Da: http://www.ladestranews.it/editoriale/il-guado.html
Siamo nel guado, stiamo attraversando il momento più difficile nella giovane storia del nostro partito, stiamo diventando da eredi di un percorso monco fatto di socialità a trucco, come era la storia del MSI, diventato AN, a precursori di un grande percorso sociale per l’umanità.
L’orgoglio di avere una storia e delle radici immarcescibili ci fa’ essere consapevoli della funzione storica che possiamo avere in questo momento di grande difficoltà per il nostro popolo e per l’umanità intera. La nostra proiezione identitaria e sociale ci mette in condizione di essere gli unici con le carte in regola per traghettare la nostra povera Italia fuori dei marosi della crisi economica con la consapevolezza di un grande e nuovo senso di appartenenza.
Certo siamo ancora in mezzo al guado ma se spingiamo tutti insieme nella stessa direzione ci possiamo trovare pronti all’appuntamento.
Ma, sei folle? Da dove deriva questo entusiasmo e questo ottimismo? Siamo un piccolo partito che corre il rischio di essere espulso attraverso folli leggi elettorali dal contesto politico della nazione, per cosa esulti?
Semplice, stiamo costruendo le risposte sociali per uscire complessivamente dalla crisi, siamo rimasti gli unici a voler ricostruire su nuove basi la passione per l’unità nazionale da contrapporre al disfattismo regionalista della lega, abbiamo una concezione del lavoro che da sola può risolvere sia il problema della crisi che il problema della solidarietà. Per uscire dalla crisi bisogna che capitale e lavoro, con pari dignità, concorrano insieme e questo può accadere solo con la partecipazione alla gestione delle imprese in modo da costituire delle comunità di lavoro compatte e solidali, che solo la socializzazione può realizzare.
Accanto a questo nostro processo costruttivo, c’è anche il processo degenerativo della situazione politica che potrebbe portare alle elezioni politiche anticipate. Dobbiamo arrivare a questo appuntamento pronti , con il progetto definito e con la struttura ben delineata.
Dovremo e potremo così assolvere ad una doppia funzione, da una parte, quella di garanti della ricostruita unità nazionale contro le spinte centrifughe di separatisti e secessionisti, dall’altra, quella di difensori e propugnatori dello stato sociale in alternativa al liberismo imperante.
Solo una coscienza precisa del nostro ruolo potrà renderci indispensabili per gli interessi del nostro popolo, per questo dobbiamo sbrigarci ad uscire dal guado ed iniziare a camminare speditamente verso gli obiettivi che ci siamo prefissi.
Allora uniti, stringiamo i denti e iniziamo a possedere e diffondere la nostra proposta: in questo momento di crisi delle idee e dell’identità possiamo diventare riferimento per molti.
Il compito non è facile ma non ci mancano né la volontà, né il coraggio.
I risultati verranno subito dopo.
Adriano Tilgher
martedì 6 ottobre 2009
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