenuto? O avrebbero meglio preferito che la scelta fosse ricaduta su amministratori verso i quali si erano già espressi, scelti e selezionati con le preferenze indicate?
5. Per ultimo, ma non meno importante, indipendentemente dalla valutazione sulla preparazione e capacità di Guerriero Vito che è e resta soggettiva, poiché tra le deleghe assegnate c’è anche il turismo, il Sindaco è a conoscenza che parenti stretti del neo Assessore sono titolari proprio di una agenzia turistica?
I nostri più sentiti e cordiali saluti.
“La Destra” di Viterbo
giovedì 3 dicembre 2009
BANDITI E PENTITI di Francesco Storace
Questa che vi racconto è una storia amara, la storia amara che mi fece dimettere da ministro e che venne orchestrata da banditi e pentiti. E ora è possibile conoscere finalmente la verità.
Le carte che questa mattina il mio legale Bruno Naso depositerà in udienza, testimoniano che il processo Laziogate è stato costruito a tavolino, le dichiarazioni del cosiddetto pentito Dario Pettinelli hanno avuto un compenso preventivo. Pagato da Lait spa, la società informatica della Regione Lazio, presidenza Marrazzo.
Altro che trans, si è usata un’istituzione con i soldi dei cittadini per sbattere in prima pagina e non ancora in galera un avversario politico.
I principali testimoni d’accusa al processo sono il signor Dario Pettinelli, coniugato con la signora Sabrina Girardi, e Alessandra Poggiani, da poche settimane ex direttore di Lait spa, società regionale che è parte civile…
Nave Argo srl è la società che si è vista affidare da Lait spa (la società informatica della Regione nata con la trasformazione di Laziomatica) la realizzazione di un servizio radioweb per la Regione Lazio mai effettuato.
Sul sito www.naveargo.com la Regione Lazio è indicata nella rubrica “i nostri clienti”.
La registrazione del dominio naveargo.com è a nome di Dario Pettinelli.
Amministratore della Nave Argo srl è Sabrina Girardi, moglie di Pettinelli.
Sede legale di Nave Argo è Largo Messico 13, sede operativa Via Antonio Vivaldi 12. Presso Via Vivaldi 12 è ubicata anche la sede della testata registrata presso il tribunale di Roma, Italia Tv, direttore responsabile Dario Pettinelli.
Nel sito della testata, si legge che Italia Tv “attraverso NAVE ARGO, società di produzione in Roma, realizza contenuti video in alta definizione che coadiuvano la produzione delle notizie”.
Nel 2009 l’assemblea dei soci di Nave Argo registra un incremento notevole dei ricavi della società da prestazioni di servizi: 180mila euro nel 2008 rispetto ai 122mila del 2007, che erano comunque il doppio del 2006 con 60mila euro. Solo 20mila erano gli euro ricavati nel 2005… niente nel 2004.
Come detto sopra, Lait spa è parte civile nel processo Laziogate. Dario Pettinelli ha patteggiato a marzo 2007 la condanna nel processo. Pettinelli ha testimoniato il 23 dicembre 2008. Nei mesi di giugno e di ottobre Nave Argo aveva ricevuto quasi centomila euro da Lait. Non si sa se ci sono ulteriori compensi, magari da altri assessorati regionali…
Si arriva casualmente a scoprire l’intreccio da un’interrogazione – rimasta senza risposta – del consigliere regionale del Pd del Lazio, Alessio D’Amato, che proprio nell’ottobre 2008 chiede conto all’allora assessore Michelangeli delle spese effettuate da Lait per finanziare una web radio per il portale della Regione Lazio. Si viene così a sapere che con determina del dipartimento istituzionale della regione A3270 del primo ottobre 2007, sul capitolo R31507 di competenza della presidenza della giunta regionale, sono stati impegnati quasi 113mila euro da destinare alla Lait per la finalità indicata. Con una successiva determina dell’anno successivo, la A1908, vengono impegnati altri 113mila euro, in totale 226mila.
I dubbi di D’Amato si fermano a chiedere perché non si sia fatta una gara ad evidenza pubblica e a chiedere notizie se l’attività della web radio, pagata, si sia mai realizzata.
La Regione non può rispondere: la radio web non è mai decollata e la gara pubblica non si può fare per evitare di fare scoprire uno scandalo, quello del pagamento da parte di Lait per un servizio reso in tribunale contro l’avversario politico, con somme versate alla società di un condannato (nel marzo 2007…) dopo patteggiamento per reati commessi contro la parte civile, che ha “risarcito” con 800 euro di multa… e da cui riceve compensi attraverso la moglie. E che dichiara nel suo sito di avere la Regione Lazio come proprio cliente…
Le somme impegnate dalla Regione in due tranches riguardano lo studio di fattibilità della radio web.
Il documento è approvato dall’allora direttore generale Alessandra Poggiani, altra “superteste” del processo, recentemente “liquidata” dall’azienda con una cifra stratosferica (su Libero di domenica scorsa il consigliere del Pdl Maselli parla di oltre 500mila euro).
Il progetto è da includere nel portale istituzionale della Regione “per rispondere alle esigenze di tutti gli assessorati – si scrive – e alle nuove linee di comunicazione volute dalla presidenza Marrazzo”.
E Lait esegue. Mentre il suo avvocato studia le domande da porre al “pentito”, l’amministrazione, con determina 250 del 12 giugno 2008 (protocollo 6362 Lait spa) e con determina 404 del 24 ottobre 2008 (protocollo 10906 Lait spa), versa prima 24mila euro e poi altri 72mila alla gentile consorte di Pettinelli, ovvero al “fornitore” Nave Argo srl. Giugno, ottobre: sì, a dicembre si può testimoniare.
Il responsabile del procedimento è Enrico Bravi, la cui firma precede quella della Poggiani nell’approvazione dello studio di fattibilità di cui alla prima determina regionale del 2007 portata alla luce da D’Amato nella sua interrogazione.
Probabilmente anche altri devono seguire il destino della Poggiani, magari con spesa più modica. Qualcun altro dovrà risponderne in tribunale. Il processo Laziogate dovrà avere altri imputati. A cominciare da chi ha consentito tutto questo con i fondi della presidenza della giunta regionale.
Marrazzo avrà nulla da dire?
E il pubblico ministero?
(Francesco Storace)
Le carte che questa mattina il mio legale Bruno Naso depositerà in udienza, testimoniano che il processo Laziogate è stato costruito a tavolino, le dichiarazioni del cosiddetto pentito Dario Pettinelli hanno avuto un compenso preventivo. Pagato da Lait spa, la società informatica della Regione Lazio, presidenza Marrazzo.
Altro che trans, si è usata un’istituzione con i soldi dei cittadini per sbattere in prima pagina e non ancora in galera un avversario politico.
I principali testimoni d’accusa al processo sono il signor Dario Pettinelli, coniugato con la signora Sabrina Girardi, e Alessandra Poggiani, da poche settimane ex direttore di Lait spa, società regionale che è parte civile…
Nave Argo srl è la società che si è vista affidare da Lait spa (la società informatica della Regione nata con la trasformazione di Laziomatica) la realizzazione di un servizio radioweb per la Regione Lazio mai effettuato.
Sul sito www.naveargo.com la Regione Lazio è indicata nella rubrica “i nostri clienti”.
La registrazione del dominio naveargo.com è a nome di Dario Pettinelli.
Amministratore della Nave Argo srl è Sabrina Girardi, moglie di Pettinelli.
Sede legale di Nave Argo è Largo Messico 13, sede operativa Via Antonio Vivaldi 12. Presso Via Vivaldi 12 è ubicata anche la sede della testata registrata presso il tribunale di Roma, Italia Tv, direttore responsabile Dario Pettinelli.
Nel sito della testata, si legge che Italia Tv “attraverso NAVE ARGO, società di produzione in Roma, realizza contenuti video in alta definizione che coadiuvano la produzione delle notizie”.
Nel 2009 l’assemblea dei soci di Nave Argo registra un incremento notevole dei ricavi della società da prestazioni di servizi: 180mila euro nel 2008 rispetto ai 122mila del 2007, che erano comunque il doppio del 2006 con 60mila euro. Solo 20mila erano gli euro ricavati nel 2005… niente nel 2004.
Come detto sopra, Lait spa è parte civile nel processo Laziogate. Dario Pettinelli ha patteggiato a marzo 2007 la condanna nel processo. Pettinelli ha testimoniato il 23 dicembre 2008. Nei mesi di giugno e di ottobre Nave Argo aveva ricevuto quasi centomila euro da Lait. Non si sa se ci sono ulteriori compensi, magari da altri assessorati regionali…
Si arriva casualmente a scoprire l’intreccio da un’interrogazione – rimasta senza risposta – del consigliere regionale del Pd del Lazio, Alessio D’Amato, che proprio nell’ottobre 2008 chiede conto all’allora assessore Michelangeli delle spese effettuate da Lait per finanziare una web radio per il portale della Regione Lazio. Si viene così a sapere che con determina del dipartimento istituzionale della regione A3270 del primo ottobre 2007, sul capitolo R31507 di competenza della presidenza della giunta regionale, sono stati impegnati quasi 113mila euro da destinare alla Lait per la finalità indicata. Con una successiva determina dell’anno successivo, la A1908, vengono impegnati altri 113mila euro, in totale 226mila.
I dubbi di D’Amato si fermano a chiedere perché non si sia fatta una gara ad evidenza pubblica e a chiedere notizie se l’attività della web radio, pagata, si sia mai realizzata.
La Regione non può rispondere: la radio web non è mai decollata e la gara pubblica non si può fare per evitare di fare scoprire uno scandalo, quello del pagamento da parte di Lait per un servizio reso in tribunale contro l’avversario politico, con somme versate alla società di un condannato (nel marzo 2007…) dopo patteggiamento per reati commessi contro la parte civile, che ha “risarcito” con 800 euro di multa… e da cui riceve compensi attraverso la moglie. E che dichiara nel suo sito di avere la Regione Lazio come proprio cliente…
Le somme impegnate dalla Regione in due tranches riguardano lo studio di fattibilità della radio web.
Il documento è approvato dall’allora direttore generale Alessandra Poggiani, altra “superteste” del processo, recentemente “liquidata” dall’azienda con una cifra stratosferica (su Libero di domenica scorsa il consigliere del Pdl Maselli parla di oltre 500mila euro).
Il progetto è da includere nel portale istituzionale della Regione “per rispondere alle esigenze di tutti gli assessorati – si scrive – e alle nuove linee di comunicazione volute dalla presidenza Marrazzo”.
E Lait esegue. Mentre il suo avvocato studia le domande da porre al “pentito”, l’amministrazione, con determina 250 del 12 giugno 2008 (protocollo 6362 Lait spa) e con determina 404 del 24 ottobre 2008 (protocollo 10906 Lait spa), versa prima 24mila euro e poi altri 72mila alla gentile consorte di Pettinelli, ovvero al “fornitore” Nave Argo srl. Giugno, ottobre: sì, a dicembre si può testimoniare.
Il responsabile del procedimento è Enrico Bravi, la cui firma precede quella della Poggiani nell’approvazione dello studio di fattibilità di cui alla prima determina regionale del 2007 portata alla luce da D’Amato nella sua interrogazione.
Probabilmente anche altri devono seguire il destino della Poggiani, magari con spesa più modica. Qualcun altro dovrà risponderne in tribunale. Il processo Laziogate dovrà avere altri imputati. A cominciare da chi ha consentito tutto questo con i fondi della presidenza della giunta regionale.
Marrazzo avrà nulla da dire?
E il pubblico ministero?
(Francesco Storace)
martedì 1 dicembre 2009
DISPARITA' DI ALLESTIMENTO DEL VERDE PUBBLICO
Un articolo di Pierpaolo Pasqua e Tommaso Brunotti, che www.ontuscia.it ha pubblicato, unitamente alle foto di Adriano Lazzarini:
http://www.ontuscia.it/notiziaEng.asp?id=11789
Lo sportello di denuncia online: ladestra.iradelcittadino@gmail.com funziona. Dopo le proteste dei cittadini e la nostra ispezione con foto, ripresa da tutti i quotidiani e dal tg regionale di Rai 3, il C.E.V. ha cominciato a sistemare i bagni pubblici. Bene! Laddove un'amministrazione responsabile ascolta le istanze dei cittadini, in tempi brevi, la qualità della vita non può che migliorare. La Destra sezione di Viterbo è felice di aver portato questo risultato pur non essendo rappresentata in consiglio comunale. Dimostrazione del fatto che si può fare buona politica anche senza poltrone.
Ma veniamo alle nuove denunce… Ci scrive la signora Leonella F., portavoce degli abitanti di via Ippolito Nievo e dintorni. Lamentano la disparità di allestimento verde pubblico tra la rotonda di via Nievo appunto e quella di via Belluno. Mentre in quella di via Belluno fanno bella mostra di se centinaia di rose multicolore ad alto fusto, in quella di via Nievo non c’è neanche una margheritina. La signora F. ci chiede: “Ma i cittadini di via Nievo e dintorni sono forse cittadini di serie B?”
Noi ci chiediamo: “Chi risiede di così importante in via Belluno, da essere omaggiato dalla ditta appaltatrice storica del verde pubblico a Viterbo
P.S. precisiamo che sull'articolo di ontuscia c'è una imprecisione, poi corretta da me riportando l'articolo su questo blog, relativo all'email;
il nostro indirizzo elettronico per proteste è:
ladestra.iradelcittadino@gmail.com
(sull'articolo manca una t).
http://www.ontuscia.it/notiziaEng.asp?id=11789
Lo sportello di denuncia online: ladestra.iradelcittadino@gmail.com funziona. Dopo le proteste dei cittadini e la nostra ispezione con foto, ripresa da tutti i quotidiani e dal tg regionale di Rai 3, il C.E.V. ha cominciato a sistemare i bagni pubblici. Bene! Laddove un'amministrazione responsabile ascolta le istanze dei cittadini, in tempi brevi, la qualità della vita non può che migliorare. La Destra sezione di Viterbo è felice di aver portato questo risultato pur non essendo rappresentata in consiglio comunale. Dimostrazione del fatto che si può fare buona politica anche senza poltrone.
Ma veniamo alle nuove denunce… Ci scrive la signora Leonella F., portavoce degli abitanti di via Ippolito Nievo e dintorni. Lamentano la disparità di allestimento verde pubblico tra la rotonda di via Nievo appunto e quella di via Belluno. Mentre in quella di via Belluno fanno bella mostra di se centinaia di rose multicolore ad alto fusto, in quella di via Nievo non c’è neanche una margheritina. La signora F. ci chiede: “Ma i cittadini di via Nievo e dintorni sono forse cittadini di serie B?”
Noi ci chiediamo: “Chi risiede di così importante in via Belluno, da essere omaggiato dalla ditta appaltatrice storica del verde pubblico a Viterbo
P.S. precisiamo che sull'articolo di ontuscia c'è una imprecisione, poi corretta da me riportando l'articolo su questo blog, relativo all'email;
il nostro indirizzo elettronico per proteste è:
ladestra.iradelcittadino@gmail.com
(sull'articolo manca una t).
venerdì 27 novembre 2009
Da "il Giornale del 14 novembre
giovedì 26 novembre 2009
Domanda scrutatori di seggio
venerdì 20 novembre 2009
LA POLITICA DELLE TRE MANI? Per Votare “LA DESTRA” ne basta una!
Questa la lettera di un lettore di newtuscia, a cui il nostro segretario proviciale risponde:
http://www.newtuscia.it/interna.asp?idPag=8860
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La risposta di Filiberto Pesciaroli:
Senza polemica e con serenità ritengo doveroso e utile per i lettori rispondere e fare chiarezza su alcune considerazioni espresse in un articolo apparso sulla Stampa a firma di Rea Giuseppe, “un vero elettore di Destra”.
Iniziamo dalla nascita de “La Destra”. Storace, Buontempo ed altri non decisero di fondare un partito nuovo per il solo motivo che Fini non convocava congressi di AN, è stata una scelta politica; la volontà, alla luce del percorso ormai avviato dallo stesso Fini di collocarsi sempre più al centro, di tenere accesa la fiamma della destra italiana. Un progetto ambizioso, alleati con coloro che avrebbero dato poi vita al partito unico PDL, in una coalizione opposta alle sinistre dove la nostra presenza si riteneva necessaria al fine di difendere lo stato sociale , l’identità nazionale e senza dimenticarsi delle battaglie politiche caratterizzanti della destra italiana come per esempio il presidenzialismo. Progetto avvalorato dalla presenza del Presidente Berlusconi alla Costituente fondativa del partito nel novembre 2007 a Roma e a significare che “La Destra” nasce per stare nel centro-destra.
A distanza di due anni, dopo varie vicende anche spiacevoli e tornate elettorali non fortunate, in occasione delle prossime regionali e amministrative è come essere quindi ripartiti da quella Costituente, in virtù dell’intesa formalizzata con il PDL per sottrarre alla sinistra le amministrazioni territoriali. Intesa trovata da soli con lo stesso Berlusconi e senza interferire, giustamente, in altre alleanze che riterrà opportune allo scopo, intesa che dimostra la forza e coerenza del partito legata innanzitutto all’identità del proprio simbolo e che ci vedrà parte attiva in tutta Italia. Alleati certo, alleati corretti, non omologati ma ben distinti, pronti sempre a contestare le schizofrenie anti inno e bandiera della Lega, a contrastare tutti quei provvedimenti dannosi per la collettività sia se emanati dal Governo o da Amministrazioni locali, ad impegnarci per i due punti cardine della nostra azione politica, cioè Nazione e Lavoro.
Passando alle vicende locali inerenti alle comunali di Viterbo del 2008 che hanno visto capeggiare la nostra lista da Peruzzi Talucci Giuseppe, candidatura approvata e sostenuta dalla maggioranza dei dirigenti e iscritti della sezione cittadina, posso tranquillamente affermare che nessuno, neanche Storace, ci ha obbligati a presentarci da soli al primo turno; la verità è che da parte del PDL non c’è stata alcuna chiamata o proposta per evitarlo, nonostante il sottoscritto avesse richiesto incontri ai responsabili sia di AN che di FI. Incontro che è poi avvenuto, tutti i nostri militanti viterbesi concordi, con Marini alla vigilia del ballottaggio dove fu anche sottoscritto un accordo per appoggiare la sua candidatura a Sindaco.
Pensando a quanto in seguito avvenuto, cioè con Peruzzi che passava immediatamente ad altro movimento, forse avremmo fatto meglio a seguire le indicazioni della Direzione Nazionale del partito che ci suggeriva un candidato diverso, e se oggi “La Destra” e “Fiamma Tricolore”, così era denominata la lista , non sono più rappresentati al comune di Viterbo il mea culpa pertanto lo dobbiamo fare tutti quanti.
Per ultimo un appello agli elettori che si sentono di destra, che non abbiano nessun timore! Nella prossima primavera non serviranno tre mani, ne basterà una per ciascuno, ma ce ne vorranno tante, tantissime e pronte a sbarrare il nostro simbolo e scegliere i nostri candidati; più “La Destra” sarà forte nella coalizione anti-sinistra, maggiori saranno le garanzie per i cittadini, garanzie sulle questioni sociali, sulla sicurezza, per la lotta contro la droga – alcool – degrado, garanzie per la legalità amministrativa e ambientale, garanzie per l’attuazione del programma legislativo presentato agli elettori.
Pesciaroli Filiberto – Dir. Naz.le – Segr. Prov.le de “La Destra”
http://www.newtuscia.it/interna.asp?idPag=8860
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La risposta di Filiberto Pesciaroli:
Senza polemica e con serenità ritengo doveroso e utile per i lettori rispondere e fare chiarezza su alcune considerazioni espresse in un articolo apparso sulla Stampa a firma di Rea Giuseppe, “un vero elettore di Destra”.
Iniziamo dalla nascita de “La Destra”. Storace, Buontempo ed altri non decisero di fondare un partito nuovo per il solo motivo che Fini non convocava congressi di AN, è stata una scelta politica; la volontà, alla luce del percorso ormai avviato dallo stesso Fini di collocarsi sempre più al centro, di tenere accesa la fiamma della destra italiana. Un progetto ambizioso, alleati con coloro che avrebbero dato poi vita al partito unico PDL, in una coalizione opposta alle sinistre dove la nostra presenza si riteneva necessaria al fine di difendere lo stato sociale , l’identità nazionale e senza dimenticarsi delle battaglie politiche caratterizzanti della destra italiana come per esempio il presidenzialismo. Progetto avvalorato dalla presenza del Presidente Berlusconi alla Costituente fondativa del partito nel novembre 2007 a Roma e a significare che “La Destra” nasce per stare nel centro-destra.
A distanza di due anni, dopo varie vicende anche spiacevoli e tornate elettorali non fortunate, in occasione delle prossime regionali e amministrative è come essere quindi ripartiti da quella Costituente, in virtù dell’intesa formalizzata con il PDL per sottrarre alla sinistra le amministrazioni territoriali. Intesa trovata da soli con lo stesso Berlusconi e senza interferire, giustamente, in altre alleanze che riterrà opportune allo scopo, intesa che dimostra la forza e coerenza del partito legata innanzitutto all’identità del proprio simbolo e che ci vedrà parte attiva in tutta Italia. Alleati certo, alleati corretti, non omologati ma ben distinti, pronti sempre a contestare le schizofrenie anti inno e bandiera della Lega, a contrastare tutti quei provvedimenti dannosi per la collettività sia se emanati dal Governo o da Amministrazioni locali, ad impegnarci per i due punti cardine della nostra azione politica, cioè Nazione e Lavoro.
Passando alle vicende locali inerenti alle comunali di Viterbo del 2008 che hanno visto capeggiare la nostra lista da Peruzzi Talucci Giuseppe, candidatura approvata e sostenuta dalla maggioranza dei dirigenti e iscritti della sezione cittadina, posso tranquillamente affermare che nessuno, neanche Storace, ci ha obbligati a presentarci da soli al primo turno; la verità è che da parte del PDL non c’è stata alcuna chiamata o proposta per evitarlo, nonostante il sottoscritto avesse richiesto incontri ai responsabili sia di AN che di FI. Incontro che è poi avvenuto, tutti i nostri militanti viterbesi concordi, con Marini alla vigilia del ballottaggio dove fu anche sottoscritto un accordo per appoggiare la sua candidatura a Sindaco.
Pensando a quanto in seguito avvenuto, cioè con Peruzzi che passava immediatamente ad altro movimento, forse avremmo fatto meglio a seguire le indicazioni della Direzione Nazionale del partito che ci suggeriva un candidato diverso, e se oggi “La Destra” e “Fiamma Tricolore”, così era denominata la lista , non sono più rappresentati al comune di Viterbo il mea culpa pertanto lo dobbiamo fare tutti quanti.
Per ultimo un appello agli elettori che si sentono di destra, che non abbiano nessun timore! Nella prossima primavera non serviranno tre mani, ne basterà una per ciascuno, ma ce ne vorranno tante, tantissime e pronte a sbarrare il nostro simbolo e scegliere i nostri candidati; più “La Destra” sarà forte nella coalizione anti-sinistra, maggiori saranno le garanzie per i cittadini, garanzie sulle questioni sociali, sulla sicurezza, per la lotta contro la droga – alcool – degrado, garanzie per la legalità amministrativa e ambientale, garanzie per l’attuazione del programma legislativo presentato agli elettori.
Pesciaroli Filiberto – Dir. Naz.le – Segr. Prov.le de “La Destra”
lunedì 16 novembre 2009
INTESA PER LE REGIONALI
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto ieri a Palazzo Chigi i vertici de La Destra, rappresentata dal segretario Storace e dal presidente Buontempo, a seguito della conferenza programmatica del movimento.
Il Pdl e La Destra, si legge in una nota, concorreranno insieme alle elezioni regionali, con formale apparentamento, in alternativa alle sinistre.
“Sarà l’ufficio di presidenza del Pdl a indicare le modalità alle strutture regionali per la definizione dei programmi elettorali, della partecipazione ai premi di maggioranza sul territorio e delle responsabilità di governo nelle regioni dove la coalizione si affermerà. Analogamente si procederà per le coincidenti elezioni amministrative”, conclude la nota.
———————————————————————————————-
La nota diffusa da Palazzo Chigi conferma la linea emersa al Comitato centrale de La Destra e nell’ultima Conferenza programmatica di Pomezia. Il nostro Movimento sarà in tutta Italia parte attiva e determinante della battaglia di alternativa per sconfiggere nel territorio la sinistra.
Ho convocato per mercoledì prossimo, alle ore 12,30, l’esecutivo politico de La Destra per discutere sulle modalità di avvio della campagna per le regionali e le amministrative, in vista degli appuntamenti di metà dicembre con i segretari regionali e provinciali e di metà febbraio con la grande manifestazione popolare che si terrà a Napoli.
Il Pdl e La Destra, si legge in una nota, concorreranno insieme alle elezioni regionali, con formale apparentamento, in alternativa alle sinistre.
“Sarà l’ufficio di presidenza del Pdl a indicare le modalità alle strutture regionali per la definizione dei programmi elettorali, della partecipazione ai premi di maggioranza sul territorio e delle responsabilità di governo nelle regioni dove la coalizione si affermerà. Analogamente si procederà per le coincidenti elezioni amministrative”, conclude la nota.
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La nota diffusa da Palazzo Chigi conferma la linea emersa al Comitato centrale de La Destra e nell’ultima Conferenza programmatica di Pomezia. Il nostro Movimento sarà in tutta Italia parte attiva e determinante della battaglia di alternativa per sconfiggere nel territorio la sinistra.
Ho convocato per mercoledì prossimo, alle ore 12,30, l’esecutivo politico de La Destra per discutere sulle modalità di avvio della campagna per le regionali e le amministrative, in vista degli appuntamenti di metà dicembre con i segretari regionali e provinciali e di metà febbraio con la grande manifestazione popolare che si terrà a Napoli.
domenica 15 novembre 2009
"13 Febbraio 2010" di Francesco Storace
C’è una data da mettere in agenda e da far conoscere a tutti.
Sabato 13 febbraio 2010, di nuovo La Destra in piazza. A Napoli, come un anno fa.
C’è bisogno di piazza, c’è bisogno di una forza politica di destra autentica, che scelga il popolo alla vigilia di elezioni regionali decisive per l’Italia. E lo faremo ancora a Napoli, che ancora oggi è rappresentante di quelle troppe differenze sociali che la politica non è riuscita ancora a ricucire.
In queste settimane dovremo lavorare all’organizzazione dell’evento – dovremo portare molte migliaia di militanti nel capoluogo campano – e alla piattaforma politico-sociale della manifestazione.
Sarà il momento adatto a presentare il patto con l’Italia su questioni essenziali; sarà il giorno in cui annunceremo come intenderemo tradurre nelle istituzioni in cui entreremo il movimento della Nazione e del Lavoro a cui intendiamo dare rappresentanza.
Se ha un senso l’intesa con il Pdl per battere la sinistra nel territorio alle elezioni di marzo, esso sta soprattutto nel tasso di innovazione sociale con cui saremo capaci, con i consensi che dobbiamo raccogliere, di caratterizzare le istituzioni locali, regioni, province, comuni.
Sarà Gioventù italiana ad essere di nuovo in prima fila. Voglio molto bene a questi nostri ragazzi, facce pulite che non hanno bisogno di estremismo e che preferiscono rivendicare intransigenza. E’ su di essi che dobbiamo puntare per mantenere vivi i nostri valori.
Saranno i cittadini normali ad essere protagonisti della manifestazione di Napoli, perché lo sono ogni volta che portiamo avanti battaglie popolari.
E lo faremo anche in un’alleanza in cui non tutti ci sono simpatici, così come sappiamo che anche noi non saremo amati da tutti. Ma quel che sarà importante sarà il linguaggio con cui ci presenteremo, le proposte che lanceremo.
Con il simbolo di cui siamo orgogliosi.
Vogliamo rivendicare il diritto alla proprietà della casa per tutti con il mutuo sociale.
Vogliamo mettere in pratica modelli di partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle imprese, a cominciare da quelle pubbliche partecipate dalle istituzioni.
Vogliamo contrasto alle troppe morti bianche che fanno versare lacrime amare al Paese.
Vogliamo politiche di inclusione per chi è abbandonato alla disabilità.
Vogliamo garantire acqua pubblica.
Vogliamo scegliere il popolo nel conflitto con le banche.
Vogliamo che i servizi sociali e le case popolari siano garantiti prima agli italiani e poi agli stranieri.
Vogliamo una politica capace di comprendere che c’è bisogno di coesione sociale.
Vogliamo una politica capace di puntare sul presidenzialismo a garanzia di unità nazionale.
C’è un programma ambizioso, c’è una destra pronta a combattere la buona battaglia. Il 13 dicembre riunirò i segretari provinciali e regionali per l’organizzazione del corteo di Napoli e per l’avvio delle iniziative elettorali.
Ci aspetta una bella stagione.
Francesco Storace
Sabato 13 febbraio 2010, di nuovo La Destra in piazza. A Napoli, come un anno fa.
C’è bisogno di piazza, c’è bisogno di una forza politica di destra autentica, che scelga il popolo alla vigilia di elezioni regionali decisive per l’Italia. E lo faremo ancora a Napoli, che ancora oggi è rappresentante di quelle troppe differenze sociali che la politica non è riuscita ancora a ricucire.
In queste settimane dovremo lavorare all’organizzazione dell’evento – dovremo portare molte migliaia di militanti nel capoluogo campano – e alla piattaforma politico-sociale della manifestazione.
Sarà il momento adatto a presentare il patto con l’Italia su questioni essenziali; sarà il giorno in cui annunceremo come intenderemo tradurre nelle istituzioni in cui entreremo il movimento della Nazione e del Lavoro a cui intendiamo dare rappresentanza.
Se ha un senso l’intesa con il Pdl per battere la sinistra nel territorio alle elezioni di marzo, esso sta soprattutto nel tasso di innovazione sociale con cui saremo capaci, con i consensi che dobbiamo raccogliere, di caratterizzare le istituzioni locali, regioni, province, comuni.
Sarà Gioventù italiana ad essere di nuovo in prima fila. Voglio molto bene a questi nostri ragazzi, facce pulite che non hanno bisogno di estremismo e che preferiscono rivendicare intransigenza. E’ su di essi che dobbiamo puntare per mantenere vivi i nostri valori.
Saranno i cittadini normali ad essere protagonisti della manifestazione di Napoli, perché lo sono ogni volta che portiamo avanti battaglie popolari.
E lo faremo anche in un’alleanza in cui non tutti ci sono simpatici, così come sappiamo che anche noi non saremo amati da tutti. Ma quel che sarà importante sarà il linguaggio con cui ci presenteremo, le proposte che lanceremo.
Con il simbolo di cui siamo orgogliosi.
Vogliamo rivendicare il diritto alla proprietà della casa per tutti con il mutuo sociale.
Vogliamo mettere in pratica modelli di partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle imprese, a cominciare da quelle pubbliche partecipate dalle istituzioni.
Vogliamo contrasto alle troppe morti bianche che fanno versare lacrime amare al Paese.
Vogliamo politiche di inclusione per chi è abbandonato alla disabilità.
Vogliamo garantire acqua pubblica.
Vogliamo scegliere il popolo nel conflitto con le banche.
Vogliamo che i servizi sociali e le case popolari siano garantiti prima agli italiani e poi agli stranieri.
Vogliamo una politica capace di comprendere che c’è bisogno di coesione sociale.
Vogliamo una politica capace di puntare sul presidenzialismo a garanzia di unità nazionale.
C’è un programma ambizioso, c’è una destra pronta a combattere la buona battaglia. Il 13 dicembre riunirò i segretari provinciali e regionali per l’organizzazione del corteo di Napoli e per l’avvio delle iniziative elettorali.
Ci aspetta una bella stagione.
Francesco Storace
sabato 14 novembre 2009
A 20 ANNI DA BERLINO TANTI I MURI DA ABBATTERE
Vi proponiamo l'interessante articolo del nostro Segretario Provinciale Filiberto Pesciaroli, del 9 novembre, in occasione del ventennale della caduta del muro di Berlino e rivolto prevalentemente ai giovani;
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Fra i commenti letti sul ventennale della caduta del muro di Berlino, sento di rivolgere l’attenzione all’articolo apparso sulla stampa viterbese a firma di Rotelli Mauro; fa benissimo ad evidenziare l’esistenza di tanti altri muri, quelli di certi stati e regimi che ancora comprimono le libertà e quelli che ostacolano e rendono difficile la vita e la crescita di tanti giovani. Difficoltà giornaliere, il lavoro, la casa, la fatica a creare una propria famiglia ecc., che non permettono appieno di programmare un futuro. Sono i tanti muri della società attuale, globale, liberista e asservita al mercato dove ogni persona diventa un numero. I muri che stanno via via cancellando i valori fondanti della nostra cultura e identità,i muri che hanno esiliato capacità e meriti a favore dell’immagine, sempre più apparire e sempre meno essere; i muri dove si deve arrivare più in alto possibile e più in fretta possibile, dove più possiedi e più conti e ottieni, dove non esiste vergogna ad inchinarsi al potente di turno, dove facilmente si vende la propria persona e si perde la dignità.
Nel rivolgermi ai giovani mi preme rilevare però anche quei muri eretti dalla politica italiana, soprattutto uno che è durato per tanti anni e, purtroppo, continua a restare in piedi.
Se è vero, come è vero, che il 9 novembre 1989 a Berlino finiva quel comunismo che governava l’intera Europa dell’est e il crollo del muro coincideva con il crollo dell’impero sovietico, perché non dare i giusti meriti a chi, da Destra come MSI, Giovane Italia(quella si’ autentica) prima e Fronte della Gioventù poi, ha sempre avversato quel modello di società, al pari dell’imperialismo economico degli USA? Rivendichiamo l’aver sempre sventolato la bandiera dell’anticomunismo nonostante le molteplici avversità, da soli, bistrattati, vilipesi, odiati, sprangati e manganellati, quando ci andava bene, e anche uccisi in quegli anni bui settanta e ottanta. Oggi, anche a nome degli amici che non ci sono più, giovani vite barbaramente stroncate, con orgoglio possiamo dire che avevamo ragione a contrastare quel mondo, anticipammo la storia; avevamo ragione da giovani ribelli quali eravamo, idealisti, nazionali, identitari e che amavano cantare “Il Domani ci appartiene”.
Un invito quindi alle nuove generazioni: tornatelo a cantare anche voi, il domani vi appartiene, vi deve appartenere, con carattere e personalità fate la vostra rivoluzione, iniziando ad abbattere quei muri che vi costruite da soli, quelli peggiori, del becero bullismo, dello sballo da droga e alcool che vi annebbia; combatteteli con ogni mezzo e non permettete a nessuno e a nessuna cosa di impedirvi di sognare l’avvenire.
Pesciaroli Filiberto – Dir.Naz.le – Segr. prov.le de “La Destra”
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Fra i commenti letti sul ventennale della caduta del muro di Berlino, sento di rivolgere l’attenzione all’articolo apparso sulla stampa viterbese a firma di Rotelli Mauro; fa benissimo ad evidenziare l’esistenza di tanti altri muri, quelli di certi stati e regimi che ancora comprimono le libertà e quelli che ostacolano e rendono difficile la vita e la crescita di tanti giovani. Difficoltà giornaliere, il lavoro, la casa, la fatica a creare una propria famiglia ecc., che non permettono appieno di programmare un futuro. Sono i tanti muri della società attuale, globale, liberista e asservita al mercato dove ogni persona diventa un numero. I muri che stanno via via cancellando i valori fondanti della nostra cultura e identità,i muri che hanno esiliato capacità e meriti a favore dell’immagine, sempre più apparire e sempre meno essere; i muri dove si deve arrivare più in alto possibile e più in fretta possibile, dove più possiedi e più conti e ottieni, dove non esiste vergogna ad inchinarsi al potente di turno, dove facilmente si vende la propria persona e si perde la dignità.
Nel rivolgermi ai giovani mi preme rilevare però anche quei muri eretti dalla politica italiana, soprattutto uno che è durato per tanti anni e, purtroppo, continua a restare in piedi.
Se è vero, come è vero, che il 9 novembre 1989 a Berlino finiva quel comunismo che governava l’intera Europa dell’est e il crollo del muro coincideva con il crollo dell’impero sovietico, perché non dare i giusti meriti a chi, da Destra come MSI, Giovane Italia(quella si’ autentica) prima e Fronte della Gioventù poi, ha sempre avversato quel modello di società, al pari dell’imperialismo economico degli USA? Rivendichiamo l’aver sempre sventolato la bandiera dell’anticomunismo nonostante le molteplici avversità, da soli, bistrattati, vilipesi, odiati, sprangati e manganellati, quando ci andava bene, e anche uccisi in quegli anni bui settanta e ottanta. Oggi, anche a nome degli amici che non ci sono più, giovani vite barbaramente stroncate, con orgoglio possiamo dire che avevamo ragione a contrastare quel mondo, anticipammo la storia; avevamo ragione da giovani ribelli quali eravamo, idealisti, nazionali, identitari e che amavano cantare “Il Domani ci appartiene”.
Un invito quindi alle nuove generazioni: tornatelo a cantare anche voi, il domani vi appartiene, vi deve appartenere, con carattere e personalità fate la vostra rivoluzione, iniziando ad abbattere quei muri che vi costruite da soli, quelli peggiori, del becero bullismo, dello sballo da droga e alcool che vi annebbia; combatteteli con ogni mezzo e non permettete a nessuno e a nessuna cosa di impedirvi di sognare l’avvenire.
Pesciaroli Filiberto – Dir.Naz.le – Segr. prov.le de “La Destra”
mercoledì 11 novembre 2009
"IL PARCHETTO GIOCHI DI PIAZZALE PORSENNA VA SUBITO MESSO IN SICUREZZA"
Da quando è attivo il nostro indirizzo di posta elettronica: ladestra.iradelcittadino@gmail.com, numerose lettere di protesta sono arrivate in federazione. Risponderemo direttamente ad ogni singola segnalazione e abbiamo deciso di rendere pubblico l’appello di alcune di queste data la pericolosità del problema segnalato.
Come già evidenziato da La Destra quando intervenuta a Santa Barbara, nel parchetto giochi di piazzale Porsenna, dove si è probabilmente rimosso un gioco, è stato lasciato, affiorante in mezzo agli altri giochi, un grosso bullone di acciaio che costituisce un pericolo immediato per i nostri bambini. Ce lo scrivono i signori Sabrina e Leonardo S., la signora Giulia B., la famiglia C., i signori Mimmo e Iris C. e altri che non hanno firmato le missive.
Invitiamo ufficialmente il Comune a provvedere al più presto nell’interesse di tutte le famiglie di Santa Barbara. Si richiede inoltre l'attivazione della fontanella per l’acqua pubblica nel medesimo piazzale.
Pierpaolo Pasqua - La Destra Viterbo
pubblicato anche da ontuscia che ha anche inserito una foto del pericoloso bullone:
http://www.ontuscia.it/notiziaEng.asp?id=11049
Come già evidenziato da La Destra quando intervenuta a Santa Barbara, nel parchetto giochi di piazzale Porsenna, dove si è probabilmente rimosso un gioco, è stato lasciato, affiorante in mezzo agli altri giochi, un grosso bullone di acciaio che costituisce un pericolo immediato per i nostri bambini. Ce lo scrivono i signori Sabrina e Leonardo S., la signora Giulia B., la famiglia C., i signori Mimmo e Iris C. e altri che non hanno firmato le missive.
Invitiamo ufficialmente il Comune a provvedere al più presto nell’interesse di tutte le famiglie di Santa Barbara. Si richiede inoltre l'attivazione della fontanella per l’acqua pubblica nel medesimo piazzale.
Pierpaolo Pasqua - La Destra Viterbo
pubblicato anche da ontuscia che ha anche inserito una foto del pericoloso bullone:
http://www.ontuscia.it/notiziaEng.asp?id=11049
martedì 10 novembre 2009
SECONDA CONFERENZA PROGRAMMATICA - NAZIONE E LAVORO
Si è conclusa con una ovazione la chiusura della “Seconda Conferenza Programmatica” con la presenza dei dirigenti del nostro partito arrivati da tutta Italia. L'abbiamo scritto ieri - ci ripetiamo oggi – tutti bravi i relatori che hanno permesso di stilare un documento di peso politico, morale ed etico importante: “per gli ideali si è pronti a morire” o come ha detto il Presidente Teodoro Bontempo: “nel centro destra ci vogliamo stare ma con la nostra identità”.
Non entreremo nel dettaglio, poiché, sono state molte le relazioni, tutte interessanti e di valore, ma almeno i nomi dei relatori li vogliamo citare per il contributo che hanno dato anche per la riuscita della “Conferenza Programmatica”.
Sul tema: “Identità politica e culturale” sono intervenuti: Antonio Del Prete, “Responsabile Settore Università e Ricerca scientificasabile Dipartimento Programma; Gino Ioppolo, Segretario regionale della Sicilia; Gabriele Limido, Segretario regionale della Calabria; Nello Musumeci Dirigente Nazionale; Luca Lorenzi, Responsabile nazionale Gioventù italiana; Carlo Maria Breschi, Ufficio del programma; Ruggero Razza, Responsabile Dipartimento per le Politiche culturali; Stella Mele, Responsabile Settore iniziative speciali; Michele Rallo, Segretario provinciale di Trapani; Fabrizio Carbone, Responsabile italiani all'estero; Antonio Mazzella, Responsabile segreteria politica.
dsc_0256.jpgSul tema: “Contesto istituzionale ed elettorale” sono intervenuti: Annarita Guarracino, Responsabile Settore Pari Opportunità-Donne; Andrea Sabbatini, Settore editoria; Rodolfo Sideri, Scuola di Partito; Titti Monteleone, Segretario regionale del Veneto; Gianni Musetti, Responsabile Settore Comuni; Filippo Cangemi, Responsabile Dipartimento Politiche Istituzionali; Paolo Agostinacchio, Segretario regionale della Puglia e Responsabile Dipartimento Enti Locali; Livio Proietti, Segretario Amministrativo; Bruno Esposito, Responsabile della Organizzazione; Luigi D'Eramo, Responsabile Settore tesseramento; Maurizio Bruno, Responsabile Settore elettorele Vittorio Messa, Segretario regionale del Lazio; Giuseppe Lonero, Segretario regionale del Lazio; Monica Nassisi, Responsabile Settore giustizia; Walter Stafoggia, Segretario regionale delle Marche e Responsabile Settore editoria.
Sul tema: “Economia e Stato sociale” sono intervenuti: Paolo Chiarenza, Responsabile Settore per le Relazioni sindacali-Nuclei d'ambiente; Alberto Arrighi, Responsabile Dipartimento economico-Attività produttive; Nicola Di Donna, Dirigente regionale Puglia; Ernesto Pezzetta, Segretario dsc_0260.jpgprovinciale; Angelo Scognamiglio, Responsabile Centri Studi sociali ed economici; Giuseppe Mistretta, Responsabile Settore province; Patrizia Rigliaco, Responsabile Politiche per la famiglia; Mauro Nocelli, Responsabile Settore energia; Lello Candido, Responsabile Settore credito ed assicurazioni.
Molto entusiasmo ed apprezzamento sono arrivati dagli interventi degli ospiti: Renata Polverini, Segretario Generale UGL; Giuseppe Scoppelliti, Sindaco di Reggio Calabria; Ignazio La Russa, Ministro della Difesa.
Accolte con una grande ovazione le relazioni del Segretario Nazionale, Francesco Storace, che abbiamo pubblicato in sintesi e del Presidente Nazionale Teodoro Bontempo che ha chiuso i lavori della manifestazione.
Da segnalare gli interventi di Roberto Bonasorte, Commissario della Federazione di Roma e provincia; Carmine Mancini, Consigliere provinciale di Isernia; Luciano Auriemma, Responsabile del Settore immagine mass media ed internet con una relazione in slidw show esposta da Rosa Rita La Marca, Ufficio Internet Community.
Ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcuno.
Alla fine della manifestazione è scaturita una piattaforma politico sociale che ha permesso di tradurla in un documento che Adriano Tilgher - complimenti per il suo ottimo intervento - ha sintetizzato per la pubblicazione.
Pier Giorgio Francia
IL DOCUMENTO
La Destra deve rappresentare qualcosa di inedito nel panorama della politica italiana avviando una Nuova Sintesi nazionale e sociale con una concezione ed una mentalità diverse della politica che oramai disgusta i tre quarti degli Italiani e soprattutto i giovani, anche perché i movimenti ed i partiti non sono credibili nell’intercettare le fasce del malessere.
Queste sono formate dal vasto neo-proletariato culturale e sociale che si raccorda sempre più a quella che fu la piccola e media borghesia schiacciata dal neoliberismo che ne riduce il ruolo sociale costruito attorno al concetto di sicurezza minacciata oggi dalla disoccupazione, dalla delinquenza più o meno organizzata, dai tagli allo stato sociale, alla sanità, alla scuola, alla previdenza.
Fasce sociali che tendono, per la logica stessa del capitalismo, a diventare sempre più povere e prive di rappresentanza: operai, disoccupati, sottoccupati, pensionati, ...studenti, commercianti, artigiani, professionisti, ...piccola e media industria.
I partiti nelle loro varie espressioni viaggiano tutti verso la perdita di rappresentanza che ormai è già una realtà: vota ormai sempre meno gente e lo fa o per convenienza o perché ancora si appiglia ad una speranza malriposta di cambiamento.
Una chiara collocazione si impone insieme ad un nuovo progetto che sappia cogliere le ansie e le aspettative che partono dalle fasce colpite dalla globalizzazione culturale, economica, di pensiero, etnica, per rivendicare il diritto all’autonomia. Autonomia della persona e del popolo dalla soffocante dittatura dei partiti, dei sindacati, dei mass – media asserviti alle logiche del pensiero unico economicista, dalla clientela e dalla corruzione, postulato principe di questo sistema di potere, dal sottosviluppo di intere aree del paese, dal ricatto della disoccupazione e della miseria che attanaglia sempre più famiglie italiane, dalla mancanza dei più elementari servizi sociali tagliati in omaggio ai parametri di Maastricht, dall'annichilimento consumista e dagli pseudo – valori occidentali, dal capitale e dalle sue forme odiose di sfruttamento e di costruzione del sistema sociale sull'appartenenza a classi formate in base al criterio economico.
La Destra deve rappresentare la rabbia di milioni di esclusi dal circuito neoliberista che si organizzano in un partito che si apre spazi sia nelle istituzioni, concorrendo alle elezioni, sia sul terreno dell'intervento politico laddove sorgano in modo evidente le contraddizioni più stridenti tra le necessità popolari ed il progetto di annientamento dell'identità nazionale e sociale portato avanti dal neoliberismo.
Non basta, dobbiamo elaborare una nostra originale Idea di Stato ed un'analisi rigorosa delle dinamiche sociali ed economiche che ci evitino di cadere in facili semplificazioni dei problemi, come nel caso dell'immigrazione, per capire qual è il tipo di società che auspichiamo, la nostra concezione della proprietà privata e dei mezzi di produzione, la nostra visione geopolitica che oggi non può fare a meno di considerare il nuovo peso che stanno acquistando la Russia, la Cina e l’India.
La Geopolitica è la Scienza che studia i rapporti tra il fattore Politico e il dato Geografico nella storia interna ed estera dei popoli e delle masse continentali. La geopolitica può veramente divenire strumento prioritario di lotta oltre ad offrire la chiave interpretativa dei fatti correnti; una chiave che ci permetterà di aprire molte porte finora per noi precluse in partenza da pregiudiziali ideologiche tanto obsolete quanto dure a morire.
Alla luce della geopolitica l’immigrazione indiscriminata non è soltanto un problema di ordine pubblico, che va affrontato comunque con risolutezza e senza infingimenti, ma è un fenomeno epocale generato dalle sciagurate politiche liberiste sovranazionali che hanno reso drammatiche le condizioni dei popoli disagiati.
E’ contro questi nemici, e non contro i reietti della terra, che va indirizzata la nostra lotta. Per restituire, a chi le ha perse, le proprie radici, la propria cultura, la propria terra.
Dobbiamo delineare la nostra concezione del lavoro sempre più fattore di alienazione individuale che espressione di creatività al servizio della Comunità. Una moderna concezione del lavoro, non consiste nelle forme di precariato, quali oggi siamo abituati a vedere nella logica del lavoro come costo di produzione, ma nella versatilità e varietà di apporti alla crescita sociale ed economica di una comunità, nella logica del lavoro come elemento base per la dignità dell'uomo e per la crescita di un popolo.
La Destra deve dare voce, forza e credibilità agli interessi nazionali e popolari schiacciati dallo strapotere delle lobbies economico finanziarie, multinazionali ed apolidi. La percezione dell'assenza di un'opposizione al liberismo crea uno spazio politico enorme e disponibile solo che si abbia la forza ed il coraggio di occuparlo nonostante le barriere difensive che la logica del falso bipartitismo crea, per esempio con assurde e liberticide leggi elettorali.
Dichiararsi, sic et simpliciter, alternativi al liberalcapitalismo non è sufficiente se non si pone un progetto realmente alternativo e credibile sul piano economico e sociale: la Socializzazione, non solo delle imprese, ma della intera società che vuol dire improntare tutta la costruzione societaria ad un comunitarismo che parta dai mezzi di produzione, recuperi la funzione sociale dei beni privati, ed arrivi al ruolo sociale che deve abolire la categoria “spirituale” ed economica del consumatore borghese moderno. Accanto alla socializzazione, va approfondito tutto il filone dell'autogestione dei mezzi di produzione che rappresenta un tentativo valido di spezzare a monte la logica del profitto e che può rappresentare coniugato ad un federalismo costruito intorno all'Idea forza dell'Europa dei popoli un passo in avanti significativo per avviare un percorso autentico ed originale di autonomia da schemi precostituiti.
Siamo, e saremo sempre, in particolare, con i diseredati della Terra, gli emarginati, gli oppressi, gli sfruttati, le categorie più deboli e indifese della società e con chiunque lotti per l'EQUITÀ’ e il diritto di ogni membro della Comunità ad avere i beni e i servizi essenziali ad una vita degna di essere vissuta e proiettata verso interessi che travalichino il fattore meramente materiale.
Per questo, sull’insegnamento dei nostri avi, siamo per la Proprietà Sociale dei mezzi di produzione, in particolare modo per quanto concerne quelli essenziali allo Sviluppo ed alla difesa della Comunità stessa.
Si pensi soltanto al sistema bancario, assicurativo, alle materie prime e fonti energetiche, ai servizi e alle comunicazioni, alla grande distribuzione, come alle mega-concentrazioni industriali-finanziarie, internazionali e non, che sono diventati veri e propri stati nello stato, nonché cavalli di Troia per la penetrazione dei potentati stranieri, nordamericani in primis, l’altra branca – oltre quella militare – che tiene schiacciata l’Italia e l’Europa sui diktat della banca Mondiale e del FMI.
Riappropriarsi delle radici, della propria Storia, della propria lingua e cultura, dei propri Valori, in una parola della propria Tradizione è un imperativo per un Movimento che vuole, in prospettiva, non soltanto rivoluzionare le istituzioni sociali e politiche, ma pretende di porsi all’avanguardia di un rinnovamento nello stile e nella Visione del mondo di un popolo ormai quasi totalmente asservito ad una visione consumista e materialista dell’esistenza.
Ci vuole un grosso impegno civico e civile che riporti gli Italiani a riprendersi la guida del proprio destino, in campo nazionale scacciando i partiti venduti ad interessi economici multinazionali, in campo internazionale riconquistando la propria autonomia e sovranità.
Al progetto di globalizzazione dei mercati, che vuol rendere i cittadini del mondo utenti omogenei ed indifferenziati del supermercato mondiale gestito dai pochi individui controllori delle risorse, l'unica risposta possibile è che ogni popolo del pianeta riacquisti e rivendichi le proprie peculiarità etniche culturali e si federi con gli altri movimenti e popoli che stanno attuando questo progetto per poter avere possibilità concrete di battere il potere finanziario e capitalistico nazionale ed internazionale gestore della piovra liberaldemocratica.
Da questi brevi spunti, scende naturale la strategia politica de La Destra: collegarsi alle vaste fasce del malessere per organizzarle in un partito diverso, anche come tipo di struttura, che diventi movimento di popolo che si riappropri del sacrosanto diritto di decidere autonomamente il proprio destino, svincolato dagli interessi economici del sistema bancario e finanziario, veri padroni attuali del potere nazionale e mondiale.
Possiamo e dobbiamo da una parte collegarci alle fasce del malessere, facendo capire inequivocabilmente che non siamo disponibili a tradirli per un tornaconto personale, dall'altra possiamo diventare un punto fermo per spostare l'asse politico del finto bipolarismo su posizioni più sociali. E' questa la scelta della non-collusione che contraddistinguerà in modo univoco il nostro cammino.
da www.ladestranews.it
Non entreremo nel dettaglio, poiché, sono state molte le relazioni, tutte interessanti e di valore, ma almeno i nomi dei relatori li vogliamo citare per il contributo che hanno dato anche per la riuscita della “Conferenza Programmatica”.
Sul tema: “Identità politica e culturale” sono intervenuti: Antonio Del Prete, “Responsabile Settore Università e Ricerca scientificasabile Dipartimento Programma; Gino Ioppolo, Segretario regionale della Sicilia; Gabriele Limido, Segretario regionale della Calabria; Nello Musumeci Dirigente Nazionale; Luca Lorenzi, Responsabile nazionale Gioventù italiana; Carlo Maria Breschi, Ufficio del programma; Ruggero Razza, Responsabile Dipartimento per le Politiche culturali; Stella Mele, Responsabile Settore iniziative speciali; Michele Rallo, Segretario provinciale di Trapani; Fabrizio Carbone, Responsabile italiani all'estero; Antonio Mazzella, Responsabile segreteria politica.
dsc_0256.jpgSul tema: “Contesto istituzionale ed elettorale” sono intervenuti: Annarita Guarracino, Responsabile Settore Pari Opportunità-Donne; Andrea Sabbatini, Settore editoria; Rodolfo Sideri, Scuola di Partito; Titti Monteleone, Segretario regionale del Veneto; Gianni Musetti, Responsabile Settore Comuni; Filippo Cangemi, Responsabile Dipartimento Politiche Istituzionali; Paolo Agostinacchio, Segretario regionale della Puglia e Responsabile Dipartimento Enti Locali; Livio Proietti, Segretario Amministrativo; Bruno Esposito, Responsabile della Organizzazione; Luigi D'Eramo, Responsabile Settore tesseramento; Maurizio Bruno, Responsabile Settore elettorele Vittorio Messa, Segretario regionale del Lazio; Giuseppe Lonero, Segretario regionale del Lazio; Monica Nassisi, Responsabile Settore giustizia; Walter Stafoggia, Segretario regionale delle Marche e Responsabile Settore editoria.
Sul tema: “Economia e Stato sociale” sono intervenuti: Paolo Chiarenza, Responsabile Settore per le Relazioni sindacali-Nuclei d'ambiente; Alberto Arrighi, Responsabile Dipartimento economico-Attività produttive; Nicola Di Donna, Dirigente regionale Puglia; Ernesto Pezzetta, Segretario dsc_0260.jpgprovinciale; Angelo Scognamiglio, Responsabile Centri Studi sociali ed economici; Giuseppe Mistretta, Responsabile Settore province; Patrizia Rigliaco, Responsabile Politiche per la famiglia; Mauro Nocelli, Responsabile Settore energia; Lello Candido, Responsabile Settore credito ed assicurazioni.
Molto entusiasmo ed apprezzamento sono arrivati dagli interventi degli ospiti: Renata Polverini, Segretario Generale UGL; Giuseppe Scoppelliti, Sindaco di Reggio Calabria; Ignazio La Russa, Ministro della Difesa.
Accolte con una grande ovazione le relazioni del Segretario Nazionale, Francesco Storace, che abbiamo pubblicato in sintesi e del Presidente Nazionale Teodoro Bontempo che ha chiuso i lavori della manifestazione.
Da segnalare gli interventi di Roberto Bonasorte, Commissario della Federazione di Roma e provincia; Carmine Mancini, Consigliere provinciale di Isernia; Luciano Auriemma, Responsabile del Settore immagine mass media ed internet con una relazione in slidw show esposta da Rosa Rita La Marca, Ufficio Internet Community.
Ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcuno.
Alla fine della manifestazione è scaturita una piattaforma politico sociale che ha permesso di tradurla in un documento che Adriano Tilgher - complimenti per il suo ottimo intervento - ha sintetizzato per la pubblicazione.
Pier Giorgio Francia
IL DOCUMENTO
La Destra deve rappresentare qualcosa di inedito nel panorama della politica italiana avviando una Nuova Sintesi nazionale e sociale con una concezione ed una mentalità diverse della politica che oramai disgusta i tre quarti degli Italiani e soprattutto i giovani, anche perché i movimenti ed i partiti non sono credibili nell’intercettare le fasce del malessere.
Queste sono formate dal vasto neo-proletariato culturale e sociale che si raccorda sempre più a quella che fu la piccola e media borghesia schiacciata dal neoliberismo che ne riduce il ruolo sociale costruito attorno al concetto di sicurezza minacciata oggi dalla disoccupazione, dalla delinquenza più o meno organizzata, dai tagli allo stato sociale, alla sanità, alla scuola, alla previdenza.
Fasce sociali che tendono, per la logica stessa del capitalismo, a diventare sempre più povere e prive di rappresentanza: operai, disoccupati, sottoccupati, pensionati, ...studenti, commercianti, artigiani, professionisti, ...piccola e media industria.
I partiti nelle loro varie espressioni viaggiano tutti verso la perdita di rappresentanza che ormai è già una realtà: vota ormai sempre meno gente e lo fa o per convenienza o perché ancora si appiglia ad una speranza malriposta di cambiamento.
Una chiara collocazione si impone insieme ad un nuovo progetto che sappia cogliere le ansie e le aspettative che partono dalle fasce colpite dalla globalizzazione culturale, economica, di pensiero, etnica, per rivendicare il diritto all’autonomia. Autonomia della persona e del popolo dalla soffocante dittatura dei partiti, dei sindacati, dei mass – media asserviti alle logiche del pensiero unico economicista, dalla clientela e dalla corruzione, postulato principe di questo sistema di potere, dal sottosviluppo di intere aree del paese, dal ricatto della disoccupazione e della miseria che attanaglia sempre più famiglie italiane, dalla mancanza dei più elementari servizi sociali tagliati in omaggio ai parametri di Maastricht, dall'annichilimento consumista e dagli pseudo – valori occidentali, dal capitale e dalle sue forme odiose di sfruttamento e di costruzione del sistema sociale sull'appartenenza a classi formate in base al criterio economico.
La Destra deve rappresentare la rabbia di milioni di esclusi dal circuito neoliberista che si organizzano in un partito che si apre spazi sia nelle istituzioni, concorrendo alle elezioni, sia sul terreno dell'intervento politico laddove sorgano in modo evidente le contraddizioni più stridenti tra le necessità popolari ed il progetto di annientamento dell'identità nazionale e sociale portato avanti dal neoliberismo.
Non basta, dobbiamo elaborare una nostra originale Idea di Stato ed un'analisi rigorosa delle dinamiche sociali ed economiche che ci evitino di cadere in facili semplificazioni dei problemi, come nel caso dell'immigrazione, per capire qual è il tipo di società che auspichiamo, la nostra concezione della proprietà privata e dei mezzi di produzione, la nostra visione geopolitica che oggi non può fare a meno di considerare il nuovo peso che stanno acquistando la Russia, la Cina e l’India.
La Geopolitica è la Scienza che studia i rapporti tra il fattore Politico e il dato Geografico nella storia interna ed estera dei popoli e delle masse continentali. La geopolitica può veramente divenire strumento prioritario di lotta oltre ad offrire la chiave interpretativa dei fatti correnti; una chiave che ci permetterà di aprire molte porte finora per noi precluse in partenza da pregiudiziali ideologiche tanto obsolete quanto dure a morire.
Alla luce della geopolitica l’immigrazione indiscriminata non è soltanto un problema di ordine pubblico, che va affrontato comunque con risolutezza e senza infingimenti, ma è un fenomeno epocale generato dalle sciagurate politiche liberiste sovranazionali che hanno reso drammatiche le condizioni dei popoli disagiati.
E’ contro questi nemici, e non contro i reietti della terra, che va indirizzata la nostra lotta. Per restituire, a chi le ha perse, le proprie radici, la propria cultura, la propria terra.
Dobbiamo delineare la nostra concezione del lavoro sempre più fattore di alienazione individuale che espressione di creatività al servizio della Comunità. Una moderna concezione del lavoro, non consiste nelle forme di precariato, quali oggi siamo abituati a vedere nella logica del lavoro come costo di produzione, ma nella versatilità e varietà di apporti alla crescita sociale ed economica di una comunità, nella logica del lavoro come elemento base per la dignità dell'uomo e per la crescita di un popolo.
La Destra deve dare voce, forza e credibilità agli interessi nazionali e popolari schiacciati dallo strapotere delle lobbies economico finanziarie, multinazionali ed apolidi. La percezione dell'assenza di un'opposizione al liberismo crea uno spazio politico enorme e disponibile solo che si abbia la forza ed il coraggio di occuparlo nonostante le barriere difensive che la logica del falso bipartitismo crea, per esempio con assurde e liberticide leggi elettorali.
Dichiararsi, sic et simpliciter, alternativi al liberalcapitalismo non è sufficiente se non si pone un progetto realmente alternativo e credibile sul piano economico e sociale: la Socializzazione, non solo delle imprese, ma della intera società che vuol dire improntare tutta la costruzione societaria ad un comunitarismo che parta dai mezzi di produzione, recuperi la funzione sociale dei beni privati, ed arrivi al ruolo sociale che deve abolire la categoria “spirituale” ed economica del consumatore borghese moderno. Accanto alla socializzazione, va approfondito tutto il filone dell'autogestione dei mezzi di produzione che rappresenta un tentativo valido di spezzare a monte la logica del profitto e che può rappresentare coniugato ad un federalismo costruito intorno all'Idea forza dell'Europa dei popoli un passo in avanti significativo per avviare un percorso autentico ed originale di autonomia da schemi precostituiti.
Siamo, e saremo sempre, in particolare, con i diseredati della Terra, gli emarginati, gli oppressi, gli sfruttati, le categorie più deboli e indifese della società e con chiunque lotti per l'EQUITÀ’ e il diritto di ogni membro della Comunità ad avere i beni e i servizi essenziali ad una vita degna di essere vissuta e proiettata verso interessi che travalichino il fattore meramente materiale.
Per questo, sull’insegnamento dei nostri avi, siamo per la Proprietà Sociale dei mezzi di produzione, in particolare modo per quanto concerne quelli essenziali allo Sviluppo ed alla difesa della Comunità stessa.
Si pensi soltanto al sistema bancario, assicurativo, alle materie prime e fonti energetiche, ai servizi e alle comunicazioni, alla grande distribuzione, come alle mega-concentrazioni industriali-finanziarie, internazionali e non, che sono diventati veri e propri stati nello stato, nonché cavalli di Troia per la penetrazione dei potentati stranieri, nordamericani in primis, l’altra branca – oltre quella militare – che tiene schiacciata l’Italia e l’Europa sui diktat della banca Mondiale e del FMI.
Riappropriarsi delle radici, della propria Storia, della propria lingua e cultura, dei propri Valori, in una parola della propria Tradizione è un imperativo per un Movimento che vuole, in prospettiva, non soltanto rivoluzionare le istituzioni sociali e politiche, ma pretende di porsi all’avanguardia di un rinnovamento nello stile e nella Visione del mondo di un popolo ormai quasi totalmente asservito ad una visione consumista e materialista dell’esistenza.
Ci vuole un grosso impegno civico e civile che riporti gli Italiani a riprendersi la guida del proprio destino, in campo nazionale scacciando i partiti venduti ad interessi economici multinazionali, in campo internazionale riconquistando la propria autonomia e sovranità.
Al progetto di globalizzazione dei mercati, che vuol rendere i cittadini del mondo utenti omogenei ed indifferenziati del supermercato mondiale gestito dai pochi individui controllori delle risorse, l'unica risposta possibile è che ogni popolo del pianeta riacquisti e rivendichi le proprie peculiarità etniche culturali e si federi con gli altri movimenti e popoli che stanno attuando questo progetto per poter avere possibilità concrete di battere il potere finanziario e capitalistico nazionale ed internazionale gestore della piovra liberaldemocratica.
Da questi brevi spunti, scende naturale la strategia politica de La Destra: collegarsi alle vaste fasce del malessere per organizzarle in un partito diverso, anche come tipo di struttura, che diventi movimento di popolo che si riappropri del sacrosanto diritto di decidere autonomamente il proprio destino, svincolato dagli interessi economici del sistema bancario e finanziario, veri padroni attuali del potere nazionale e mondiale.
Possiamo e dobbiamo da una parte collegarci alle fasce del malessere, facendo capire inequivocabilmente che non siamo disponibili a tradirli per un tornaconto personale, dall'altra possiamo diventare un punto fermo per spostare l'asse politico del finto bipolarismo su posizioni più sociali. E' questa la scelta della non-collusione che contraddistinguerà in modo univoco il nostro cammino.
da www.ladestranews.it
mercoledì 4 novembre 2009
Rispetto è una cosa, sopraffazione è un'altra...
Vista la situazione particolare che si è creata, in cui l'Europa sembra inginocchiarsi al volere di culture esterne alla nostra, forte del trattato di Lisbona che permette praticamente tutto a chi governa in Europa, anche a scapito dei popoli e delle culture, in via eccezionale desidero pubblicare un articolo che non è specifico del nostro partito, ma viene da una voce autorevolissima, che è di supporto a ciò che il nostro segretario provinciale Pesciaroli, ha scritto nel precedente articolo;
aldilà della fede di ognuno di noi, che può esserci o non esserci, che si può essere di una religione o di un'altra, la decisione di Strasburgo, appare una sopraffazione nei confronti della nostra cultura e nulla ha a che fare con il rispetto per gli altri, anzi suscita amarezza, in quanto viene a mancare il rispetto nei confronti non solo dei cristiani, ma dell'Italia intera;
inserisco pertanto le parole di Sua Santità Benedetto XVI.
Adriano Lazzarini - La Destra Viterbo
------------------------------------------------------
La decisione della Corte di Strasburgo suscita amarezza e non poche perplessità. Fatto salvo il necessario approfondimento delle motivazioni, in base a una prima lettura, sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica. Risulta ignorato o trascurato il molteplice significato del crocifisso, che non è solo simbolo religioso ma anche segno culturale. Non si tiene conto del fatto che, in realtà, nell’esperienza italiana l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici è in linea con il riconoscimento dei principi del cattolicesimo come “parte del patrimonio storico del popolo italiano”, ribadito dal Concordato del 1984.
In tal modo, si rischia di separare artificiosamente l’identità nazionale dalle sue matrici spirituali e culturali, mentre “non è certo espressione di laicità, ma sua degenerazione in laicismo, l'ostilità a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione; alla presenza, in particolare, di ogni simbolo religioso nelle istituzioni pubbliche. … ” (Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti al 56° Convegno nazionale dei Giuristi cattolici italiani, in Iustitia, 1/2007, pp. 6-7).
Roma, 3 novembre 2009
http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_home_cci.vis?id_n=2036
http://www.cattoliciromani.com/
aldilà della fede di ognuno di noi, che può esserci o non esserci, che si può essere di una religione o di un'altra, la decisione di Strasburgo, appare una sopraffazione nei confronti della nostra cultura e nulla ha a che fare con il rispetto per gli altri, anzi suscita amarezza, in quanto viene a mancare il rispetto nei confronti non solo dei cristiani, ma dell'Italia intera;
inserisco pertanto le parole di Sua Santità Benedetto XVI.
Adriano Lazzarini - La Destra Viterbo
------------------------------------------------------
La decisione della Corte di Strasburgo suscita amarezza e non poche perplessità. Fatto salvo il necessario approfondimento delle motivazioni, in base a una prima lettura, sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica. Risulta ignorato o trascurato il molteplice significato del crocifisso, che non è solo simbolo religioso ma anche segno culturale. Non si tiene conto del fatto che, in realtà, nell’esperienza italiana l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici è in linea con il riconoscimento dei principi del cattolicesimo come “parte del patrimonio storico del popolo italiano”, ribadito dal Concordato del 1984.
In tal modo, si rischia di separare artificiosamente l’identità nazionale dalle sue matrici spirituali e culturali, mentre “non è certo espressione di laicità, ma sua degenerazione in laicismo, l'ostilità a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione; alla presenza, in particolare, di ogni simbolo religioso nelle istituzioni pubbliche. … ” (Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti al 56° Convegno nazionale dei Giuristi cattolici italiani, in Iustitia, 1/2007, pp. 6-7).
Roma, 3 novembre 2009
http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_home_cci.vis?id_n=2036
http://www.cattoliciromani.com/
CROCIFISSO SI – EUROPA DEI MERCANTI E DELLE CORTI NO!
3 novembre 2009, che brutta giornata! Mentre il Presidente della Repubblica Ceca sottoscrive il trattato di Lisbona, che diventa quindi esecutivo, contemporaneamente la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo sentenzia all’Italia di togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche poiché simbolo che viola la libertà di religione e, così si sono espressi, dei genitori.
Pertanto dai prossimi mesi i Paesi membri della U.E. saranno ancora di più vincolati da accordi redatti da chi non ha voluto inserire nel trattato le radici cristiane dell’Europa e noi dovremmo cancellare e perdere una parte importante della nostra identità e cultura; il Crocifisso, per noi italiani ma anche per tanti europei, prima ancora di essere un simbolo di fede è una autentica testimonianza di civiltà.
Basterà qualche altra protesta che forse da Strasburgo ci obbligheranno a modificare anche i percorsi scolastici, la nostra letteratura e storia, monumenti e arte, che dalla fine del pagano antico Impero romano in poi sono una continua testimonianza di cristianesimo e cattolicesimo; si dovranno togliere allora dai libri di testo e di studio il sommo Dante con la “Divina Commedia”, Manzoni con “I Promessi Sposi”, i grandi scultori e pittori come Michelangelo - Giotto - Caravaggio - Bernini che ci hanno lasciato grandi opere che riguardano il Cristo e la Chiesa?
Bene ha fatto il Governo Italiano a contestare questa assurda sentenza della Corte Europea e cogliamo con soddisfazione tutte le voci di protesta, compresa anche quella del Presidente della Camera on.le Fini; forse, alla luce di ciò avvenuto oggi, avrebbe fatto meglio se avesse taciuto in passato su determinati argomenti e senza esternare prese di posizione, come l’insegnamento dell’islam a scuola, pericolose e divisorie.
Certamente siamo consapevoli che bisogna avere rispetto per le altre religioni, ma pronti con fermezza a contrastare chiunque ci chieda di vergognarci della nostra; continueremo sempre ad impegnarci per avversare questo falso laicismo dilagante, negazione di ogni cultura e fautore del devastante villaggio globale.
Pesciaroli Filiberto – dir. naz.le – segr. prov.le de “La Destra”
3 novembre 2009, che brutta giornata! Mentre il Presidente della Repubblica Ceca sottoscrive il trattato di Lisbona, che diventa quindi esecutivo, contemporaneamente la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo sentenzia all’Italia di togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche poiché simbolo che viola la libertà di religione e, così si sono espressi, dei genitori.
Pertanto dai prossimi mesi i Paesi membri della U.E. saranno ancora di più vincolati da accordi redatti da chi non ha voluto inserire nel trattato le radici cristiane dell’Europa e noi dovremmo cancellare e perdere una parte importante della nostra identità e cultura; il Crocifisso, per noi italiani ma anche per tanti europei, prima ancora di essere un simbolo di fede è una autentica testimonianza di civiltà.
Basterà qualche altra protesta che forse da Strasburgo ci obbligheranno a modificare anche i percorsi scolastici, la nostra letteratura e storia, monumenti e arte, che dalla fine del pagano antico Impero romano in poi sono una continua testimonianza di cristianesimo e cattolicesimo; si dovranno togliere allora dai libri di testo e di studio il sommo Dante con la “Divina Commedia”, Manzoni con “I Promessi Sposi”, i grandi scultori e pittori come Michelangelo - Giotto - Caravaggio - Bernini che ci hanno lasciato grandi opere che riguardano il Cristo e la Chiesa?
Bene ha fatto il Governo Italiano a contestare questa assurda sentenza della Corte Europea e cogliamo con soddisfazione tutte le voci di protesta, compresa anche quella del Presidente della Camera on.le Fini; forse, alla luce di ciò avvenuto oggi, avrebbe fatto meglio se avesse taciuto in passato su determinati argomenti e senza esternare prese di posizione, come l’insegnamento dell’islam a scuola, pericolose e divisorie.
Certamente siamo consapevoli che bisogna avere rispetto per le altre religioni, ma pronti con fermezza a contrastare chiunque ci chieda di vergognarci della nostra; continueremo sempre ad impegnarci per avversare questo falso laicismo dilagante, negazione di ogni cultura e fautore del devastante villaggio globale.
Pesciaroli Filiberto – dir. naz.le – segr. prov.le de “La Destra”
domenica 1 novembre 2009
Incontro a Bolsena
sabato 31 ottobre 2009
"La Nostra Tessera" di Francesco Storace
n tutta Italia diamo vita oggi alla giornata nazionale del tesseramento.
Il nostro dirigente di settore, Luigi d’Eramo, mi ha puntigliosamente informato di ciascuna iniziativa territoriale e credo che avremo quest’anno una bella soddisfazione legata al dato delle adesioni a La Destra: venti euro, validità fino al 31 dicembre del prossimo anno, tre quarti della cifra saranno restituiti alle strutture territoriali, al 31 maggio fisseremo la data per calcolare quanti delegati dovrà esprimere ogni federazione per giungere ai congressi regionali di luglio per eleggere le leadership territoriali.
In questi primi due anni di vita del movimento abbiamo lavorato sodo, ma praticamente solo per campagne elettorali, anche perché – passatemi l’autocritica – non avevo messo la testa all’organizzazione del movimento (anche per me è stata la prima volta da segretario di partito).
Ora la macchina si comincia a mettere in moto. Chi non aveva capito nulla della politica de La Destra è emigrato altrove e ha fatto bene. Chi ha preferito restare con noi, si impegna come e più di prima per un messaggio chiaro.
Siamo una forza di Destra intransigente, indisponibile ad ammainare le proprie bandiere, più facile da trattare nel nome della convinzione che della convenienza.
Con la forza dei nostri militanti e dei nostri iscritti, ci avvieremo, dopo la conferenza programmatica della prossima settimana a Pomezia, alla grande battaglia per le regionali. E’ molto probabile – credo – che nelle regioni si sarà alleati nel fronte alternativo alla sinistra. Anche il Pdl comincia a capire, dai colloqui di queste ore, che senza La Destra rischia di prendere legnate. Ed è evidente che non possiamo allearci solo dove siamo necessari: diciamo che non siamo come l’Udc. Comunque vedremo nei prossimi giorni, a stretto contatto con le strutture regionali del territorio.
La giornata odierna è importante per le adesioni e i contenuti attorno ai quali facciamo proselitismo. Il tema che domina il nostro tesseramento è Nazione e Lavoro, ed è la rappresentanza a cui ambiamo come valori smarriti dalla politica italiana.
Ne parleremo anche oggi a Roma (in allegato l’articolo pubblicato oggi dal quotidiano Il Tempo) nella manifestazione che terremo all’Hotel Universo – in via Principe Amedeo 5 – e in cui celebreremo il ventennale della scomparsa di Beppe Niccolai, pensatore e politico della Destra italiana. Non vogliamo appropriarci del suo pensiero; ma più semplicemente apprezzarlo tanto tempo dopo. Troppi se ne sono dimenticati. Noi no.
Francesco Storace
http://www.storace.it/wp-content/uploads/2009/10/il-tempo-31_10_09-una-sola-destra-per-ricordare-niccolai.pdf
Il nostro dirigente di settore, Luigi d’Eramo, mi ha puntigliosamente informato di ciascuna iniziativa territoriale e credo che avremo quest’anno una bella soddisfazione legata al dato delle adesioni a La Destra: venti euro, validità fino al 31 dicembre del prossimo anno, tre quarti della cifra saranno restituiti alle strutture territoriali, al 31 maggio fisseremo la data per calcolare quanti delegati dovrà esprimere ogni federazione per giungere ai congressi regionali di luglio per eleggere le leadership territoriali.
In questi primi due anni di vita del movimento abbiamo lavorato sodo, ma praticamente solo per campagne elettorali, anche perché – passatemi l’autocritica – non avevo messo la testa all’organizzazione del movimento (anche per me è stata la prima volta da segretario di partito).
Ora la macchina si comincia a mettere in moto. Chi non aveva capito nulla della politica de La Destra è emigrato altrove e ha fatto bene. Chi ha preferito restare con noi, si impegna come e più di prima per un messaggio chiaro.
Siamo una forza di Destra intransigente, indisponibile ad ammainare le proprie bandiere, più facile da trattare nel nome della convinzione che della convenienza.
Con la forza dei nostri militanti e dei nostri iscritti, ci avvieremo, dopo la conferenza programmatica della prossima settimana a Pomezia, alla grande battaglia per le regionali. E’ molto probabile – credo – che nelle regioni si sarà alleati nel fronte alternativo alla sinistra. Anche il Pdl comincia a capire, dai colloqui di queste ore, che senza La Destra rischia di prendere legnate. Ed è evidente che non possiamo allearci solo dove siamo necessari: diciamo che non siamo come l’Udc. Comunque vedremo nei prossimi giorni, a stretto contatto con le strutture regionali del territorio.
La giornata odierna è importante per le adesioni e i contenuti attorno ai quali facciamo proselitismo. Il tema che domina il nostro tesseramento è Nazione e Lavoro, ed è la rappresentanza a cui ambiamo come valori smarriti dalla politica italiana.
Ne parleremo anche oggi a Roma (in allegato l’articolo pubblicato oggi dal quotidiano Il Tempo) nella manifestazione che terremo all’Hotel Universo – in via Principe Amedeo 5 – e in cui celebreremo il ventennale della scomparsa di Beppe Niccolai, pensatore e politico della Destra italiana. Non vogliamo appropriarci del suo pensiero; ma più semplicemente apprezzarlo tanto tempo dopo. Troppi se ne sono dimenticati. Noi no.
Francesco Storace
http://www.storace.it/wp-content/uploads/2009/10/il-tempo-31_10_09-una-sola-destra-per-ricordare-niccolai.pdf
venerdì 30 ottobre 2009
Incontro a Gallese









Ieri si è svolto a Gallese l'incontro della Destra Federazione di Viterbo, con i cittadini, i militanti e i simpatizzanti locali;
L'incontro era dedicato a Beppe Niccolai nei 20 anni della sua scomparsa;
dopo il saluto di Filiberto Pesciaroli federale provinciale, la parola è stata data a Maurizio Matteucci responsabile provinciale di Gioventù Italiana, al Sen. Nando Signorelli e al capogruppo del PDL di Civita Castellana Carlo Angeletti;
ha concluso il dirigente nazionale Adriano Tilgher con un bel discorso su nazione e lavoro, argomento principale dell'incontro.
Tra i presenti c'erano anche Massimo Spiga responsabile locale della Destra e i dirigenti Umberto Ciucciarelli, Reno Pannucci e Cesare Pesciaroli.
mercoledì 28 ottobre 2009
La Destra Viterbo - Prossimi incontri: Gallese e Bolsena
martedì 27 ottobre 2009
MARRAZZO ciao! ARRIVEDERCI A NON VEDERCI MAI PIU’
Salutiamo con piacere la dipartita di Marazzo; sia ben chiaro che dal punto di vista di cronaca politica, Escort e Trans sono sullo stesso piano; “Piero” lo giudichiamo per ciò che ha fatto da Governatore del Lazio e non da erotomane. Non ci interessa sapere in maniera dettagliata ciò che è avvenuto nella sua vita privata, nelle camere da letto ognuno si tenga i propri vizi e marrazzi come vuole e con chi vuole; riteniamo sia giusto separare la sfera politico e amministrativa dalla sfera privata, i gusti sessuali, i festini con trans che vanno lasciati al giudizio della propria famiglia e dei propri collaboratori, determinati comunque nel denunciare che l’aver usato auto di servizio e’ illegale e deplorevole sarebbe, qualora si accertasse anche l’uso di droghe.
Arrivederci Marazzo! A non vederci mai più!
La tua uscita va festeggiata soprattutto perché con essa finiscono le disgrazie e disavventure causate, ce ne ricorderemo di cose, tutte quelle non fatte e non portate a termine, e anche tutte quelle fatte e fatte male.
A marzo 2010, se non si riuscirà ad andare prima alle urne, se ne ricorderanno certamente i tanti lavoratori ancora precari e con contratti a termine, i cittadini che hanno visto chiudere reparti agli ospedali più vicini e di riferimento, i presidi sanitari non ancora convenzionati, gli aeroporti promessi in ogni provincia sia a nord che a sud di Roma, i pendolari, le strade regionali, le tante infrastrutture mancanti, le discariche a cielo aperto sparse nell’intera regione, i tanti siti turistici non valorizzati ecc.ecc..
Con questa immagine negativa che lascia l’ormai ex presidente della Regione, invitiamo nel contempo i responsabili del PDL, soprattutto al fine di sfruttare questo momento positivo e come già più volte si è espresso il nostro Segretario Nazionale Storace, ad indicare al più presto il candidato alla Presidenza del Lazio.
Consapevoli che con il nostro appoggio una coalizione di centro-destra (centro/PDL, destra/La Destra) ne guadagnerebbe in percentuale e voti, e per i cittadini la certezza che nel programma di legislatura sarebbe sicuramente garantita più attenzione alle restanti provincie e non solo a quella di Roma, più sicurezza nei posti di lavoro – nelle case – sulle strade, e soprattutto più giustizia sociale con accorgimenti reali per i più deboli.
Pesciaroli Filiberto – Dirig.Naz.le – Segr. Prov.le de “La Destra”
Arrivederci Marazzo! A non vederci mai più!
La tua uscita va festeggiata soprattutto perché con essa finiscono le disgrazie e disavventure causate, ce ne ricorderemo di cose, tutte quelle non fatte e non portate a termine, e anche tutte quelle fatte e fatte male.
A marzo 2010, se non si riuscirà ad andare prima alle urne, se ne ricorderanno certamente i tanti lavoratori ancora precari e con contratti a termine, i cittadini che hanno visto chiudere reparti agli ospedali più vicini e di riferimento, i presidi sanitari non ancora convenzionati, gli aeroporti promessi in ogni provincia sia a nord che a sud di Roma, i pendolari, le strade regionali, le tante infrastrutture mancanti, le discariche a cielo aperto sparse nell’intera regione, i tanti siti turistici non valorizzati ecc.ecc..
Con questa immagine negativa che lascia l’ormai ex presidente della Regione, invitiamo nel contempo i responsabili del PDL, soprattutto al fine di sfruttare questo momento positivo e come già più volte si è espresso il nostro Segretario Nazionale Storace, ad indicare al più presto il candidato alla Presidenza del Lazio.
Consapevoli che con il nostro appoggio una coalizione di centro-destra (centro/PDL, destra/La Destra) ne guadagnerebbe in percentuale e voti, e per i cittadini la certezza che nel programma di legislatura sarebbe sicuramente garantita più attenzione alle restanti provincie e non solo a quella di Roma, più sicurezza nei posti di lavoro – nelle case – sulle strade, e soprattutto più giustizia sociale con accorgimenti reali per i più deboli.
Pesciaroli Filiberto – Dirig.Naz.le – Segr. Prov.le de “La Destra”
lunedì 26 ottobre 2009
CARMINE E SANTA BARBARA, DUE QUARTIERI ABBANDONATI
L'articolo scritto dal dirigente de La Destra Viterbo Pierpaolo Pasqua e che è stato pubblicato da www.ontuscia.it :
Domenica 25 ottobre, mentre il Pd nelle piazze centrali di Viterbo celebrava il rito delle primarie raccogliendo soldi e sigle di ammiratori e adepti per il gotha della nomenklatura nazionale del loro partito, La Destra, sezione di Viterbo, in piazza al Carmine e a S.Barbara ha chiesto ai cittadini quali sono i problemi dei loro quartieri.
Molte le segnalazioni spontanee raccolte. Io e Adriano Lazzarini, accompagnati dai cittadini del posto, abbiamo verificato e documentato fotograficamente tutte le segnalazioni e con Filiberto Pesciaroli, segretario provinciale, il senatore Nando Signorelli, Massimo Picchiami, Umberto Ciucciarelli, Tommaso e Franco Brunotti, Mendez e gli altri militanti presenti, stiamo preparando un documento che presenteremo alle amministrazioni competenti affinché rispondano alle istanze dei cittadini. Ringraziamo i cittadini che in numero inaspettato hanno decretato il successo della iniziativa rassicurandoli sul fatto che faremo tutto quanto in nostro potere per dare risposta alle loro segnalazioni.
Di seguito un sunto delle segnalazioni ricevute.
S.Barbara: il parchetto giochi in piazzale Porsenna è in stato di abbandono. La fontanella per l’acqua non ha il rubinetto per l’erogazione, uno dei giochi per bambini è stato rimosso lasciando una grossa vite di ferro sporgente pericolosa per l’incolumità dei bambini stessi.
Non c’è spazio verde dedicato ai cani, e così succede che i bambini giocano su prati pericolosi e pieni di escrementi canini. Viene lamentata la mancanza di un centro anziani i quali sono da diverso tempo soggetti ad atti di bullismo insieme ad altre fasce deboli della popolazione. Tutti lamentano l’assenza delle forze dell’ordine. Perché i vigili si presentano solo per fare multe? Dov’è il poliziotto di quartiere? Ci chiedono.
Quando piove le strade si allagano oltre misura, segno che gli impianti di smaltimento fognari non sono adeguati. L’unica via d’uscita dal quartiere è insufficiente e inadeguata alla densità abitativa, i lavori per la rotatoria di sbocco sulla Teverina (costati ad oggi 496.000,00 euro) sono in ritardo eppure si continua a costruire aumentando la densità abitativa. E le opere di urbanizzazione? Altra grave denuncia è quella ricevuta sulla scuola fantasma. Il recinto che delimita lo scavo fa da sostegno ai rovi, così rigogliosi che oramai ricoprono anche la segnaletica. Ma il comune ci vuole aprire una scuola o una coltivazione di more?
Carmine: gli immobili comunali sono in stato di abbandono, cavi elettrici non interrati percorrono i marciapiedi. Le immondizie vengono raccolte con una frequenza troppo bassa. Gli spazi al tramonto diventano territorio dei drogati e luogo di bivacco. I cittadini hanno piazzato panchine a loro spese per gli anziani di zona e le tengono incatenate per impedirne il furto. Staccionate e marciapiedi sono fatiscenti e pericolose. Tutto il quartiere in generale vive in uno stato di degrado e di abbandono.
La Destra, conferma che tornerà presto in piazza nelle altre periferie di Viterbo e informa che è attiva la mail: ladestra.iradelcittadino@gmail.com, per raccogliere le denunce e le proposte di tutti i cittadini.
Pierpaolo Pasqua - La Destra Viterbo
su:
http://www.ontuscia.it/notiziaEng.asp?id=10479
potete vedere alcune delle foto fatte da Adriano Lazzarini
Domenica 25 ottobre, mentre il Pd nelle piazze centrali di Viterbo celebrava il rito delle primarie raccogliendo soldi e sigle di ammiratori e adepti per il gotha della nomenklatura nazionale del loro partito, La Destra, sezione di Viterbo, in piazza al Carmine e a S.Barbara ha chiesto ai cittadini quali sono i problemi dei loro quartieri.
Molte le segnalazioni spontanee raccolte. Io e Adriano Lazzarini, accompagnati dai cittadini del posto, abbiamo verificato e documentato fotograficamente tutte le segnalazioni e con Filiberto Pesciaroli, segretario provinciale, il senatore Nando Signorelli, Massimo Picchiami, Umberto Ciucciarelli, Tommaso e Franco Brunotti, Mendez e gli altri militanti presenti, stiamo preparando un documento che presenteremo alle amministrazioni competenti affinché rispondano alle istanze dei cittadini. Ringraziamo i cittadini che in numero inaspettato hanno decretato il successo della iniziativa rassicurandoli sul fatto che faremo tutto quanto in nostro potere per dare risposta alle loro segnalazioni.
Di seguito un sunto delle segnalazioni ricevute.
S.Barbara: il parchetto giochi in piazzale Porsenna è in stato di abbandono. La fontanella per l’acqua non ha il rubinetto per l’erogazione, uno dei giochi per bambini è stato rimosso lasciando una grossa vite di ferro sporgente pericolosa per l’incolumità dei bambini stessi.
Non c’è spazio verde dedicato ai cani, e così succede che i bambini giocano su prati pericolosi e pieni di escrementi canini. Viene lamentata la mancanza di un centro anziani i quali sono da diverso tempo soggetti ad atti di bullismo insieme ad altre fasce deboli della popolazione. Tutti lamentano l’assenza delle forze dell’ordine. Perché i vigili si presentano solo per fare multe? Dov’è il poliziotto di quartiere? Ci chiedono.
Quando piove le strade si allagano oltre misura, segno che gli impianti di smaltimento fognari non sono adeguati. L’unica via d’uscita dal quartiere è insufficiente e inadeguata alla densità abitativa, i lavori per la rotatoria di sbocco sulla Teverina (costati ad oggi 496.000,00 euro) sono in ritardo eppure si continua a costruire aumentando la densità abitativa. E le opere di urbanizzazione? Altra grave denuncia è quella ricevuta sulla scuola fantasma. Il recinto che delimita lo scavo fa da sostegno ai rovi, così rigogliosi che oramai ricoprono anche la segnaletica. Ma il comune ci vuole aprire una scuola o una coltivazione di more?
Carmine: gli immobili comunali sono in stato di abbandono, cavi elettrici non interrati percorrono i marciapiedi. Le immondizie vengono raccolte con una frequenza troppo bassa. Gli spazi al tramonto diventano territorio dei drogati e luogo di bivacco. I cittadini hanno piazzato panchine a loro spese per gli anziani di zona e le tengono incatenate per impedirne il furto. Staccionate e marciapiedi sono fatiscenti e pericolose. Tutto il quartiere in generale vive in uno stato di degrado e di abbandono.
La Destra, conferma che tornerà presto in piazza nelle altre periferie di Viterbo e informa che è attiva la mail: ladestra.iradelcittadino@gmail.com, per raccogliere le denunce e le proposte di tutti i cittadini.
Pierpaolo Pasqua - La Destra Viterbo
su:
http://www.ontuscia.it/notiziaEng.asp?id=10479
potete vedere alcune delle foto fatte da Adriano Lazzarini
domenica 25 ottobre 2009
La Destra Viterbo in periferia al Carmine e a S.Barbara
venerdì 23 ottobre 2009
“IL NOSTRO CUORE BATTE IN PERIFERIA”: DOMENICA I GAZEBO DE LA DESTRA IN PIAZZA PER RACCOGLIERE LE ISTANZE DEI CITTADINI
Domenica 25 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30, La Destra sarà presente con i suoi gazebo ed i militanti volontari in Piazza dei Bersaglieri al Carmine e in Piazzale Porsenna a S. Barbara per raccogliere sul territorio le istanze dei cittadini e farsene portavoce nelle istituzioni.
Con il Carmine e S. Barbara è già sotto la nostra lente d’ingrandimento, Monterazzano dove il nostro responsabile locale, oltre che dirigente provinciale, Umberto Ciucciarelli sta raccogliendo le numerose lamentele dei cittadini. Questo è il primo di una serie di appuntamenti che vedranno La Destra scendere in strada per difendere i cittadini delle zone urbane di tutta la Provincia di Viterbo che non godono dell’attenzione delle amministrazioni provinciale e comunale e che maggiormente rischiano il degrado.
A tal scopo abbiamo anche attivato una mail: ladestra.iradelcittadino@gmail.com, alla quale tutti i cittadini di Viterbo e provincia sono invitati a scrivere, per sottoporci i problemi del territorio. Risponderemo personalmente ad ogni mail o segnalazione effettuata presso i nostri gazebo in piazza, facendoci carico di protestare presso le amministrazioni responsabili.
Pierpaolo Pasqua e Umberto Ciucciarelli, La Destra Viterbo
Pubblicato anche da Ontuscia:
http://www.ontuscia.it/notiziaEng.asp?id=10360
Con il Carmine e S. Barbara è già sotto la nostra lente d’ingrandimento, Monterazzano dove il nostro responsabile locale, oltre che dirigente provinciale, Umberto Ciucciarelli sta raccogliendo le numerose lamentele dei cittadini. Questo è il primo di una serie di appuntamenti che vedranno La Destra scendere in strada per difendere i cittadini delle zone urbane di tutta la Provincia di Viterbo che non godono dell’attenzione delle amministrazioni provinciale e comunale e che maggiormente rischiano il degrado.
A tal scopo abbiamo anche attivato una mail: ladestra.iradelcittadino@gmail.com, alla quale tutti i cittadini di Viterbo e provincia sono invitati a scrivere, per sottoporci i problemi del territorio. Risponderemo personalmente ad ogni mail o segnalazione effettuata presso i nostri gazebo in piazza, facendoci carico di protestare presso le amministrazioni responsabili.
Pierpaolo Pasqua e Umberto Ciucciarelli, La Destra Viterbo
Pubblicato anche da Ontuscia:
http://www.ontuscia.it/notiziaEng.asp?id=10360
giovedì 22 ottobre 2009

Si terrà Sabato 24 Ottobre, a Roma, presso la Sede
Nazionale del Partito in Via Luisa di Savoia 16, con inizio
fissato alle ore 15, la 1a Assemblea Regionale di
"Gioventù Italiana", il movimento giovanile de "LaDestra".
Un incontro fortemente voluto dal Segretario Regionale,
Francesco Ciccone, cui prenderanno parte militanti e
dirigenti delle varie realtà, oltre al Segretario
Nazionale, Luca Lorenzi.
Un appuntamento particolarmente importante per quanto
riguarda la riorganizzazione strutturale del movimento
giovanile e la programmazione di quelle che saranno le
prossime iniziative, in vista della fondamentale battaglia
che i giovani de "LaDestra" dovranno sostenere a Marzo 2010
per le Elezioni Regionali ed Amministrative. Un momento di
incontro tra le diverse Federazioni Provinciali di Roma,
Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, nonchè occasione di
sintesi e bilancio del lavoro svolto nei primi due anni di
vita del movimento giovanile.
Dopo una Relazione introduttiva del Segretario Regionale si
provvederà all'istituzione ufficiale del Coordinamento
Regionale di "Gioventù Italiana" ed alla composizione di
ben quattro Dipartimenti di Settore che avranno il compito
di rapportare i progetti e le idee del movimento con
l'esterno, ed in particolare nell'ambito della Scuola,
dell'Università, del Sociale e dell'Associazionismo, ed un
Dipartimento prettamente interno alla struttura che si
occuperà di Formazione, concentrando le energie sui temi
della militanza e dell'Identità.
mercoledì 21 ottobre 2009
Tesseramento ed eventi La Destra nella Tuscia
Dal 25 al 31 ottobre, come richiesto dalla segreteria nazionale ,anche nella nostra provincia daremo vita ad una serie di manifestazioni ed eventi dove oltre che lanciare il tesseramento al partito nell'iniziativa "Nazione e Lavoro"
proporremo problematiche e denunce relative al territorio:
- Domenica 25 a Viterbo dalle ore 9,30 alle ore 13,00 saremo presenti con due gazebo nei quartieri Carmine e Santa Barbara
(per informazioni ulteriori contattare Ciucciarelli Umberto, Pasqua PierPaolo e Brunotti Franco)
- Giovedì a Gallese incontro con i cittadini alle ore 18,30 presso la sala parrocchiale;
oltre al sottoscritto, a Pannucci Reno e al Sen. Signorelli parteciperanno i dirigenti dei collegi provinciali di Civita Castellana 1 e 2 e di Nepi (per informazioni contattare anche Spiga Massimo al 320 8843484)
- Venerdì a Bolsena alle ore 18,00 presso l'Auditorium comunale convegno su "Nazione e Lavoro" nel ricordo del ventennale della morte del politologo e deputato missino Beppe Niccolai; parteciperanno tutti i dirigenti della zona del lago, moderatore Pannucci Reno e come relatori Nando Signorelli, il sottoscritto, Adriano Tilgher e altre personalità anche esterne al partito(verrà fatto in seguito un comunicato a parte e per informazioni più dettagliate si può contattare anche Walter Bianconi).
Pesciaroli Filiberto
proporremo problematiche e denunce relative al territorio:
- Domenica 25 a Viterbo dalle ore 9,30 alle ore 13,00 saremo presenti con due gazebo nei quartieri Carmine e Santa Barbara
(per informazioni ulteriori contattare Ciucciarelli Umberto, Pasqua PierPaolo e Brunotti Franco)
- Giovedì a Gallese incontro con i cittadini alle ore 18,30 presso la sala parrocchiale;
oltre al sottoscritto, a Pannucci Reno e al Sen. Signorelli parteciperanno i dirigenti dei collegi provinciali di Civita Castellana 1 e 2 e di Nepi (per informazioni contattare anche Spiga Massimo al 320 8843484)
- Venerdì a Bolsena alle ore 18,00 presso l'Auditorium comunale convegno su "Nazione e Lavoro" nel ricordo del ventennale della morte del politologo e deputato missino Beppe Niccolai; parteciperanno tutti i dirigenti della zona del lago, moderatore Pannucci Reno e come relatori Nando Signorelli, il sottoscritto, Adriano Tilgher e altre personalità anche esterne al partito(verrà fatto in seguito un comunicato a parte e per informazioni più dettagliate si può contattare anche Walter Bianconi).
Pesciaroli Filiberto
Una decisione che non rende giustizia alla ragazza
Gioventù Italiana intervene sulla decisione della messa in prova per gli otto ragazzi dello stupro a Montalto di Castro.
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Gioventù Italiana, movimento giovanile del partito "La Destra" esprime profondo sgomento per la decisione del tribunale dei minori di Roma che ha concesso la sospensione del processo con messa in prova per gli imputati, accusati del vergognoso crimine di violenza sessuale.
Sospendere il processo per un reato grave come questo è una vergogna che infanga il nostro paese ma che soprattutto mortifica e non rende giustizia alla vittima ed alla sua famiglia.
Oltre tutto, con questa decisione il tribunale minorile si rende protagonista di una campagna comunicativa volta all'insegna della non punibilità per il reato di violenza sessuale.
Questa decisione è criticabile come fu la scelta del sindaco Carai di sperperare denaro pubblico anticipando le spese legali per gli autori dell'efferato crimine, voltando le spalle invece alla vittima; per questo Gioventù Italiana appoggia la scelta del consigliere della pari opportunità, di aprire un conto corrente per sostenere le spese legali della vittima.
Maurizio Matteucci
responsabile provinciale Gioventù italiana
l'articolo è stato anche pubblicato da TusciaWeb:
http://www.tusciaweb.it/notizie/2009/ottobre/21_43gioventu.htm#
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Gioventù Italiana, movimento giovanile del partito "La Destra" esprime profondo sgomento per la decisione del tribunale dei minori di Roma che ha concesso la sospensione del processo con messa in prova per gli imputati, accusati del vergognoso crimine di violenza sessuale.
Sospendere il processo per un reato grave come questo è una vergogna che infanga il nostro paese ma che soprattutto mortifica e non rende giustizia alla vittima ed alla sua famiglia.
Oltre tutto, con questa decisione il tribunale minorile si rende protagonista di una campagna comunicativa volta all'insegna della non punibilità per il reato di violenza sessuale.
Questa decisione è criticabile come fu la scelta del sindaco Carai di sperperare denaro pubblico anticipando le spese legali per gli autori dell'efferato crimine, voltando le spalle invece alla vittima; per questo Gioventù Italiana appoggia la scelta del consigliere della pari opportunità, di aprire un conto corrente per sostenere le spese legali della vittima.
Maurizio Matteucci
responsabile provinciale Gioventù italiana
l'articolo è stato anche pubblicato da TusciaWeb:
http://www.tusciaweb.it/notizie/2009/ottobre/21_43gioventu.htm#
lunedì 19 ottobre 2009
ISLAM A SCUOLA? NO GRAZIE
L’Italia, come tanti altri paesi dell’Europa, non sta attraversando un periodo esaltante e gli italiani sanno benissimo che ci vorrà del tempo e con grandi sacrifici, per superare l’infinità di problematiche che giornalmente devono essere affrontate: il debito pubblico che aumenta sempre più ,l’economia e sviluppo stagnante ed in crisi, infrastrutture poco idonee o del tutto inesistenti, disoccupazione, ammortizzatori sociali, costo della vita che lievita, senza escludere i disastri idrogeologici e ambientali ecc. ecc..
Ci dicono da più parti, Presidenza della Repubblica–Governo– Confindustria–Governatore della Banca d’Italia–economisti– politici di ogni fazione e chi più ne ha più ne metta, che ci vogliono necessariamente le giuste riforme e bisogna anche sbrigarsi; nonostante ciò maggioranza e opposizione non fanno passare un istante senza attaccarsi, accusarsi a vicenda, denigrarsi, delegittimarsi, disinteressandosi di quello che serve a risollevare il Paese e avviare la agognata stagione delle riforme necessarie. Però ,tra un litigio e un altro, qualche intesa tra il centro e la sinistra riescono anche ha trovarla; non ha niente a che fare con le difficoltaà delle tante famiglie per arrivare alla fine del mese, ma fa cronaca, crea opinione e audience.
Una parte autorevole del PDL, che fa capo a Fini, tramite il vice-ministro Urso ha lanciato la proposta dell’insegnamento dell’Islam a scuola: va bene, sono d’accordo, è stata la risposta dell’importante dirigente del PD on.le D’Alema, si può fare ed è giusto! Il sogno di entrambi, l’attuale Presidente della Camera e l’ex Presidente del Consiglio, di una società multiculturale si può realizzare, con il benservito alla nostra tradizione-cultura– appartenenza; d’altra parte se le radici cristiano/giudaiche non sono state inserite nel trattato dell’Unione Europea, perché mai in Italia il cattolicesimo deve essere considerato parte integrante della nostra cultura e società? Se il tricolore e patriottismo hanno perso il giusto valore, se l’Inno Nazionale viene adoperato anche per squallidi spot pubblicitari, chi se ne frega se svanisce anche quest’altro sentimento nazionale?
Islam a scuola? No grazie!
Sarebbe stato forse meglio se avessero proposto, come anche altri comuni cittadini sembra abbiano suggerito, di inserire all’interno della materia scolastica, ”Storia”, la storia di tutte le religioni, d’altronde tante guerre e conflitti ad esse si riferiscono.
Islam a scuola? No grazie!
La conoscenza del cristianesimo e della religione cattolica è indispensabile, non solo ai ragazzi italiani ma soprattutto agli studenti extra-comunitari che vogliono inserirsi e restare nel nostro Paese, per meglio comprendere le nostre usanze, usi, costumi, la nostra cultura.
Indignati nei confronti di chi continua a mettere in discussione il Crocifisso a scuola, negli ospedali e negli uffici pubblici, una legge ci sentiamo di proporre: che ogni rito religioso nelle moschee e luoghi di culto islamici esistenti sul territorio nazionale debba essere obbligatoriamente celebrato in italiano.
Pesciaroli Filiberto – Dir. Naz.le – Segr. Prov.le “La Destra”
Ci dicono da più parti, Presidenza della Repubblica–Governo– Confindustria–Governatore della Banca d’Italia–economisti– politici di ogni fazione e chi più ne ha più ne metta, che ci vogliono necessariamente le giuste riforme e bisogna anche sbrigarsi; nonostante ciò maggioranza e opposizione non fanno passare un istante senza attaccarsi, accusarsi a vicenda, denigrarsi, delegittimarsi, disinteressandosi di quello che serve a risollevare il Paese e avviare la agognata stagione delle riforme necessarie. Però ,tra un litigio e un altro, qualche intesa tra il centro e la sinistra riescono anche ha trovarla; non ha niente a che fare con le difficoltaà delle tante famiglie per arrivare alla fine del mese, ma fa cronaca, crea opinione e audience.
Una parte autorevole del PDL, che fa capo a Fini, tramite il vice-ministro Urso ha lanciato la proposta dell’insegnamento dell’Islam a scuola: va bene, sono d’accordo, è stata la risposta dell’importante dirigente del PD on.le D’Alema, si può fare ed è giusto! Il sogno di entrambi, l’attuale Presidente della Camera e l’ex Presidente del Consiglio, di una società multiculturale si può realizzare, con il benservito alla nostra tradizione-cultura– appartenenza; d’altra parte se le radici cristiano/giudaiche non sono state inserite nel trattato dell’Unione Europea, perché mai in Italia il cattolicesimo deve essere considerato parte integrante della nostra cultura e società? Se il tricolore e patriottismo hanno perso il giusto valore, se l’Inno Nazionale viene adoperato anche per squallidi spot pubblicitari, chi se ne frega se svanisce anche quest’altro sentimento nazionale?
Islam a scuola? No grazie!
Sarebbe stato forse meglio se avessero proposto, come anche altri comuni cittadini sembra abbiano suggerito, di inserire all’interno della materia scolastica, ”Storia”, la storia di tutte le religioni, d’altronde tante guerre e conflitti ad esse si riferiscono.
Islam a scuola? No grazie!
La conoscenza del cristianesimo e della religione cattolica è indispensabile, non solo ai ragazzi italiani ma soprattutto agli studenti extra-comunitari che vogliono inserirsi e restare nel nostro Paese, per meglio comprendere le nostre usanze, usi, costumi, la nostra cultura.
Indignati nei confronti di chi continua a mettere in discussione il Crocifisso a scuola, negli ospedali e negli uffici pubblici, una legge ci sentiamo di proporre: che ogni rito religioso nelle moschee e luoghi di culto islamici esistenti sul territorio nazionale debba essere obbligatoriamente celebrato in italiano.
Pesciaroli Filiberto – Dir. Naz.le – Segr. Prov.le “La Destra”
venerdì 16 ottobre 2009
PAROLE O ISTITUTI [di Adriano Tilgher]
Molto interessante l'editoriale di oggi su:
http://www.ladestranews.it/
di Adriano Tilgher
C’è una parola oggi che va molto di moda ma che nessuno rispetta più,avendo perso il significato originario ed avendo acquisito un senso quasi mitico: democrazia.
Chiunque si avvicini oggi alla politica non può non definirsi democratico. Cosa significa in effetti questa parola? La democrazia è il metodo di governo mediante il quale il popolo sarebbe il gestore del potere e delle pubblica amministrazione. Nel linguaggio comune però da metodo si è trasformato in principio, perdendo di fatti qualsiasi significato; tanto è vero che in questo periodo in cui il sistema parlamentare è bloccato, la legge elettorale esclude vaste fasce di elettorato dalla rappresentatività e i rappresentanti parlamentari non sono più eletti dal popolo ma nominati dai segretari di partito viviamo in un meccanismo totalitario bipolare che con la democrazia ha poco e niente a che vedere. Eppure, come dicevamo, tutti si riempiono la bocca con questa parola quasi ad evocarne il valore taumaturgico e legittimante al punto da far credere di trovarci di fronte ad un nuovo mito.
Anche questo tecnicismo parolaio ha allontanato la gente dalla politica perché non si è trovato riscontro al principio: infatti se da un metodo tiriamo fuori un principio e questo non esiste ed in più il metodo non viene attuato, si crea una frattura insanabile con chi crede in qualcosa che non c’è nella realtà.
Mai come in questo periodo storico la gente, ovvero il popolo, quello che secondo il metodo democratico dovrebbe governare, si è sentito lontano dalla gestione del potere e quindi in contrasto con il principio tanto osannato della democrazia. La disaffezione è frutto di questa truffa parolaia.
La volontà, però, di coloro che gestiscono il potere in questo momento è proprio quella di ridurre i margini di partecipazione popolare per rendere più facile la gestione ed il controllo del potere stesso. Basta pensare a ciò che accade in quella che viene considerata la più grande democrazia del mondo: gli Stati Uniti d’America.
In quella nazione alle ultime elezioni presidenziali, le più partecipate, ha votato poco più del 60% degli iscritti nelle liste elettorali, se però consideriamo che l’iscrizione nelle liste elettorali è facoltativa, ci rendiamo conto che a votare è stata una minoranza anche di scarsa entità.
La risposta, sotto certi aspetti rivoluzionaria, a questo stato di cose è la partecipazione autentica dei cittadini alla vita pubblica.
In un passato quasi recente, questa partecipazione si è realizzata attraverso le corporazioni che erano le strutture verticali di tutte le categorie professionali e produttive. In epoca immediatamente successiva si è cercato di rendere ancora più partecipativo l’impegno soprattutto nelle imprese attraverso la socializzazione, indicando in tal modo la strada per il futuro. Il nostro impegno infatti dovrà essere per la socializzazione di tutto lo stato.
Solo così potremo ridare forza e vigore al principio partecipativo.
Pertanto alla parola democrazia va sostituita la parola partecipazione e da questa dobbiamo far discendere gli istituti rappresentativi.
Impegno gravoso, difficile e controtendenza ma che può effettivamente rivoluzionare le impostazioni sociali moderne.
Adriano Tilgher
http://www.ladestranews.it/
di Adriano Tilgher
C’è una parola oggi che va molto di moda ma che nessuno rispetta più,avendo perso il significato originario ed avendo acquisito un senso quasi mitico: democrazia.
Chiunque si avvicini oggi alla politica non può non definirsi democratico. Cosa significa in effetti questa parola? La democrazia è il metodo di governo mediante il quale il popolo sarebbe il gestore del potere e delle pubblica amministrazione. Nel linguaggio comune però da metodo si è trasformato in principio, perdendo di fatti qualsiasi significato; tanto è vero che in questo periodo in cui il sistema parlamentare è bloccato, la legge elettorale esclude vaste fasce di elettorato dalla rappresentatività e i rappresentanti parlamentari non sono più eletti dal popolo ma nominati dai segretari di partito viviamo in un meccanismo totalitario bipolare che con la democrazia ha poco e niente a che vedere. Eppure, come dicevamo, tutti si riempiono la bocca con questa parola quasi ad evocarne il valore taumaturgico e legittimante al punto da far credere di trovarci di fronte ad un nuovo mito.
Anche questo tecnicismo parolaio ha allontanato la gente dalla politica perché non si è trovato riscontro al principio: infatti se da un metodo tiriamo fuori un principio e questo non esiste ed in più il metodo non viene attuato, si crea una frattura insanabile con chi crede in qualcosa che non c’è nella realtà.
Mai come in questo periodo storico la gente, ovvero il popolo, quello che secondo il metodo democratico dovrebbe governare, si è sentito lontano dalla gestione del potere e quindi in contrasto con il principio tanto osannato della democrazia. La disaffezione è frutto di questa truffa parolaia.
La volontà, però, di coloro che gestiscono il potere in questo momento è proprio quella di ridurre i margini di partecipazione popolare per rendere più facile la gestione ed il controllo del potere stesso. Basta pensare a ciò che accade in quella che viene considerata la più grande democrazia del mondo: gli Stati Uniti d’America.
In quella nazione alle ultime elezioni presidenziali, le più partecipate, ha votato poco più del 60% degli iscritti nelle liste elettorali, se però consideriamo che l’iscrizione nelle liste elettorali è facoltativa, ci rendiamo conto che a votare è stata una minoranza anche di scarsa entità.
La risposta, sotto certi aspetti rivoluzionaria, a questo stato di cose è la partecipazione autentica dei cittadini alla vita pubblica.
In un passato quasi recente, questa partecipazione si è realizzata attraverso le corporazioni che erano le strutture verticali di tutte le categorie professionali e produttive. In epoca immediatamente successiva si è cercato di rendere ancora più partecipativo l’impegno soprattutto nelle imprese attraverso la socializzazione, indicando in tal modo la strada per il futuro. Il nostro impegno infatti dovrà essere per la socializzazione di tutto lo stato.
Solo così potremo ridare forza e vigore al principio partecipativo.
Pertanto alla parola democrazia va sostituita la parola partecipazione e da questa dobbiamo far discendere gli istituti rappresentativi.
Impegno gravoso, difficile e controtendenza ma che può effettivamente rivoluzionare le impostazioni sociali moderne.
Adriano Tilgher
martedì 13 ottobre 2009
Campagna tesseramento 2009 - 2010

Dal 25 al 31 Ottobre si svolgerà la Settimana Nazionale del Tesseramento de La Destra, quest’anno dedicata ad un grande leader della destra politica nazionale, Beppe Niccolai.
Il costo della tessera è di venti euro e l’iscrizione è valida dal 2009 fino al 31 dicembre 2010.
Per iscriversi potete rivolgervi alla nostra Federazione di Viterbo.
Boicottiamo Calzedonia
“Fratelli d’Italia” ! se Mameli fosse stato capace di prevedere cosa avviene ai giorni nostri certamente non avrebbe scritto “l’Italia s’è desta”, bensì Italia sottomessa e insozzata.
E’ stato veramente vergognoso assistere alla messa in onda dello spot della azienda veronese, Calzedonia, dove per pubblicizzare calze si gioca con l’inno nazionale; vergognoso ritengo anche il comportamento delle emittenti televisive che, pur di accumulare introiti pubblicitari, non lo hanno censurato prima.
D’altra parte oggi chiunque si può sentire autorizzato ad insultare anche cose nobili, come “Fratelli d’Italia”, visto che per l’intera estate ministri e parlamentari hanno denigrato il tricolore e gli italiani del sud; visto che siamo in mano a politici preoccupati soprattutto del potere e ad accumulare fortune; visto che gran parte dei magistrati sono più attenti ad apparire su giornali e tv piuttosto che ad amministrare la giustizia.
Purtroppo insultare l’inno e oltraggiare la bandiera non colpisce alcun portafoglio e gli interessi di quei potenti che dell’Italia e del benessere degli italiani se ne fregano,
sono tutti troppo occupati in ben altre faccende; a sinistra a sostenere i contendenti alla segreteria, al centro a difendere il sommo capo, dietro le quinte e nei cespugli ciascuno, nessuno escluso, a conquistare qualche scampolo di potere da togliere persino ai propri alleati.
Che profonda tristezza! Come immediata reazione invito a boicottare i prodotti pubblicizzati dalla ditta Calzedonia, sperando che lo spot venga da ogni emittente sospeso e intervenga la Magistratura a colpire gli autori.
Che profonda amarezza! Constatare il degrado della nostra società, senza più valori, dove chi muore per la patria è uno stupido e chi invece riesce a truffare il prossimo è un genio.
Che profonda rabbia! Oggi più che mai c’è bisogno di ripristinare i giusti Valori, di una giusta spinta morale, di un forte impegno civile e civico.
Pesciaroli Filiberto – Dir. naz.le – Segr. Prov.le de “La Destra“
------------------------------------------------------------------------------
e vi proponiamo a riguardo, anche l'articolo del nostro Dirigente Nazionale Adriano Tilgher pubblicato su http://www.ladestranews.it/editoriale/povera-italia.html :
POVERA ITALIA!
Veramente non c’è più vergogna. Con il denaro si ha il diritto di sporcare e violentare qualsiasi cosa. Ho assistito oggi ad un qualcosa di indefinibile ed inqualificabile: su una delle emittenti televisive più seguite d’Italia ho visto una pubblicità di calze da donna. Fin qua poco o niente di strano, la cosa stomachevole è che per pubblicizzarle si utilizza una versione “gracchiata” dell’inno nazionale.
Pensare che per quell’inno sono morti tanti Italiani, sono state concesse medaglie d’oro, quasi sempre alla memoria, medaglie di argento, di bronzo. Quell’inno rappresenta l’Italia, la nostra storia, la vita dei nostri genitori e dei nostri antenati, il sudore ed il sangue di quanti hanno lottato, prima, per fare l’Italia, dopo, per proteggerla e difenderla e per tentare di farla grande. …E noi permettiamo che il nostro inno, che per noi rappresenta tanto, tutto, per il quale molti hanno dato la loro vita, anche di recente, in lontane ed inospitali terre e per il quale tutti dovremmo essere pronti al sacrificio, diventi veicolo di commercializzazione e di mercato.
Non ho parole, ma che si aspetta a sequestrare lo spot, ad arrestarne gli autori, a comminare multe pesantissime alla società committente ed all’emittente televisiva. L’unica cosa che posso fare io e la farò è boicottare il prodotto pubblicizzato, il resto spetta al Governo ed al Presidente della Repubblica, alla Magistratura.
D’altra parte questa estate abbiamo lasciato impunito un ministro che ha osato pubblicamente insultare inno e bandiera nazionale, per cui tutti si sentono autorizzati ad insultare ciò che di più caro e di più nobile dovrebbe esserci in uno stato che si rispetti.
Povera Italia! Come sei caduta in basso: in mano a politici incapaci perché preoccupati soprattutto di accumulare fortune, di poco chiara provenienza, per loro, i loro figli ed i loro discendenti; in mano a magistrati inefficienti perché attenti, nella maggior parte dei casi, più ad apparire sui giornali che ad amministrare giustizia; in mano a burocrati privi di senso pratico, perché in tal modo riescono a rendere difficili le cose semplici ed in queste situazioni diventa più facile, quasi indispensabile, convincere a comperare “l’olio” per “ungere” gli ingranaggi.
E noi assistiamo impotenti allo scempio di tutto ciò che di più sacro esiste, come se fosse tutto scontato , tutto dovuto: non una voce di protesta, non un gesto di ribellione, tutto tace. D’altra parte insultare l’inno, oltraggiare la bandiera non tocca il portafoglio di nessuno, non colpisce gli interessi dei potenti, troppo occupati a sinistra a vedere chi vince tra i contendenti alla segreteria, a destra a difendere il sommo capo, nei cespugli a ritagliarsi fette di presunto potere a scapito dei propri alleati. Questo a dimostrazione di quanto a tutti costoro, nessuno escluso, stia a cuore l’Italia ed il benessere degli Italiani.
Una profonda amarezza ed una tremenda rabbia mi attanagliano, da una parte mi viene voglia di piangere dalla disperazione, dall’altra aumenta il mio desiderio di lotta e di azione per cacciarli, punirli, relegarli nelle nostre carceri più dure per averci ridotto in questa ignobile condizione di degrado dove più nulla è sacro, niente ha valore imperituro, dove chi è morto per la patria è uno stupido e chi invece ha truffato il prossimo è un genio. Oggi più che mai c’è bisogno di una forte spinta morale, di ripristinare i giusti Valori, di riappropriarci dei grandi esempi di cui l’Italia è stata piena. Oggi c’è bisogno di impegno civile e civico, di uomini di buona volontà
Oggi più di ieri: BOIA CHI MOLLA!
Adriano Tilgher
E’ stato veramente vergognoso assistere alla messa in onda dello spot della azienda veronese, Calzedonia, dove per pubblicizzare calze si gioca con l’inno nazionale; vergognoso ritengo anche il comportamento delle emittenti televisive che, pur di accumulare introiti pubblicitari, non lo hanno censurato prima.
D’altra parte oggi chiunque si può sentire autorizzato ad insultare anche cose nobili, come “Fratelli d’Italia”, visto che per l’intera estate ministri e parlamentari hanno denigrato il tricolore e gli italiani del sud; visto che siamo in mano a politici preoccupati soprattutto del potere e ad accumulare fortune; visto che gran parte dei magistrati sono più attenti ad apparire su giornali e tv piuttosto che ad amministrare la giustizia.
Purtroppo insultare l’inno e oltraggiare la bandiera non colpisce alcun portafoglio e gli interessi di quei potenti che dell’Italia e del benessere degli italiani se ne fregano,
sono tutti troppo occupati in ben altre faccende; a sinistra a sostenere i contendenti alla segreteria, al centro a difendere il sommo capo, dietro le quinte e nei cespugli ciascuno, nessuno escluso, a conquistare qualche scampolo di potere da togliere persino ai propri alleati.
Che profonda tristezza! Come immediata reazione invito a boicottare i prodotti pubblicizzati dalla ditta Calzedonia, sperando che lo spot venga da ogni emittente sospeso e intervenga la Magistratura a colpire gli autori.
Che profonda amarezza! Constatare il degrado della nostra società, senza più valori, dove chi muore per la patria è uno stupido e chi invece riesce a truffare il prossimo è un genio.
Che profonda rabbia! Oggi più che mai c’è bisogno di ripristinare i giusti Valori, di una giusta spinta morale, di un forte impegno civile e civico.
Pesciaroli Filiberto – Dir. naz.le – Segr. Prov.le de “La Destra“
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e vi proponiamo a riguardo, anche l'articolo del nostro Dirigente Nazionale Adriano Tilgher pubblicato su http://www.ladestranews.it/editoriale/povera-italia.html :
POVERA ITALIA!
Veramente non c’è più vergogna. Con il denaro si ha il diritto di sporcare e violentare qualsiasi cosa. Ho assistito oggi ad un qualcosa di indefinibile ed inqualificabile: su una delle emittenti televisive più seguite d’Italia ho visto una pubblicità di calze da donna. Fin qua poco o niente di strano, la cosa stomachevole è che per pubblicizzarle si utilizza una versione “gracchiata” dell’inno nazionale.
Pensare che per quell’inno sono morti tanti Italiani, sono state concesse medaglie d’oro, quasi sempre alla memoria, medaglie di argento, di bronzo. Quell’inno rappresenta l’Italia, la nostra storia, la vita dei nostri genitori e dei nostri antenati, il sudore ed il sangue di quanti hanno lottato, prima, per fare l’Italia, dopo, per proteggerla e difenderla e per tentare di farla grande. …E noi permettiamo che il nostro inno, che per noi rappresenta tanto, tutto, per il quale molti hanno dato la loro vita, anche di recente, in lontane ed inospitali terre e per il quale tutti dovremmo essere pronti al sacrificio, diventi veicolo di commercializzazione e di mercato.
Non ho parole, ma che si aspetta a sequestrare lo spot, ad arrestarne gli autori, a comminare multe pesantissime alla società committente ed all’emittente televisiva. L’unica cosa che posso fare io e la farò è boicottare il prodotto pubblicizzato, il resto spetta al Governo ed al Presidente della Repubblica, alla Magistratura.
D’altra parte questa estate abbiamo lasciato impunito un ministro che ha osato pubblicamente insultare inno e bandiera nazionale, per cui tutti si sentono autorizzati ad insultare ciò che di più caro e di più nobile dovrebbe esserci in uno stato che si rispetti.
Povera Italia! Come sei caduta in basso: in mano a politici incapaci perché preoccupati soprattutto di accumulare fortune, di poco chiara provenienza, per loro, i loro figli ed i loro discendenti; in mano a magistrati inefficienti perché attenti, nella maggior parte dei casi, più ad apparire sui giornali che ad amministrare giustizia; in mano a burocrati privi di senso pratico, perché in tal modo riescono a rendere difficili le cose semplici ed in queste situazioni diventa più facile, quasi indispensabile, convincere a comperare “l’olio” per “ungere” gli ingranaggi.
E noi assistiamo impotenti allo scempio di tutto ciò che di più sacro esiste, come se fosse tutto scontato , tutto dovuto: non una voce di protesta, non un gesto di ribellione, tutto tace. D’altra parte insultare l’inno, oltraggiare la bandiera non tocca il portafoglio di nessuno, non colpisce gli interessi dei potenti, troppo occupati a sinistra a vedere chi vince tra i contendenti alla segreteria, a destra a difendere il sommo capo, nei cespugli a ritagliarsi fette di presunto potere a scapito dei propri alleati. Questo a dimostrazione di quanto a tutti costoro, nessuno escluso, stia a cuore l’Italia ed il benessere degli Italiani.
Una profonda amarezza ed una tremenda rabbia mi attanagliano, da una parte mi viene voglia di piangere dalla disperazione, dall’altra aumenta il mio desiderio di lotta e di azione per cacciarli, punirli, relegarli nelle nostre carceri più dure per averci ridotto in questa ignobile condizione di degrado dove più nulla è sacro, niente ha valore imperituro, dove chi è morto per la patria è uno stupido e chi invece ha truffato il prossimo è un genio. Oggi più che mai c’è bisogno di una forte spinta morale, di ripristinare i giusti Valori, di riappropriarci dei grandi esempi di cui l’Italia è stata piena. Oggi c’è bisogno di impegno civile e civico, di uomini di buona volontà
Oggi più di ieri: BOIA CHI MOLLA!
Adriano Tilgher
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