venerdì 27 novembre 2009

Da "il Giornale del 14 novembre


Vi proponiamo un comunicato stampa del nostro egretario Provinciale Filiberto Pesciaroli, relativo a un articolo che è stato anche pubblicato su "il Giornale" del 14 novembre.

giovedì 26 novembre 2009

Domanda scrutatori di seggio


Per chi volesse fare lo scrutatore di seggio alle prossime elezioni amministrative, deve fare la domanda entro il 30 novembre, vi inseriamo qui il modulo che potrete stampare, compilare e consegnare al vostro Comune;
mancano solo 4 giorni, affrettatevi.

venerdì 20 novembre 2009

LA POLITICA DELLE TRE MANI? Per Votare “LA DESTRA” ne basta una!

Questa la lettera di un lettore di newtuscia, a cui il nostro segretario proviciale risponde:

http://www.newtuscia.it/interna.asp?idPag=8860

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La risposta di Filiberto Pesciaroli:

Senza polemica e con serenità ritengo doveroso e utile per i lettori rispondere e fare chiarezza su alcune considerazioni espresse in un articolo apparso sulla Stampa a firma di Rea Giuseppe, “un vero elettore di Destra”.

Iniziamo dalla nascita de “La Destra”. Storace, Buontempo ed altri non decisero di fondare un partito nuovo per il solo motivo che Fini non convocava congressi di AN, è stata una scelta politica; la volontà, alla luce del percorso ormai avviato dallo stesso Fini di collocarsi sempre più al centro, di tenere accesa la fiamma della destra italiana. Un progetto ambizioso, alleati con coloro che avrebbero dato poi vita al partito unico PDL, in una coalizione opposta alle sinistre dove la nostra presenza si riteneva necessaria al fine di difendere lo stato sociale , l’identità nazionale e senza dimenticarsi delle battaglie politiche caratterizzanti della destra italiana come per esempio il presidenzialismo. Progetto avvalorato dalla presenza del Presidente Berlusconi alla Costituente fondativa del partito nel novembre 2007 a Roma e a significare che “La Destra” nasce per stare nel centro-destra.

A distanza di due anni, dopo varie vicende anche spiacevoli e tornate elettorali non fortunate, in occasione delle prossime regionali e amministrative è come essere quindi ripartiti da quella Costituente, in virtù dell’intesa formalizzata con il PDL per sottrarre alla sinistra le amministrazioni territoriali. Intesa trovata da soli con lo stesso Berlusconi e senza interferire, giustamente, in altre alleanze che riterrà opportune allo scopo, intesa che dimostra la forza e coerenza del partito legata innanzitutto all’identità del proprio simbolo e che ci vedrà parte attiva in tutta Italia. Alleati certo, alleati corretti, non omologati ma ben distinti, pronti sempre a contestare le schizofrenie anti inno e bandiera della Lega, a contrastare tutti quei provvedimenti dannosi per la collettività sia se emanati dal Governo o da Amministrazioni locali, ad impegnarci per i due punti cardine della nostra azione politica, cioè Nazione e Lavoro.

Passando alle vicende locali inerenti alle comunali di Viterbo del 2008 che hanno visto capeggiare la nostra lista da Peruzzi Talucci Giuseppe, candidatura approvata e sostenuta dalla maggioranza dei dirigenti e iscritti della sezione cittadina, posso tranquillamente affermare che nessuno, neanche Storace, ci ha obbligati a presentarci da soli al primo turno; la verità è che da parte del PDL non c’è stata alcuna chiamata o proposta per evitarlo, nonostante il sottoscritto avesse richiesto incontri ai responsabili sia di AN che di FI. Incontro che è poi avvenuto, tutti i nostri militanti viterbesi concordi, con Marini alla vigilia del ballottaggio dove fu anche sottoscritto un accordo per appoggiare la sua candidatura a Sindaco.

Pensando a quanto in seguito avvenuto, cioè con Peruzzi che passava immediatamente ad altro movimento, forse avremmo fatto meglio a seguire le indicazioni della Direzione Nazionale del partito che ci suggeriva un candidato diverso, e se oggi “La Destra” e “Fiamma Tricolore”, così era denominata la lista , non sono più rappresentati al comune di Viterbo il mea culpa pertanto lo dobbiamo fare tutti quanti.

Per ultimo un appello agli elettori che si sentono di destra, che non abbiano nessun timore! Nella prossima primavera non serviranno tre mani, ne basterà una per ciascuno, ma ce ne vorranno tante, tantissime e pronte a sbarrare il nostro simbolo e scegliere i nostri candidati; più “La Destra” sarà forte nella coalizione anti-sinistra, maggiori saranno le garanzie per i cittadini, garanzie sulle questioni sociali, sulla sicurezza, per la lotta contro la droga – alcool – degrado, garanzie per la legalità amministrativa e ambientale, garanzie per l’attuazione del programma legislativo presentato agli elettori.

Pesciaroli Filiberto – Dir. Naz.le – Segr. Prov.le de “La Destra”

lunedì 16 novembre 2009

INTESA PER LE REGIONALI

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto ieri a Palazzo Chigi i vertici de La Destra, rappresentata dal segretario Storace e dal presidente Buontempo, a seguito della conferenza programmatica del movimento.
Il Pdl e La Destra, si legge in una nota, concorreranno insieme alle elezioni regionali, con formale apparentamento, in alternativa alle sinistre.
“Sarà l’ufficio di presidenza del Pdl a indicare le modalità alle strutture regionali per la definizione dei programmi elettorali, della partecipazione ai premi di maggioranza sul territorio e delle responsabilità di governo nelle regioni dove la coalizione si affermerà. Analogamente si procederà per le coincidenti elezioni amministrative”, conclude la nota.

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La nota diffusa da Palazzo Chigi conferma la linea emersa al Comitato centrale de La Destra e nell’ultima Conferenza programmatica di Pomezia. Il nostro Movimento sarà in tutta Italia parte attiva e determinante della battaglia di alternativa per sconfiggere nel territorio la sinistra.
Ho convocato per mercoledì prossimo, alle ore 12,30, l’esecutivo politico de La Destra per discutere sulle modalità di avvio della campagna per le regionali e le amministrative, in vista degli appuntamenti di metà dicembre con i segretari regionali e provinciali e di metà febbraio con la grande manifestazione popolare che si terrà a Napoli.

domenica 15 novembre 2009

"13 Febbraio 2010" di Francesco Storace

C’è una data da mettere in agenda e da far conoscere a tutti.
Sabato 13 febbraio 2010, di nuovo La Destra in piazza. A Napoli, come un anno fa.
C’è bisogno di piazza, c’è bisogno di una forza politica di destra autentica, che scelga il popolo alla vigilia di elezioni regionali decisive per l’Italia. E lo faremo ancora a Napoli, che ancora oggi è rappresentante di quelle troppe differenze sociali che la politica non è riuscita ancora a ricucire.

In queste settimane dovremo lavorare all’organizzazione dell’evento – dovremo portare molte migliaia di militanti nel capoluogo campano – e alla piattaforma politico-sociale della manifestazione.
Sarà il momento adatto a presentare il patto con l’Italia su questioni essenziali; sarà il giorno in cui annunceremo come intenderemo tradurre nelle istituzioni in cui entreremo il movimento della Nazione e del Lavoro a cui intendiamo dare rappresentanza.

Se ha un senso l’intesa con il Pdl per battere la sinistra nel territorio alle elezioni di marzo, esso sta soprattutto nel tasso di innovazione sociale con cui saremo capaci, con i consensi che dobbiamo raccogliere, di caratterizzare le istituzioni locali, regioni, province, comuni.

Sarà Gioventù italiana ad essere di nuovo in prima fila. Voglio molto bene a questi nostri ragazzi, facce pulite che non hanno bisogno di estremismo e che preferiscono rivendicare intransigenza. E’ su di essi che dobbiamo puntare per mantenere vivi i nostri valori.
Saranno i cittadini normali ad essere protagonisti della manifestazione di Napoli, perché lo sono ogni volta che portiamo avanti battaglie popolari.
E lo faremo anche in un’alleanza in cui non tutti ci sono simpatici, così come sappiamo che anche noi non saremo amati da tutti. Ma quel che sarà importante sarà il linguaggio con cui ci presenteremo, le proposte che lanceremo.
Con il simbolo di cui siamo orgogliosi.

Vogliamo rivendicare il diritto alla proprietà della casa per tutti con il mutuo sociale.
Vogliamo mettere in pratica modelli di partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle imprese, a cominciare da quelle pubbliche partecipate dalle istituzioni.
Vogliamo contrasto alle troppe morti bianche che fanno versare lacrime amare al Paese.
Vogliamo politiche di inclusione per chi è abbandonato alla disabilità.
Vogliamo garantire acqua pubblica.
Vogliamo scegliere il popolo nel conflitto con le banche.
Vogliamo che i servizi sociali e le case popolari siano garantiti prima agli italiani e poi agli stranieri.
Vogliamo una politica capace di comprendere che c’è bisogno di coesione sociale.
Vogliamo una politica capace di puntare sul presidenzialismo a garanzia di unità nazionale.

C’è un programma ambizioso, c’è una destra pronta a combattere la buona battaglia. Il 13 dicembre riunirò i segretari provinciali e regionali per l’organizzazione del corteo di Napoli e per l’avvio delle iniziative elettorali.
Ci aspetta una bella stagione.
Francesco Storace

sabato 14 novembre 2009

A 20 ANNI DA BERLINO TANTI I MURI DA ABBATTERE

Vi proponiamo l'interessante articolo del nostro Segretario Provinciale Filiberto Pesciaroli, del 9 novembre, in occasione del ventennale della caduta del muro di Berlino e rivolto prevalentemente ai giovani;

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Fra i commenti letti sul ventennale della caduta del muro di Berlino, sento di rivolgere l’attenzione all’articolo apparso sulla stampa viterbese a firma di Rotelli Mauro; fa benissimo ad evidenziare l’esistenza di tanti altri muri, quelli di certi stati e regimi che ancora comprimono le libertà e quelli che ostacolano e rendono difficile la vita e la crescita di tanti giovani. Difficoltà giornaliere, il lavoro, la casa, la fatica a creare una propria famiglia ecc., che non permettono appieno di programmare un futuro. Sono i tanti muri della società attuale, globale, liberista e asservita al mercato dove ogni persona diventa un numero. I muri che stanno via via cancellando i valori fondanti della nostra cultura e identità,i muri che hanno esiliato capacità e meriti a favore dell’immagine, sempre più apparire e sempre meno essere; i muri dove si deve arrivare più in alto possibile e più in fretta possibile, dove più possiedi e più conti e ottieni, dove non esiste vergogna ad inchinarsi al potente di turno, dove facilmente si vende la propria persona e si perde la dignità.

Nel rivolgermi ai giovani mi preme rilevare però anche quei muri eretti dalla politica italiana, soprattutto uno che è durato per tanti anni e, purtroppo, continua a restare in piedi.

Se è vero, come è vero, che il 9 novembre 1989 a Berlino finiva quel comunismo che governava l’intera Europa dell’est e il crollo del muro coincideva con il crollo dell’impero sovietico, perché non dare i giusti meriti a chi, da Destra come MSI, Giovane Italia(quella si’ autentica) prima e Fronte della Gioventù poi, ha sempre avversato quel modello di società, al pari dell’imperialismo economico degli USA? Rivendichiamo l’aver sempre sventolato la bandiera dell’anticomunismo nonostante le molteplici avversità, da soli, bistrattati, vilipesi, odiati, sprangati e manganellati, quando ci andava bene, e anche uccisi in quegli anni bui settanta e ottanta. Oggi, anche a nome degli amici che non ci sono più, giovani vite barbaramente stroncate, con orgoglio possiamo dire che avevamo ragione a contrastare quel mondo, anticipammo la storia; avevamo ragione da giovani ribelli quali eravamo, idealisti, nazionali, identitari e che amavano cantare “Il Domani ci appartiene”.

Un invito quindi alle nuove generazioni: tornatelo a cantare anche voi, il domani vi appartiene, vi deve appartenere, con carattere e personalità fate la vostra rivoluzione, iniziando ad abbattere quei muri che vi costruite da soli, quelli peggiori, del becero bullismo, dello sballo da droga e alcool che vi annebbia; combatteteli con ogni mezzo e non permettete a nessuno e a nessuna cosa di impedirvi di sognare l’avvenire.

Pesciaroli Filiberto – Dir.Naz.le – Segr. prov.le de “La Destra”

mercoledì 11 novembre 2009

"IL PARCHETTO GIOCHI DI PIAZZALE PORSENNA VA SUBITO MESSO IN SICUREZZA"

Da quando è attivo il nostro indirizzo di posta elettronica: ladestra.iradelcittadino@gmail.com, numerose lettere di protesta sono arrivate in federazione. Risponderemo direttamente ad ogni singola segnalazione e abbiamo deciso di rendere pubblico l’appello di alcune di queste data la pericolosità del problema segnalato.

Come già evidenziato da La Destra quando intervenuta a Santa Barbara, nel parchetto giochi di piazzale Porsenna, dove si è probabilmente rimosso un gioco, è stato lasciato, affiorante in mezzo agli altri giochi, un grosso bullone di acciaio che costituisce un pericolo immediato per i nostri bambini. Ce lo scrivono i signori Sabrina e Leonardo S., la signora Giulia B., la famiglia C., i signori Mimmo e Iris C. e altri che non hanno firmato le missive.

Invitiamo ufficialmente il Comune a provvedere al più presto nell’interesse di tutte le famiglie di Santa Barbara. Si richiede inoltre l'attivazione della fontanella per l’acqua pubblica nel medesimo piazzale.

Pierpaolo Pasqua - La Destra Viterbo

pubblicato anche da ontuscia che ha anche inserito una foto del pericoloso bullone:

http://www.ontuscia.it/notiziaEng.asp?id=11049

martedì 10 novembre 2009

SECONDA CONFERENZA PROGRAMMATICA - NAZIONE E LAVORO

Si è conclusa con una ovazione la chiusura della “Seconda Conferenza Programmatica” con la presenza dei dirigenti del nostro partito arrivati da tutta Italia. L'abbiamo scritto ieri - ci ripetiamo oggi – tutti bravi i relatori che hanno permesso di stilare un documento di peso politico, morale ed etico importante: “per gli ideali si è pronti a morire” o come ha detto il Presidente Teodoro Bontempo: “nel centro destra ci vogliamo stare ma con la nostra identità”.

Non entreremo nel dettaglio, poiché, sono state molte le relazioni, tutte interessanti e di valore, ma almeno i nomi dei relatori li vogliamo citare per il contributo che hanno dato anche per la riuscita della “Conferenza Programmatica”.

Sul tema: “Identità politica e culturale” sono intervenuti: Antonio Del Prete, “Responsabile Settore Università e Ricerca scientificasabile Dipartimento Programma; Gino Ioppolo, Segretario regionale della Sicilia; Gabriele Limido, Segretario regionale della Calabria; Nello Musumeci Dirigente Nazionale; Luca Lorenzi, Responsabile nazionale Gioventù italiana; Carlo Maria Breschi, Ufficio del programma; Ruggero Razza, Responsabile Dipartimento per le Politiche culturali; Stella Mele, Responsabile Settore iniziative speciali; Michele Rallo, Segretario provinciale di Trapani; Fabrizio Carbone, Responsabile italiani all'estero; Antonio Mazzella, Responsabile segreteria politica.

dsc_0256.jpgSul tema: “Contesto istituzionale ed elettorale” sono intervenuti: Annarita Guarracino, Responsabile Settore Pari Opportunità-Donne; Andrea Sabbatini, Settore editoria; Rodolfo Sideri, Scuola di Partito; Titti Monteleone, Segretario regionale del Veneto; Gianni Musetti, Responsabile Settore Comuni; Filippo Cangemi, Responsabile Dipartimento Politiche Istituzionali; Paolo Agostinacchio, Segretario regionale della Puglia e Responsabile Dipartimento Enti Locali; Livio Proietti, Segretario Amministrativo; Bruno Esposito, Responsabile della Organizzazione; Luigi D'Eramo, Responsabile Settore tesseramento; Maurizio Bruno, Responsabile Settore elettorele Vittorio Messa, Segretario regionale del Lazio; Giuseppe Lonero, Segretario regionale del Lazio; Monica Nassisi, Responsabile Settore giustizia; Walter Stafoggia, Segretario regionale delle Marche e Responsabile Settore editoria.

Sul tema: “Economia e Stato sociale” sono intervenuti: Paolo Chiarenza, Responsabile Settore per le Relazioni sindacali-Nuclei d'ambiente; Alberto Arrighi, Responsabile Dipartimento economico-Attività produttive; Nicola Di Donna, Dirigente regionale Puglia; Ernesto Pezzetta, Segretario dsc_0260.jpgprovinciale; Angelo Scognamiglio, Responsabile Centri Studi sociali ed economici; Giuseppe Mistretta, Responsabile Settore province; Patrizia Rigliaco, Responsabile Politiche per la famiglia; Mauro Nocelli, Responsabile Settore energia; Lello Candido, Responsabile Settore credito ed assicurazioni.

Molto entusiasmo ed apprezzamento sono arrivati dagli interventi degli ospiti: Renata Polverini, Segretario Generale UGL; Giuseppe Scoppelliti, Sindaco di Reggio Calabria; Ignazio La Russa, Ministro della Difesa.

Accolte con una grande ovazione le relazioni del Segretario Nazionale, Francesco Storace, che abbiamo pubblicato in sintesi e del Presidente Nazionale Teodoro Bontempo che ha chiuso i lavori della manifestazione.

Da segnalare gli interventi di Roberto Bonasorte, Commissario della Federazione di Roma e provincia; Carmine Mancini, Consigliere provinciale di Isernia; Luciano Auriemma, Responsabile del Settore immagine mass media ed internet con una relazione in slidw show esposta da Rosa Rita La Marca, Ufficio Internet Community.

Ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcuno.

Alla fine della manifestazione è scaturita una piattaforma politico sociale che ha permesso di tradurla in un documento che Adriano Tilgher - complimenti per il suo ottimo intervento - ha sintetizzato per la pubblicazione.

Pier Giorgio Francia



IL DOCUMENTO

La Destra deve rappresentare qualcosa di inedito nel panorama della politica italiana avviando una Nuova Sintesi nazionale e sociale con una concezione ed una mentalità diverse della politica che oramai disgusta i tre quarti degli Italiani e soprattutto i giovani, anche perché i movimenti ed i partiti non sono credibili nell’intercettare le fasce del malessere.

Queste sono formate dal vasto neo-proletariato culturale e sociale che si raccorda sempre più a quella che fu la piccola e media borghesia schiacciata dal neoliberismo che ne riduce il ruolo sociale costruito attorno al concetto di sicurezza minacciata oggi dalla disoccupazione, dalla delinquenza più o meno organizzata, dai tagli allo stato sociale, alla sanità, alla scuola, alla previdenza.

Fasce sociali che tendono, per la logica stessa del capitalismo, a diventare sempre più povere e prive di rappresentanza: operai, disoccupati, sottoccupati, pensionati, ...studenti, commercianti, artigiani, professionisti, ...piccola e media industria.

I partiti nelle loro varie espressioni viaggiano tutti verso la perdita di rappresentanza che ormai è già una realtà: vota ormai sempre meno gente e lo fa o per convenienza o perché ancora si appiglia ad una speranza malriposta di cambiamento.

Una chiara collocazione si impone insieme ad un nuovo progetto che sappia cogliere le ansie e le aspettative che partono dalle fasce colpite dalla globalizzazione culturale, economica, di pensiero, etnica, per rivendicare il diritto all’autonomia. Autonomia della persona e del popolo dalla soffocante dittatura dei partiti, dei sindacati, dei mass – media asserviti alle logiche del pensiero unico economicista, dalla clientela e dalla corruzione, postulato principe di questo sistema di potere, dal sottosviluppo di intere aree del paese, dal ricatto della disoccupazione e della miseria che attanaglia sempre più famiglie italiane, dalla mancanza dei più elementari servizi sociali tagliati in omaggio ai parametri di Maastricht, dall'annichilimento consumista e dagli pseudo – valori occidentali, dal capitale e dalle sue forme odiose di sfruttamento e di costruzione del sistema sociale sull'appartenenza a classi formate in base al criterio economico.
La Destra deve rappresentare la rabbia di milioni di esclusi dal circuito neoliberista che si organizzano in un partito che si apre spazi sia nelle istituzioni, concorrendo alle elezioni, sia sul terreno dell'intervento politico laddove sorgano in modo evidente le contraddizioni più stridenti tra le necessità popolari ed il progetto di annientamento dell'identità nazionale e sociale portato avanti dal neoliberismo.

Non basta, dobbiamo elaborare una nostra originale Idea di Stato ed un'analisi rigorosa delle dinamiche sociali ed economiche che ci evitino di cadere in facili semplificazioni dei problemi, come nel caso dell'immigrazione, per capire qual è il tipo di società che auspichiamo, la nostra concezione della proprietà privata e dei mezzi di produzione, la nostra visione geopolitica che oggi non può fare a meno di considerare il nuovo peso che stanno acquistando la Russia, la Cina e l’India.

La Geopolitica è la Scienza che studia i rapporti tra il fattore Politico e il dato Geografico nella storia interna ed estera dei popoli e delle masse continentali. La geopolitica può veramente divenire strumento prioritario di lotta oltre ad offrire la chiave interpretativa dei fatti correnti; una chiave che ci permetterà di aprire molte porte finora per noi precluse in partenza da pregiudiziali ideologiche tanto obsolete quanto dure a morire.

Alla luce della geopolitica l’immigrazione indiscriminata non è soltanto un problema di ordine pubblico, che va affrontato comunque con risolutezza e senza infingimenti, ma è un fenomeno epocale generato dalle sciagurate politiche liberiste sovranazionali che hanno reso drammatiche le condizioni dei popoli disagiati.

E’ contro questi nemici, e non contro i reietti della terra, che va indirizzata la nostra lotta. Per restituire, a chi le ha perse, le proprie radici, la propria cultura, la propria terra.

Dobbiamo delineare la nostra concezione del lavoro sempre più fattore di alienazione individuale che espressione di creatività al servizio della Comunità. Una moderna concezione del lavoro, non consiste nelle forme di precariato, quali oggi siamo abituati a vedere nella logica del lavoro come costo di produzione, ma nella versatilità e varietà di apporti alla crescita sociale ed economica di una comunità, nella logica del lavoro come elemento base per la dignità dell'uomo e per la crescita di un popolo.

La Destra deve dare voce, forza e credibilità agli interessi nazionali e popolari schiacciati dallo strapotere delle lobbies economico finanziarie, multinazionali ed apolidi. La percezione dell'assenza di un'opposizione al liberismo crea uno spazio politico enorme e disponibile solo che si abbia la forza ed il coraggio di occuparlo nonostante le barriere difensive che la logica del falso bipartitismo crea, per esempio con assurde e liberticide leggi elettorali.

Dichiararsi, sic et simpliciter, alternativi al liberalcapitalismo non è sufficiente se non si pone un progetto realmente alternativo e credibile sul piano economico e sociale: la Socializzazione, non solo delle imprese, ma della intera società che vuol dire improntare tutta la costruzione societaria ad un comunitarismo che parta dai mezzi di produzione, recuperi la funzione sociale dei beni privati, ed arrivi al ruolo sociale che deve abolire la categoria “spirituale” ed economica del consumatore borghese moderno. Accanto alla socializzazione, va approfondito tutto il filone dell'autogestione dei mezzi di produzione che rappresenta un tentativo valido di spezzare a monte la logica del profitto e che può rappresentare coniugato ad un federalismo costruito intorno all'Idea forza dell'Europa dei popoli un passo in avanti significativo per avviare un percorso autentico ed originale di autonomia da schemi precostituiti.

Siamo, e saremo sempre, in particolare, con i diseredati della Terra, gli emarginati, gli oppressi, gli sfruttati, le categorie più deboli e indifese della società e con chiunque lotti per l'EQUITÀ’ e il diritto di ogni membro della Comunità ad avere i beni e i servizi essenziali ad una vita degna di essere vissuta e proiettata verso interessi che travalichino il fattore meramente materiale.
Per questo, sull’insegnamento dei nostri avi, siamo per la Proprietà Sociale dei mezzi di produzione, in particolare modo per quanto concerne quelli essenziali allo Sviluppo ed alla difesa della Comunità stessa.

Si pensi soltanto al sistema bancario, assicurativo, alle materie prime e fonti energetiche, ai servizi e alle comunicazioni, alla grande distribuzione, come alle mega-concentrazioni industriali-finanziarie, internazionali e non, che sono diventati veri e propri stati nello stato, nonché cavalli di Troia per la penetrazione dei potentati stranieri, nordamericani in primis, l’altra branca – oltre quella militare – che tiene schiacciata l’Italia e l’Europa sui diktat della banca Mondiale e del FMI.
Riappropriarsi delle radici, della propria Storia, della propria lingua e cultura, dei propri Valori, in una parola della propria Tradizione è un imperativo per un Movimento che vuole, in prospettiva, non soltanto rivoluzionare le istituzioni sociali e politiche, ma pretende di porsi all’avanguardia di un rinnovamento nello stile e nella Visione del mondo di un popolo ormai quasi totalmente asservito ad una visione consumista e materialista dell’esistenza.

Ci vuole un grosso impegno civico e civile che riporti gli Italiani a riprendersi la guida del proprio destino, in campo nazionale scacciando i partiti venduti ad interessi economici multinazionali, in campo internazionale riconquistando la propria autonomia e sovranità.

Al progetto di globalizzazione dei mercati, che vuol rendere i cittadini del mondo utenti omogenei ed indifferenziati del supermercato mondiale gestito dai pochi individui controllori delle risorse, l'unica risposta possibile è che ogni popolo del pianeta riacquisti e rivendichi le proprie peculiarità etniche culturali e si federi con gli altri movimenti e popoli che stanno attuando questo progetto per poter avere possibilità concrete di battere il potere finanziario e capitalistico nazionale ed internazionale gestore della piovra liberaldemocratica.

Da questi brevi spunti, scende naturale la strategia politica de La Destra: collegarsi alle vaste fasce del malessere per organizzarle in un partito diverso, anche come tipo di struttura, che diventi movimento di popolo che si riappropri del sacrosanto diritto di decidere autonomamente il proprio destino, svincolato dagli interessi economici del sistema bancario e finanziario, veri padroni attuali del potere nazionale e mondiale.

Possiamo e dobbiamo da una parte collegarci alle fasce del malessere, facendo capire inequivocabilmente che non siamo disponibili a tradirli per un tornaconto personale, dall'altra possiamo diventare un punto fermo per spostare l'asse politico del finto bipolarismo su posizioni più sociali. E' questa la scelta della non-collusione che contraddistinguerà in modo univoco il nostro cammino.

da www.ladestranews.it

mercoledì 4 novembre 2009

Rispetto è una cosa, sopraffazione è un'altra...

Vista la situazione particolare che si è creata, in cui l'Europa sembra inginocchiarsi al volere di culture esterne alla nostra, forte del trattato di Lisbona che permette praticamente tutto a chi governa in Europa, anche a scapito dei popoli e delle culture, in via eccezionale desidero pubblicare un articolo che non è specifico del nostro partito, ma viene da una voce autorevolissima, che è di supporto a ciò che il nostro segretario provinciale Pesciaroli, ha scritto nel precedente articolo;
aldilà della fede di ognuno di noi, che può esserci o non esserci, che si può essere di una religione o di un'altra, la decisione di Strasburgo, appare una sopraffazione nei confronti della nostra cultura e nulla ha a che fare con il rispetto per gli altri, anzi suscita amarezza, in quanto viene a mancare il rispetto nei confronti non solo dei cristiani, ma dell'Italia intera;

inserisco pertanto le parole di Sua Santità Benedetto XVI.

Adriano Lazzarini - La Destra Viterbo

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La decisione della Corte di Strasburgo suscita amarezza e non poche perplessità. Fatto salvo il necessario approfondimento delle motivazioni, in base a una prima lettura, sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica. Risulta ignorato o trascurato il molteplice significato del crocifisso, che non è solo simbolo religioso ma anche segno culturale. Non si tiene conto del fatto che, in realtà, nell’esperienza italiana l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici è in linea con il riconoscimento dei principi del cattolicesimo come “parte del patrimonio storico del popolo italiano”, ribadito dal Concordato del 1984.
In tal modo, si rischia di separare artificiosamente l’identità nazionale dalle sue matrici spirituali e culturali, mentre “non è certo espressione di laicità, ma sua degenerazione in laicismo, l'ostilità a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione; alla presenza, in particolare, di ogni simbolo religioso nelle istituzioni pubbliche. … ” (Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti al 56° Convegno nazionale dei Giuristi cattolici italiani, in Iustitia, 1/2007, pp. 6-7).

Roma, 3 novembre 2009

http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_home_cci.vis?id_n=2036

http://www.cattoliciromani.com/
CROCIFISSO SI – EUROPA DEI MERCANTI E DELLE CORTI NO!

3 novembre 2009, che brutta giornata! Mentre il Presidente della Repubblica Ceca sottoscrive il trattato di Lisbona, che diventa quindi esecutivo, contemporaneamente la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo sentenzia all’Italia di togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche poiché simbolo che viola la libertà di religione e, così si sono espressi, dei genitori.

Pertanto dai prossimi mesi i Paesi membri della U.E. saranno ancora di più vincolati da accordi redatti da chi non ha voluto inserire nel trattato le radici cristiane dell’Europa e noi dovremmo cancellare e perdere una parte importante della nostra identità e cultura; il Crocifisso, per noi italiani ma anche per tanti europei, prima ancora di essere un simbolo di fede è una autentica testimonianza di civiltà.

Basterà qualche altra protesta che forse da Strasburgo ci obbligheranno a modificare anche i percorsi scolastici, la nostra letteratura e storia, monumenti e arte, che dalla fine del pagano antico Impero romano in poi sono una continua testimonianza di cristianesimo e cattolicesimo; si dovranno togliere allora dai libri di testo e di studio il sommo Dante con la “Divina Commedia”, Manzoni con “I Promessi Sposi”, i grandi scultori e pittori come Michelangelo - Giotto - Caravaggio - Bernini che ci hanno lasciato grandi opere che riguardano il Cristo e la Chiesa?

Bene ha fatto il Governo Italiano a contestare questa assurda sentenza della Corte Europea e cogliamo con soddisfazione tutte le voci di protesta, compresa anche quella del Presidente della Camera on.le Fini; forse, alla luce di ciò avvenuto oggi, avrebbe fatto meglio se avesse taciuto in passato su determinati argomenti e senza esternare prese di posizione, come l’insegnamento dell’islam a scuola, pericolose e divisorie.

Certamente siamo consapevoli che bisogna avere rispetto per le altre religioni, ma pronti con fermezza a contrastare chiunque ci chieda di vergognarci della nostra; continueremo sempre ad impegnarci per avversare questo falso laicismo dilagante, negazione di ogni cultura e fautore del devastante villaggio globale.

Pesciaroli Filiberto – dir. naz.le – segr. prov.le de “La Destra”

domenica 1 novembre 2009

Incontro a Bolsena








Venerdì, La Destra Viterbo ha incontrato i cittadini all'Auditorium di Bolsena;
il dibattito è stato interessante e sono intervenuti anche esponenti locali del PDL, oltre che i dirigenti e militanti del nostro partito.