da: www.storace.it
articolo del Segretario Francesco Storace:
Non è uno scherzo, ci stanno riprovando.
In entrambi i rami del Parlamento sono depositate da un anno varie proposte di reintroduzione dell’immunità parlamentare modello pretangentopoli.
Suggerirei ai deputati e senatori che le propongono di darsi una calmata, giacchè se ha un senso evitare che un rappresentante del Parlamento sia perseguitato per le sue opinioni e gli atti connessi alle sue funzioni, sarebbe inaccettabile una deriva che si spingesse al ritorno ad un’epoca che deve restare consegnata al passato. Tanto più in un momento in cui deputati e senatori sono nominati e non eletti dal popolo: sarebbe l’ennesima proposizione di un modello di casta che farebbe inviperire i cittadini.
Oggi c’è un modello di immunità, garantito dall’articolo 68 della Costituzione, che affida a ciascuna Camera il giudizio di insindacabilità di ogni parlamentare rispetto al procedimento avviato alla magistratura. Una “protezione” istituzionale che ha senso di fronte alle parole; ben più grave se fosse estesa anche al ladrocinio.
Ad esempio, ha riguardato anche me, a fronte della polemica con il Capo dello Stato – che oggi non rifarei comunque – e ad una causa per diffamazione intentatami dal magistrato Woodcock, che ha recentemente “perdonato” il più potente presidente della Camera in un’identica querela sul medesimo argomento (l’arresto di Salvatore Sottile).
Il Senato ha cioè stabilito che le mie opinioni non sono reato.
Ben diverso sarebbe se si coprissero le malversazioni. E devono stare attenti quei parlamentari che puntano a tornare all’antico.
Ne ho trovate, di proposte e disegni di legge, fra Camera e Senato, la maggior parte presentati tra fine luglio e settembre 2008, che non aspettano altro che essere discusse.
Il senatore milanese del Pdl Caruso – giurista di provata credibilità – punta a reintrodurre il principio dell’autorizzazione a procedere, anche se chiama a valutarlo un nuovo istituto, che individua in un’”Alta corte di giustizia”.
Chiamala come vuoi, resta il fatto che se passasse il suo ddl costituzionale nessun parlamentare potrebbe essere sottoposto a procedimento penale, arrestato o perquisito senza autorizzazione “politica”. Ovviamente, niente intercettazioni.
Più sfrontata la proposta di legge costituzionale presentata alla Camera da Renato Farina che, in compagnia di altri deputati tra cui Alessandra Mussolini…, riscrive letteralmente l’articolo 68 della Costituzione che vigeva prima di Tangentopoli: “«ART. 68. – I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e per i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale, né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura.
Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o per mantenere in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile».
Dove sono finite le battaglie moralizzatrici di Libero, onorevole Farina…?
Tra Camera e Senato si trovano altre proposte del genere. E’ davvero da auspicare che non vengano mai calendarizzate. Sarebbe uno schiaffo a un popolo intero.
lunedì 12 ottobre 2009
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