All’indomani dell’accordo con le banche per i debiti d’impresa è un susseguirsi di elogi e felicitazioni; sembra essere stato accolto favorevolmente sia dal mondo politico che imprenditoriale. Ci è sembrato strano però non aver sentito alcuna protesta dall’associazione bancaria, per noi qualcosa non funziona.
Abbiamo sempre considerato il sistema che si cela dietro le banche un’usuraio autorizzato che nessuno ha mai sanzionato, pertanto con mobilitazione continua su tutto il territorio nazionale La Destra punterà molto sulla lotta al “dottor usura”.
Significative al riguardo e soprattutto al signoraggio delle Banche Centrali sono le considerazioni rilasciate dal nostro Segr. Naz.le Francesco Storace:
“ Sulle banche occorre una battaglia politica senza riguardi a partire dallo scandalo di cui nessuno parla e che si chiama signoraggio.
E’ il potere imponente delle banche centrali, ormai associazioni fra ricchi privati alle spalle di tutti i popoli, ma nessuno ne parla. Rende schiave le persone, ma non c’è nessuno che incita alla ribellione.
Ufficialmente non esiste. Eppure il signoraggio bancario sta facendo sprofondare il mondo intero nel debito, giorno dopo giorno, inesorabilmente…. Ma debito (pubblico) nei confronti di chi? A chi dobbiamo dare tutti questi miliardi? Cosa lo provoca? E soprattutto: cos’è questo signoraggio?
Non sui giornali, ma sulla rete è spiegato molto bene che il signoraggio è la differenza tra il valore nominale della moneta (ovvero ciò che c’è scritto sopra la moneta, 1,2,5,10,20,50,100,200,500 euro) e il suo costo di produzione.
La moneta, come ogni bene, ha un suo costo di produzione: per le banconote si pensi al costo di carta e inchiostro; per le monete al costo delle leghe di metallo. L’emissione di moneta costa pochissimo, anche perché dal 1971, Nixon eliminò la convertibilità delle monete in oro.
Quindi l’emissione di moneta da quasi quarant’anni non ha più bisogno di un controvalore in metallo prezioso (oro, argento o rame).
Facciamo un esempio numerico: stampare un biglietto da 100 euro costa, più o meno, 30 centesimi di euro (tra carta e inchiostro). Una sciocchezza, vero? Ebbene questa banconota, che costa solamente 0,30 euro, viene “affittata” allo Stato al valore nominale, cioè a 100 euro più gli interessi. Questa differenza è il signoraggio.
La società privata che stampa ed emette la moneta in pratica “guadagna” per ogni banconota emessa la bellezza di 99,70 euro mentre lo Stato, sempre per ogni banconota, s’indebita di 100 euro più gli interessi.
Siamo o non siamo alla follia pura? Lo Stato, che potrebbe stamparsi una propria moneta, paga invece alla Banca Centrale “l’affitto” di questa moneta, (più gli interessi), con Titoli di Stato…
Sono proprio gli interessi la causa della truffa, perché in circolazione ci sono solo i soldi per pagare il debito, ma i soldi per pagare gli interessi non sono ancora stati stampati…
Quindi lo Stato chiederà alla Banca Centrale di stampare nuove banconote (che produrranno nuovo debito e nuovi interessi) per pagare gli interessi del debito precedente e pertanto s’indebiterà in maniera spropositata e continuativa nei suoi confronti. Questo è il meccanismo infernale.
Noi paghiamo questo debito con le tasse.
Lo Stato, in definitiva, ha un debito che continuerà a crescere giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Nessuno, con un simile sistema, potrà mai semplicemente pensare di uscire dal debito.
E se fosse lo Stato a stamparsi la moneta e a tenersi il signoraggio? Di quanto diminuirebbe il carico fiscale? Si chiama sovranità monetaria, è lo Stato che deve emettere moneta.
I motivi per cui sono invece le Banche Centrali che producono la nostra moneta per poi affittarcela, guadagnandoci l’intero valore nominale più gli interessi, e i motivi per cui tutti noi, per far fronte a questo debito, dobbiamo pagare tasse sempre più alte, non sono ben chiari e forse nessuno ce li spiegherà mai.”
Pesciaroli Filiberto – Dirig. Naz.le – Seg. Prov.le Viterbo de “La Destra”
giovedì 6 agosto 2009
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