ROMA - «Nessun abuso è stato commesso nella ristrutturazione del debito della Regione Lazio», con l’uso dei cosiddetti prodotti “derivati” (contratti a termine che hanno per oggetto la compravendita di un’attività sottostante), durante la gestione della giunta guidata da Francesco Storace, di cui era assessore al bilancio Andrea Augello, attuale senatore del Pdl. La relazione della Corte dei conti sulla situazione contabile della Pisana “scagiona” la passata amministrazione dall’accusa di aver abusato di questi Strumenti finanziari, incrementando i già notevoli debiti delle casse regionali. La magistratura contabile ha controllato a fondo conti dell’ente, soprattutto alla luce dei dubbi espressi, negli ultimi anni, proprio sull’uso dei derivati da parte di diverse amministrazioni pubbliche: Regioni, Province autonome ed enti locali.
- La tabella riassuntiva delle diverse voci, anzi, mostra come la gestione del portafoglio del debito della Regione Lazio, attuata fino al 2005, avrebbe prodotto un risultato complessivo positivo per 124,8 milioni di euro. Un dato che non riduce certo la gravità dei debiti della Pisana, che tra l’altro hanno portato lo scorso anno al commissariamento della sanità. «Nessun a accusa contro il nostro operato, quindi –sottolinea Augello - Anzi, la Corte dei conti mostra come il lavoro svolto per il risanamento del debito è stato positivo, evitando qualsiasi danno per le casse regionali». Ciò nonostante che il fallimento della “Lehmann brothers”, di cui la Regione era cliente, abbia creato qualche problema di gestione per i prodotti acquistati dalla società statunitense, di cui l’ente era debitore.
L’indagine della Corte dei conti sui contratti derivati, scrivono gli stessi giudici contabili, è legata alle vicende negative che hanno coinvolto numerosi enti territoriali sottoscrittori di contratti derivati. Quindi, ricorda la Corte dei conti, d’evoluzione normativa
degli ultimi anni, caratterizzata da una pluralità di interventi rimasti, in parte, privi di attuazione, ha indotto il legislatore al contenimento dell’uso degli strumenti derivati da parte di Regioni, Province autonome ed enti locali. Nel caso del Lazio, i risparmi conseguiti e le plusvalenze incassate con la ristrutturazione del debito ammontano a 134,5 milioni, da cui vanno sottratte perdite attese per 9,7 milioni. Con un saldo finale attivo, quindi, di 124,8 milioni.
fonte il Messaggero del 15 Agosto 2009 da pagina 13
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