Da: http://www.ladestranews.it/
un interessante articolo di Adriano Tilgher che pubblichiamo volentieri.
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Le idee forza sono i motori del Mondo.
Oggi mancano idee forza perché mancano le idee, perché manca la cultura, perché sono morte le ideologie, ma solo quelle legate alle idee, perché sono state sostituite da una cosa più semplice da capire, più facile da utilizzare ma difficile da ottenere e difficilissimo da gestire: il denaro.
Con questo strumento si compra tutto, si ottiene tutto. Più ne hai e più vali. Più ne rubi e più sei bravo. Più ne accumuli e più sei stimato.
Cosa importa se sai scrivere, se sei onesto, se sei intelligente, se poi non hai i soldi per farti ammirare e stimare? Come puoi pretendere il rispetto dei tuoi figli se non hai la capacità economica di comprargli la casa, di regalargli la macchina, di farli sposare…?
Sono queste le contraddizioni dell’epoca in cui viviamo. Un tempo, poco tempo fa, quando eravamo ragazzi noi si lottava per delle idee, giuste o sbagliate che fossero, si credeva in qualcosa di più alto di 11 miliardari in mutande che giocano a pallone, si moriva anche per quelle idee. I nostri genitori tremavano ogni volta che uscivamo da casa perché non sapevano mai se e come saremmo tornati. Oggi in apparenza non è cambiato molto, anche i genitori di oggi non sanno se e come i propri figli torneranno, ma sono diversi i motivi. Ieri i nostri genitori avevano paura per noi ma ci condividevano, oggi non possono condividere che un figlio si droghi, si sballi, si ubriachi, muoia a velocità assurde sulle strade.
Ma mi volete dire in quale direzione i nostri giovani oggi dovrebbero sfogare le loro forze vitali? Nello sport, trasformato ormai da fenomeno di massa in fenomeno di elite, con grossi interessi miliardari? Nello spettacolo diventato solo ricettacolo di esibizionisti, guardoni, dove le capacità professionali hanno ceduto il passo alle capacità di fare denaro? Nell’arte dove tutto è protetto da lobbies politico-economiche senza più alcuna valenza artistica e via di questo passo.
Ai nostri giovani rimane solo la fuga. Una fuga triste dalla realtà o un altrettanto triste ingresso nel mondo patinato degli affari, delle truffe, degli inganni, dove ottenere tutto e subito, con una conseguente insoddisfazione che porta sempre più a correre e fuggire.
Allora torniamo alle idee, ci conviene, cacciamo dal mondo culturale i fautori del pensiero debole, coloro che mistificano e confondono i principi con i valori, coloro che oggi sono pensatori perché nella società del non pensiero il nulla diventa pensiero.
Troviamo un’idea forza per cui valga la pena di combattere e lottare, restituiamo ai giovani la forza di sentirsi e di essere rivoluzionari, di poter cambiare il mondo, di tornare ad essere protagonisti.
Parliamo di idee, di progetti, di speranze, e perché no, anche di sogni.
Studiamo i sintomi che questa società ci palesa, interpretiamoli, analizziamoli. Lanciamo scommesse per il futuro e creiamo una classe dirigente capace di affrontare queste scommesse.
Non basta pensare ad uscire dalla crisi economica, dobbiamo prima uscire dalla crisi morale per poi affrontare i temi del futuro. Una dura partita che però ha in sé i germi della soluzione.
I giovani che lottano per la squadra del cuore, la soddisfazione quando l’Italia vince in ogni campo dalla moda allo sport, dal design alla letteratura, sono i sintomi di un primitivo senso di appartenenza. Riscopriamolo, approfondiamolo.
La necessarietà del lavoro, autonomo o dipendente, ma sicuro e tutelato è un’altra richiesta pressante che viene da più parti. Patria e Lavoro sono le due scommesse di questo secolo.
Che ne siano anche le idee forza?
Parliamone.
Per questo e per altri motivi ad ottobre stiamo organizzando una conferenza programmatica, aperta anche agli apporti esterni, che dia spazio e risposte a questi problemi.
Adriano Tilgher
domenica 23 agosto 2009
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