La cosiddetta stampa libera sfila per le vie di Roma alla ricerca della libertà perduta, le grandi testate giornalistiche contro il monopolio TV, i proprietari di un grosso gruppo televisivo che accusano le stesse testate di fare linciaggio morale; e in mezzo la RAI, il servizio pubblico per il quale siamo obbligati a pagare il canone, con le sceneggiate santoriane con tanto di escort e Travaglio e tanti altri programmi da cestinare.
Assistiamo alla solita fiction che sembra non finire mai. Se la grande stampa può attaccare tranquillamente il capo del governo, perché grida per la mancanza di libertà? Se c’è un monopolio televisivo, come mai in RAI c’è chi attacca liberamente il monopolista? Dall’altra parte perché il proprietario delle televisioni si fa attaccare dalla stesse emittenti che dovrebbe controllare? Il cittadino continua a pagare il canone.
Ognuno recita benissimo, da meritarsi un oscar, il ruolo precedentemente stabilito e la parte assegnata dal regista di sempre, “potere, prestigio, fiume di denaro da distribuire”. E noi dobbiamo continuare a pagare il canone RAI? Questa tassa sul servizio pubblico radio-televisivo è ingiustificata, antistorica, serve soltanto a mantenere l’esercito di lottizzati; è comico, lottizzati di ieri contro lottizzati di oggi che insieme si agitano contro i lottizzati di sempre, sperperando quello che noi versiamo.
I veri esclusi del sistema dell’informazione (televisivo soprattutto) siamo proprio noi cittadini che, pur essendo costretti a pagare e pertanto mantenerli, non abbiamo il diritto di intervenire su alcun programma, nelle scelte dei palinsesti e di mandare a casa a pedate quei personaggi, ce ne sono tanti e ben remunerati, incapaci, sconci, protagonisti di trasmissioni spazzatura, degeneranti e dai contenuti squallidi.
Il diritto di informare vale solo per alcuni e non per tutti? Se PDL e PD insieme, sia politicamente che tramite gruppi imprenditoriali a loro vicini, controllano ormai quasi tutti i mezzi di informazione, radio-televisioni e giornali, propinandoci notizie false, alterate e nei migliori dei casi addomesticate tendenti a diseducare gli utenti, perché dobbiamo ancora pagare il canone?
Da Destra proponiamo di rispedire, come dovere civile, la spazzatura al mittente; chiediamo che la RAI fornisca soltanto programmi di informazione corretta, educativi e formativi altrimenti, come sistematicamente avviene oggi, perde la funzione di servizio pubblico. Nell’attesa che ciò si determini iniziamo dal prossimo anno a non pagare più il canone e invitiamo i cittadini ad aderire alla protesta lanciata da Libero e dal Giornale; ma qualora le testate promotrici si dovessero arenare saremo pronti a continuare anche da soli con la raccolta di firme necessarie per i referendum abrogativi del canone o per un progetto di legge di iniziativa popolare.
La libertà di informazione e di stampa spetta a tutti i cittadini, non vendiamola più a nessuno, riprendiamocela!
PESCIAROLI FILIBERTO – Segr. Prov. de “La Destra”
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