lunedì 28 settembre 2009

CANONE RAI? NO GRAZIE

Se qualcuno vuole partecipare, può farcelo sapere, in modo da poter raccogliere i televisori vecchi da buttare e usare per questa iniziativa.

da: www.storace.it

E’ davvero giunto il momento di abbattere il canone Rai. Non serve più a niente, se non a mantenere un esercito di lottizzati – la gran massa dei giornalisti – che può tranquillamente sopravvivere con la pubblicità. E per questo immagino che La Destra dovrà fare da sola questa battaglia, visto che da una parte c’è chi vuole che i cittadini paghino questa tassa che non ha alcun senso se non per garantire i propri uomini, e dall’altra c’è chi non vuole rimetterci in spot.

Ma è una battaglia che ci deve vedere protagonisti anche con azioni clamorose.
Intanto, è un bene che Il Giornale e Libero abbiano pubblicato la modulistica per la disdetta.
Appena abbiamo pubblicizzato l’iniziativa su Facebook molti ci hanno chiesto che si rischia.
In questa settimana metteremo su tutte le idee e le contromisure a tutela del cittadino.
Ho chiesto a Bruno Esposito, come responsabile dell’Organizzazione, e a Adriano Tilgher, capo del dipartimento Programma, di setacciare tra i nostri dirigenti quanti hanno voglia di impegnarsi, sia sotto il profilo legale che su quello esecutivo. Altrettanta capacità di mobilitazione ho chiesto a Luca Lorenzi per la struttura di Gioventù italiana.
Per poi andare a manifestare sotto la Rai. Ma non perché Santoro maltratta Berlusconi, ma perché la Rai lottizzata censura chi rappresenta comunità politiche come la nostra, che ha il diritto di esprimere un’opinione e non le viene consentito solo perché non stiamo in Parlamento esclusivamente per la legge elettorale che ha permesso di starci a chi ha raccolto meno consensi di noi.

C’è una disparità enorme: continuiamo a vedere le facce di Diliberto e Ferrero, ma noi non ne abbiamo diritto.
Alla Rai dobbiamo regalare decine e centinaia di televisori vecchi. Li rottameremo sul cavallo di viale Mazzini; le nostre federazioni cominceranno a raccoglierne e all’ora “x” provvederemo con tanto di annuncio. Ci vengano a fermare, se avranno il coraggio di bloccare un’azione popolare di disobbedienza civile.

Il mese che si apre è dedicato all’avvio della campagna per il nostro tesseramento – che il 31 ottobre vedrà coincidere il ventennale della scomparsa di un grande uomo di cultura come Beppe Niccolai, con la giornata nazionale per le adesioni a La Destra.
Facciamola accompagnare e precedere da una serie di manifestazioni sotto le sedi Rai; organizzando assistenza ai cittadini che vogliono smetterla con la tassa più odiosa che c’è; mettiamo in piedi uno staff di giuristi per varare finalmente il referendum per abolire la legge che istituisce il canone.
Va studiata con cura per superare i mille ostacoli di natura costituzionale.
Ma non dobbiamo arrenderci. E anche alla tv di Stato si accorgeranno che La Destra c’è.

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